La Massoneria è un centro di potere

massoni-grembiuliVi propongo questo recente articolo perché lo ritengo utile al fine di capire come la Massoneria sia un centro di potere, ed in quanto tale quindi non sorprende che eserciti una forte attrattiva anche su pastori o membri di Chiese assetati di denaro e potere che perciò si affiliano alla Massoneria. Chi ha orecchi da udire, oda. Giacinto Butindaro

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Massoneria, Gianfranco Pecoraro: «È una lobby di potere» – Affaristi. E potenti. Chi sono i nuovi affiliati delle logge. Che ora tutelano le élite. Grazie ai rapporti con finanza e banche.

Da fulcro della conoscenza a centro di interesse e di potere. A questo si sarebbe ridotta la massoneria, entità di cui molti si riempiono la bocca, di cui tutti riconoscono l’esistenza e l’influenza.
Peccato che poi il tema scompaia del tutto dai dibattiti pubblici, non solo televisivi. Finendo con il divenire, nel sentimento popolare, sinonimo di un qualcosa di oscuro e sovversivo.
Anche gli ultimi cambi di governo, secondo noti affiliati, sono da attribuire proprio a manovre di tipo massonico.

LA MASSONERIA SI SGRETOLA. Gianfranco Pecoraro, meglio conosciuto come Carpeoro, ha visto dall’interno lo sgretolarsi di tutti i principi ispiratori della massoneria. Studioso dei simboli, è stato Sovrano gran commendatore e Gran maestro della legittima e storica Comunione di Piazza del Gesù dal 1999 al 2005 quando ha posto l’intera comunione massonica in sospensione fino al 2010. Come si dice in gergo ha consegnato i ‘sigilli’ e la sua tradizione storica a un’altra loggia.

SVANITA LA FUNZIONE ORIGINARIA. La scelta di abbandonare la massoneria risiede proprio nella perdita della sua funzione originaria: «Doveva mantenere un ruolo esclusivamente di conservazione e trasmissione delle proprie dottrine e lasciare alla società il compito di svilupparle. Invece ha voluto farsi essa stessa organismo propulsivo di tutto questo e così ha partecipato a tutte le guerre di potere, trascurando i contenuti dottrinali e ideologici di conoscenza che erano la sua vera forza», confessa Pecoraro a Lettera43.it.

SPAZIO SOLO PER GLI AFFARISTI. Quando si perde il patrimonio ideale, cosa rimane? «La manovra e il potere», continua Carpeoro, «e su quello si è andati avanti. Chi entrava in massoneria voleva contare: la loggia è diventata uno strumento molto utile e funzionale per utilizzare le persone». E non è finita: «Molti si propongono come Grandi maestri, ma non sanno nulla della massoneria, è proprio questo il problema. Nessuno conosce più bene i simboli e i rituali. I famosi illuminati non sono altro che affaristi, gente di potere».

La trasformazione in apparati di sistema. Ma gli scopi non sono nobili

Le organizzazioni massoniche avrebbero incorporato le dinamiche operative della politica, diventando quindi veri e propri apparati di sistema per scopi quasi mai nobili. Imponendo ogni due anni l’elezione del gran maestro, si sviluppano continue campagne elettorali molto simili a quelle che contraddistinguono i partiti, con tutti i problemi che possiamo immaginare. «Un tempo era proibito parlare di religione e politica», spiega Pecoraro, «oggi avviene l’esatto contrario».

TROPPA ATTENZIONE AGLI AFFARI.Secondo l’ex Gran maestro, «l’accesso alla massoneria è diventato troppo semplificato e spesso non coincide con quel percorso di formazione che una tradizione secolare aveva nel tempo conservato e trasmesso per l’evoluzione spirituale e intellettuale degli esseri umani»: «La massoneria si è occupata molto e male di affari e di politica senza considerare che sono la filosofia e le dottrine massoniche ad avere effetti sulla società e non i singoli affiliati tramite l’utilizzo di un potere costruito su connivenza e complicità in discutibili scopi materiali».

RAPPORTI CON FINANZA E BANCHE. Oggi le logge con il maggior numero di affiliati in Italia sono il Grande oriente d’Italia e la Gran loggia d’Italia degli Alam (Antichi liberi accettati muratori).
Allo stesso tempo però esistono molte altre entità che sconfinano nel malaffare. Pseudomassonerie finalizzate al compimento di crimini: si alleano sempre con il potere, qualunque esso sia. «In alcune zone è inevitabile la contiguità con la mafia», aggiunge Pecoraro, «la massoneria non deviata fa invece politica, i cosiddetti maneggi. Non necessariamente commette reati. Si è unita, in modo innaturale, con il grande potere finanziario e bancario».

MOSSE OSCURE DIETRO I SEGRETI. Dall’alleanza, continua l’ex Gran maestro, «sono nati gli organismi di collegamento dove da un lato sono coinvolti massoni e dall’altro chi non lo è, persone che non si ritiene opportuno o necessario far entrare direttamente nella cerchia interna»: «Nel tempo la massoneria ha finito anche per trasformare la tradizione del segreto formatasi per necessità in periodi di persecuzione e integralismo, in un comodo ombrello per attività spesso innominabili».
«Oggi di un vero e proprio segreto massonico», chiarisce Pecoraro, «non vi sarebbe alcuna necessità mentre sarebbe sufficiente la tutela alla riservatezza delle proprie scelte personali, valida per ogni cittadino, purtroppo spesso violata dalla pubblicazione, o meglio ‘spubblicazione’, di elenchi in forma di liste di proscrizione da parte dei media».

STRUMENTO PER TUTELARE LE ÉLITE. La massoneria odierna sembra lontana da quella che contribuì alla conquista di diritti e libertà fondamentali contro l’assolutismo diventando più uno strumento di arricchimento per le élite e di impoverimento per i popoli.

«La massoneria di ispirazione anglosassone, tanto italiana che internazionale, conta solo nelle occasioni in cui i poteri sovranazionali se ne servono per raggiungere i loro scopi», è la tesi dell’ex Gran maestro. Che poi insiste: «Il tessuto democratico del nostro Paese è gravemente lesionato da decenni e questa è stata la causa anche della crisi economica che ci attanaglia».
Il risultato? «Uno Stato che da anni ha cessato di insegnare l’educazione civica nelle scuole ha alimentato nei cittadini il disinteresse e la non partecipazione alla democrazia che ha condotto alla situazione attuale. Se i cittadini non tornano a partecipare con progetti, ideali e presenza alla vita democratica l’Italia tornerà a essere una ‘espressione geografica’ come affermava Metternich ai tempi del Congresso di Vienna».

Fabio Frabetti

Lunedì, 31 Marzo 2014

Fonte: http://www.lettera43.it/

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