Il parlare e l’agire massonico presente nelle ADI

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IL PARLARE MASSONICO

Su Dio

Dio viene presentato solocome un Dio di amore, che ama i peccatori

Nella Massoneria Dio viene presentato solo come un Dio d’amore che ama pergiunta i peccatori. Albert Pike infatti nel suo libro Morals and Dogma afferma: ‘Nessuno ha il diritto di pensare meschinamente della sua razza, a meno che egli pensi meschinamente anche di sè stesso. Se da una singola colpa o un singolo errore, egli giudica il carattere di un altro, e prende il singolo atto come la prova di tutta la natura dell’uomo e di tutto il corso della sua vita, egli dovrebbe acconsentire ad essere giudicato mediante la stessa regola, e ammettere che sia giusto che altri lo debbano in questo modo condannare ingenerosamente. Ma tali giudizi diventeranno impossibili quando egli ricorderà incessantemente a sè stesso che in ogni uomo che vive esiste un’Anima immortale che si sforza di fare quello che è giusto e retto; un Raggio, per quanto piccolo e quasi impercettibile, proveniente dalla Grande Sorgente di Luce e Intelligenza, che sempre lotta verso l’alto in mezzo a tutti gli impedimenti del senso e gli ostacoli delle passioni; e che in ogni uomo questo raggio muove guerra continuamente contro le sue passioni malvage e i suoi sregolati appetiti, o, se pur soccombe, esso non è mai interamente estinto e annichilito. Perchè egli capirà allora che non è la vittoria, ma la lotta, che merita onore, dato che in ciò come in tutto il resto nessun uomo può sempre comandare il successo. Fra una nuvola di errori, di fallimenti, e mancanze, egli cercherà l’Anima che lotta, ciò che fra il male è buono in ciascuno, e credendo che ognuno è migliore di quanto non sembri dai suoi atti e le sue omissioni, e che Dio ha ancora cura di lui, ed ha pietà di lui e lo ama, egli sentirà che persino il peccatore errante è ancora suo fratello, che ha diritto alla sua comprensione, ed è legato a lui dagli indissolubili vincoli della comunione’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 857 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md33.htm).

E non è forse quello che si sente dire a tanti pastori ADI? Li sentite parlare solo dell’amore di Dio, quasi che Dio fosse solo amore, e poi gli sentite dire che nonostante tutto Dio ama il peccatore errante, cioè l’empio, che prende piacere nel trasgredire i comandamenti di Dio essendo schiavo del peccato e sotto la potestà del diavolo. E difatti in un articolo dal titolo ‘Dio ama l’omosessuale?’ scritto da Raffaele Lucano, che è pastore della Chiesa ADI di Cornaredo (Milano), leggiamo che ‘Dio ama il peccatore …’ (http://www.chiesadicornaredoadi.it/). Frase questa che viene proclamata ai quattro venti dai pastori ADI ogni qualvolta che ne hanno l’occasione, e dobbiamo dire dalla stragrande maggioranza dei pastori evangelici, quindi appartenenti anche alle altre denominazioni evangeliche. Quindi secondo costoro, Dio è un Dio che non odia nessuno, ma ama tutti, sia i giusti che gli operatori di iniquità. Che dice invece la Scrittura? Che Dio odia gli operatori di iniquità, secondo che dice Davide a Dio nei Salmi: “Tu odii tutti gli operatori d’iniquità” (Salmo 5:5), parole queste che fu lo Spirito Santo a pronunciare per bocca di Davide come del resto le altre presenti nei Salmi. E con queste parole si accordano anche altri passi della Scrittura, anche questi ispirati da Dio, che sono i seguenti: “L’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza” (Salmo 11:5), “l’Eterno aborrisce l’uomo di sangue e di frode” (Salmo 5:6), “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19).

La Scrittura dice che Dio “ama i giusti” (Salmo 146:8), che sono coloro che osservano i comandamenti di Cristo, secondo che disse Gesù: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui. …. Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giovanni 14:21, 23).

Per costoro Dio, dato che non odia nessuno ed è amico di tutti, è un Dio che non castiga gli uomini, per esempio colpendoli con delle malattie o con la morte a motivo dei loro peccati. E quindi il loro Dio non fa morire nessuno, e non colpisce nessuno con malattie o altri giudizi. Che dice invece la Scrittura? Che l’Iddio e Padre che adoriamo e serviamo è un Dio che castiga, flagella, giudica, punisce – ora, qui sulla terra – in quanto è giusto. Egli è un giusto giudice (Salmo 7:11) e in quanto tale “non tiene il colpevole per innocente” (Nahum 1:3) ma lo giudica con giustizia, e si badi che il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio, cioè da noi (1 Pietro 4:17).

A tale proposito, la Bibbia dice che i terremoti, gli alluvioni, i fulmini che si abbattono contro le persone, la grossa grandine, e altri fenomeni naturali che causano disastri (e spesso anche tante vittime) sono giudizi di Dio.

Per quanto riguarda i terremoti la Scrittura dice che per l’ira di Dio trema la terra (cfr. Geremia 10:10), e difatti sempre la Scrittura dice che ai giorni di Uzzia ci fu un forte terremoto (cfr. Zaccaria 14:5), che era stato predetto da Dio tramite il profeta Amos contro Israele a motivo della malvagità che imperava tra il popolo: “Ascoltate questo, o voi che vorreste trangugiare il povero e distruggere gli umili del paese; voi che dite: ‘Quando finirà il novilunio, perché possiam vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, scemando l’efa, aumentando il siclo, falsificando le bilance per frodare, comprando il misero per danaro, e il povero se deve un paio di sandali? E venderemo anche la vagliatura del grano!’ L’Eterno l’ha giurato per colui ch’è la gloria di Giacobbe: Mai dimenticherò alcuna delle vostre opere. Il paese non tremerà esso a motivo di questo? Ogni suo abitante non ne farà egli cordoglio? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s’abbasserà come il fiume d’Egitto” (Amos 8:4-8). Ricordiamo pure che prima della venuta del Signore ci sarà un forte terremoto che Dio manderà contro questo malvagio mondo, il più forte terremoto della storia dell’umanità, secondo che è scritto: “Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. E si fecero lampi e voci e tuoni; e ci fu un gran terremoto, tale, che da quando gli uomini sono stati sulla terra, non si ebbe mai terremoto così grande e così forte. E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell’ira sua” (Apocalisse 16:17-19).

Per ciò che concerne gli alluvioni, ricordiamo che ai giorni di Noè Dio mandò sul mondo degli empi di allora così tanta acqua da coprire tutte le più alte cime dei monti; tutti gli esseri umani perirono, tranne che Noè e sette altri; anche gli animali perirono tutti, eccezion fatta che quelli che erano nell’arca di Noè. Come dunque quel diluvio fu un giudizio di Dio contro gli empi di allora, così anche oggi i diluvi locali che causano danni e spesso vittime sono anch’essi dei giudizi di Dio. In Giobbe è scritto che Dio “trattiene le acque, e tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra” (Giobbe 12:15), ed anche: “Egli carica pure le nubi d’umidità, disperde lontano le nuvole che portano i suoi lampi ed esse, da lui guidate, vanno vagando nei lor giri per eseguir quanto ei loro comanda sopra la faccia di tutta la terra; e le manda o come flagello, o come beneficio alla sua terra, o come prova della sua bontà” (Giobbe 37:11-13). Naturalmente, dato che le nuvole vanno a riversare l’acqua dove vuole Dio e nella misura da lui decretata, anche la siccità – cioè il fatto che in un luogo non piova – è un giudizio di Dio. Ricordiamo che ai giorni di Elia, Dio non fece piovere per tre anni e mezzo per punire Israele per la sua malvagità.

Sono giudizi di Dio anche i fulmini che colpiscono le persone, secondo che è scritto che Dio si riempie le mani di fulmini e “li lancia contro gli avversari” (Giobbe 36:32).

Anche la grossa grandine che talvolta cade sugli uomini è un giudizio di Dio, ricordiamoci infatti che una delle piaghe mandate da Dio contro gli Egiziani fu appunto la grandine secondo che è scritto: “Ecco, domani, verso quest’ora, io farò cadere una grandine così forte, che non ce ne fu mai di simile in Egitto, da che fu fondato, fino al dì d’oggi. Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno’ (Esodo 9:18-19).

Vediamo ora alcuni castighi inflitti da Dio agli uomini, prendendoli dal Nuovo Testamento.

Anania e Saffira, ai giorni degli apostoli, per avere mentito allo Spirito del Signore

Dio fece morire Anania e Saffira perchè questi si erano accordati per tentare lo Spirito del Signore. Ecco come andarono le cose: “Ma un certo uomo, chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendé un possesso, e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere? Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura prese tutti coloro che udiron queste cose. E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono. Or avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Sì, per tanto. Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all’uscio e ti porteranno via. Ed ella in quell’istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso suo marito” (Atti 5:1-10).

Molti credenti della Chiesa di Corinto, perchè si accostavano indegnamente alla cena del Signore

Dio colpì con la morte e con la malattia parecchi credenti della Chiesa di Corinto perchè si erano accostati alla Cena del Signore in maniera indegna. Disse infatti Paolo ai santi di Corinto: “Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siam corretti dal Signore, affinché non siam condannati col mondo. Quando dunque, fratelli miei, v’adunate per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. Se qualcuno ha fame, mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio” (1 Corinzi 11:28-34).

Quel credente della Chiesa di Corinto che si teneva la moglie di suo padre

Dio fece sì che quel credente della Chiesa di Corinto che si teneva la moglie di suo padre, e quindi che commetteva fornicazione, fosse dato in mano di Satana per la distruzione della sua carne, secondo che disse Paolo: “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre. E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù” (1 Corinzi 5:1-5)

Imeneo e Alessandro perchè si erano messi a bestemmiare

Paolo dice a Timoteo: “Io t’affido quest’incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d’esse la buona guerra, avendo fede e buona coscienza; della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede. Fra questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare” (1 Timoteo 1:18-20)

Jezebel, perchè seduceva i servi del Signore affinchè fornicassero e mangiassero cose sacrificate agli idoli

Nel libro dell’Apocalisse, il Signore ordinò a Giovanni di scrivere queste cose all’angelo della Chiesa di Tiatiri: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Apocalisse 2:20-23).

Il re Erode, ai giorni degli apostoli, per non avere dato a Dio la gloria

Dio punì il re Erode perchè quando in un occasione il popolo si era messo ad acclamarlo come se fosse un dio, lui non aveva dato a Dio la gloria. Ecco come andarono le cose: “Or Erode era fortemente adirato contro i Tirî e i Sidonî; ma essi di pari consentimento si presentarono a lui; e guadagnato il favore di Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese traeva i viveri dal paese del re. Nel giorno fissato, Erode, indossato l’abito reale, e postosi a sedere sul trono, li arringava pubblicamente. E il popolo si mise a gridare: Voce d’un dio, e non d’un uomo! In quell’istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non avea dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi” (Atti 12:20-23).

Gerusalemme, nell’anno 70, per avere ucciso i profeti e il Signore Gesù Cristo

L’apostolo Paolo attorno all’anno 50 scrivendo ai santi di Tessalonica diceva tra le altre cose: “Poiché, fratelli, voi siete divenuti imitatori delle chiese di Dio che sono in Cristo Gesù nella Giudea; in quanto che anche voi avete sofferto dai vostri connazionali le stesse cose che quelle chiese hanno sofferto dai Giudei, i quali hanno ucciso e il Signor Gesù e i profeti, hanno cacciato noi, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini, divietandoci di parlare ai Gentili perché sieno salvati. Essi vengon così colmando senza posa la misura dei loro peccati; ma ormai li ha raggiunti l’ira finale” (1 Tessalonicesi 2:14-16). E l’ira finale a cui Paolo si riferiva era quella che si abbattè su Gerusalemme nell’anno 70 dopo Cristo, per mano delle legioni romane. Gerusalemme infatti fu distrutta, e molti dei suoi abitanti uccisi e portati in cattività, perché si doveva adempiere sia ciò che era stato scritto dai profeti, e sia quello che poi Gesù Cristo confermò quando disse: “Quando vedrete Gerusalemme circondata d’eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina. Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a’ monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei. Perché quelli son giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte, siano adempite. Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in que’ giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su questo popolo. E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati in cattività fra tutte le genti; ….” (Luca 21:20-24).

Come potete vedere, Dio castiga, eccome se castiga gli uomini.

Il concetto biblico che Dio è un Dio vendicatore viene rigettato

Strettamente collegato a quanto abbiamo appena visto, c’è quest’altro punto. Secondo la Massoneria, bisogna rigettare qualsiasi idea di un Dio vendicatore, o comunque qualsiasi cosa che possa farlo sembrare vendicativo e malvagio o crudele o ingiusto.

Ascoltate cosa disse il ministro del diavolo Albert Pike: ‘Noi non dovremmo credere in ciò che la Ragione nega decisamente, in ciò che il senso della giustizia respinge, in ciò che è assurdo o contraddittorio, in conflitto con l’esperienza e la scienza, in ciò che degrada il simbolo della Divinità, facendola apparire vendicativa, maligna, crudele o ingiusta’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 1, pag. 59), ed ancora: ‘«Io ripongo la mia fiducia in Dio» è la protesta della Massoneria contro la credenza in un Dio crudele, adirato, e vendicatore che va temuto e non riverito dalle Sue creature’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 196 – 12° Grande Maestro Architetto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md13.htm).

E su un sito massonico del Sud Africa si legge: ‘Prima di diventare un massone, il candidato deve affermare che crede in un Essere Supremo. L’Essere Supremo assume molte forme nelle varie religioni. All’interno del nostro Volume della Sacra Legge noi possiamo vedere la Deità che viene trasformata da un Dio vendicatore personale dell’Antico Testamento ad un Dio universale di amore nel Nuovo Testamento’ (http://www.exsequi.org.za/principalsoffreemasonry.asp).

Già, perchè l’idea di Dio che il popolo aveva sotto l’Antico Testamento aveva bisogno di essere corretta, cosa a cui avrebbero dovuto pensare i sacerdoti, ma non lo fecero. Ecco infatti cosa ha affermato il ministro del diavolo Albert Pike, sommo pontefice della massoneria universale: ‘La Divinità dei primi Ebrei [….] fu irato, geloso, vendicativo, […] comandò l’esecuzione dei più impressionanti ed ignobili atti di crudeltà e di barbarie [….]. Tale era il concetto popolare della Divinità, sia perchè i sacerdoti non ne avevano alcuno migliore o si prendevano poca cura di correggerlo, sia perchè la fantasia popolare non era capace di elaborare alcuna concezione più alta dell’Onnipotente’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 149,150). Da questa concezione di Dio che ha la massoneria scaturisce il severo monito dato ai massoni di allontanarsi da coloro che vedono la mano di Dio nelle grandi calamità (cfr. Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 231 – 29° Cavaliere di Sant’Andrea).

E non è forse questo quello che viene detto, magari con parole un pò diverse, anche nelle ADI? Ascoltate per esempio cosa ha affermato Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, su Dio: ‘L’idea di un Dio vendicatore, pronto a giudicare e a condannare, è prettamente umana ed è retaggio di una concezione superstiziosa e pagana. Essa rivela l’assoluta ignoranza di chi non conosce il proprio Creatore e Salvatore’ (Francesco Toppi, A domanda risponde, Vol. 2, Roma 1993, pag. 186). E Salvatore Cusumano, altro pastore ADI, conferma questa concezione toppiana – ma più che toppiana, vorrei dire massonica – di Dio, affermando su un articolo dal titolo ‘Terremoti’: ‘Il non credente attribuisce la responsabilità all’ordine, o disordine, naturale. Il dubbioso argomenta che se vi fosse un Dio, non sarebbe buono ma responsabile di tali immani devastazioni. I credenti al contrario ritengono che Dio non sia causa di male, piuttosto la natura segue il proprio corso determinato dalla corruzione introdotta dal peccato del primo uomo. Alcuni fra loro, invece, ritengono che le calamità naturali siano il mezzo utilizzato da Dio per punire l’empietà umana (….) non ci sentiamo di condividere la posizione di quanti attribuiscono a Dio la responsabilità delle catastrofi, così come non riteniamo biblica la posizione di chi addita in ogni calamità naturale il giudizio divino, non escludendo con questo che Dio può utilizzare la natura per richiamare gli uomini all’attenzione rispetto le verità eterne. I discepoli di ogni tempo al pari di quelli del tempo di Gesù vogliono salvaguardare l’onore di Dio, non imputandoGli alcuna responsabilità, ed in questo sono nel vero, ma per raggiungere questo risultato non è detto che sia necessario scaricare ogni responsabilità su questa povera e già martoriata umanità. (…) Perché Dio dovrebbe colpire? Sarebbe una rivalsa tipicamente umana. Quanto siamo lontani dall’idea biblica di giustizia di Dio. (…)’ (‘Terremoti’ in Il Pruno Ardente, estate 2011, pag. 1).

Non vi pare che queste parole assomigliano alle sopracitate parole massoniche, in quanto in definitiva dicono la stessa cosa su Dio, e cioè che Egli non è un Dio vendicatore ma un Dio di misericordia e di amore? A me pare evidente. E quindi è innegabile che la concezione massonica di Dio è penetrata anche nelle Chiese ADI. Se si considera quindi che il Dio dei massoni non è l’Iddio della Bibbia, c’è da rabbrividire. Questa concezione massonica di Dio è falsa perché il nostro Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, è anche un Dio di vendette: in altre parole Egli è anche un vendicatore. Questo è quello che la Scrittura attesta in maniera chiara. Ma rivolgiamoci subito alla Scrittura per vedere quando essa definisce Dio un Dio di vendette.

Partiamo dall’Antico Testamento. Dio dice nella legge: “A me la vendetta e la retribuzione, quando il loro piede vacillerà!’ Poiché il giorno della loro calamità è vicino, e ciò che per loro è preparato, s’affretta a venire” (Deuteronomio 32:35), ed anche: “… farò vendetta de’ miei nemici e darò ciò che si meritano a quelli che m’odiano” (Deuteronomio 32:41). Mosè dice dunque: “Nazioni, cantate le lodi del suo popolo! poiché l’Eterno vendica il sangue de’ suoi servi, fa ricadere la sua vendetta sopra i suoi avversari, ma si mostra propizio alla sua terra, al suo popolo” (Deuteronomio 32:43). Ci sono molti altri passi dell’Antico Patto che in una maniera o l’altra parlano del fare vendetta da parte di Dio; tra di essi voglio solo citare questo scritto nel libro del profeta Nahum: “L’Eterno è un Dio geloso e vendicatore; l’Eterno è vendicatore e pieno di furore; l’Eterno si vendica dei suoi avversari, e serba il cruccio per i suoi nemici” (Nahum 1:2), e quest’altro scritto nei Salmi: “O Dio delle vendette, o Eterno, Iddio delle vendette, apparisci nel tuo fulgore!” (Salmo 94:1).

Veniamo ora al Nuovo Testamento: ci sono due passi in particolare che attestano la medesima cosa, e cioè che Dio è un vendicatore, il primo è il seguente e fa parte di un discorso di Gesù: “Quando vedrete Gerusalemme circondata d’eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina. Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a’ monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei. Perché quelli son giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte, siano adempite. Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in que’ giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su questo popolo. E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati in cattività fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi de’ Gentili siano compiuti” (Luca 21:20-24). Il secondo passo si trova nella prima epistola di Paolo ai Tessalonicesi e dice: “Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendica-tore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato” (1 Tessalonicesi 4:3-6).

Come dunque si può constatare la Scrittura attesta in maniera eloquente e potente che il nostro Dio è un vendicatore che fa quindi le sue vendette. Ma d’altronde, se non fosse così, come potrebbe la stessa Scrittura affermare che Dio è giusto? Non potrebbe, quindi la vendetta si rende necessaria a Dio per manifestare la sua giustizia che è eccelsa. Siamo contenti di avere un Dio vendicatore, oltre che pietoso e misericordioso; siamo contenti perché sappiamo che lui ci farà giustizia dei torti che riceviamo sia da parte di credenti che di non credenti facendo ricadere il male sopra chi lo ha fatto. Certo, Dio dà talvolta a chi fa torto anche il tempo di pentirsi; ma una cosa è certa, se egli non si pente il giudizio di Dio gli piomberà addosso. Nessuno si illuda, Dio vendica sia credenti che increduli da ogni torto che subiscono. Egli è il Giusto, a Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen. Ma perchè in queste Chiese c’è il rifiuto categorico di parlare della giustizia di Dio che si manifesta con le sue vendette, che spesso sono immediate come nel caso di Anania e Saffira che per avere mentito allo Spirito Santo furono fatti morire immediatamente (cfr. Atti 5:1-11), e come nel caso del re Erode che quando i Tiri e i Sidoni cominciarono a gridare: ‘Voce di un dio, e non d’un uomo’ fu colpito all’istante da un angelo del Signore perché non aveva dato a Dio la gloria e morì roso dai vermi (cfr. Atti 12:20-23)? Per non spaventare l’uditorio; i credenti non devono essere presi dal timore di Dio, non devono tremare al solo pensiero che Dio li può punire immediatamente, anche con la morte se lo decreta, per dei loro misfatti, per le loro ribellioni, per la loro caparbietà di cuore. No, i credenti devono pensare solo all’amore di Dio, alla sua compassione, alla sua misericordia! E così i credenti che ascoltano costoro si fanno un’idea di Dio tutta loro personale, che riflette quella del loro pastore che amano ascoltare. E ovviamente quando costoro che sono abituati a sentire parlare solo dell’amore di Dio e della sua misericordia incontrano un credente che parla anche delle vendette di Dio, allora costui passa per un credente superstizioso, paganizzato da chissà quale idea! Fratelli, nessuno vi seduca con i suoi vani ragionamenti; investigate diligentemente le Scritture e vedrete da voi stessi che Dio è un vendicatore.

Termino questa parte dicendo questo: i comandamenti che gli apostoli hanno dato ai santi costituiscono la volontà di Dio verso i santi, che messi in pratica fanno di loro delle persone che camminano in maniera degna del Vangelo, e quindi persone che piacciono a Dio in tutta la loro condotta. Dunque nel mettere in pratica questi comandamenti si piace a Dio. E nello sprezzarli invece? Ci si costituisce dinnanzi ad essi debitori, e ci si attira l’ira di Dio, in quanto chi sprezza questi precetti sprezza non un uomo ma l’Iddio Onnipotente, il quale sappiamo che ha detto: “Quelli che mi sprezzano saranno avviliti” (1 Samuele 2:30). E come li avvilisce? Vendicandosi su di essi per la loro ribellione. Paolo è chiaro quando dice che il Signore è un vendicatore in tutte queste cose. Ma perché Dio non tollera che noi sprezziamo i suoi precetti? Perché Lui ci ha chiamati ad essere santi, e violare questi comandamenti significa venire meno alla chiamata che ci ha rivolto, facendo biasimare così la Sua dottrina e diffamare la via della verità. Badiamo a noi stessi fratelli, dunque, esaminiamo le nostre vie, per non subire la vendetta del nostro grande Iddio.

Dio non viene presentato come un Dio geloso

La Massoneria afferma: ‘Sentiamo che è un affronto e una indegnità nei confronti di Dio concepirlo come un Essere crudele, miope, capriccioso, ingiusto, geloso, adirato e vendicativo’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 223 – 14° Grande Eletto –http://www.sacred-texts.com/mas/md/md15.htm – We feel that it is an affront and an indignity to Him, to conceive of Him as cruel, short-sighted, capricious, and unjust; as a jealous, an angry, a vindictive Being). Nelle ADI, oltre che negare che Dio sia un Dio vendicatore, e difatti non predicano mai a tale riguardo, negano con i fatti anche che Dio sia un Dio geloso. Perchè dico questo? Perchè manca una qualsiasi riprovazione pubblica dai pulpiti dei peccati a cui anche i membri delle ADI si abbandonano. Non importa se il peccato è la fornicazione, l’adulterio, l’omosessualità, il ladrocinio, la menzogna, l’abbandonarsi alle concupiscenze mondane (andare al mare a prendere la tintarella, e frequentare altri luoghi di divertimento), la sterilizzazione a cui si sottopongono certe donne o l’impedimento del concepimento, o il vestirsi in maniera indecente da parte di uomini e donne (sia dentro che fuori dal locale di culto), dal pulpito c’è un silenzio assoluto contro tutti questi comportamenti indegni che fanno indignare ed ingelosire Dio, cioè lo provocano ad ira e gelosia. E dunque questo silenzio attesta in maniera chiara che i pastori ADI non credono affatto che Dio sia un Dio geloso, perchè se lo credessero lo direbbero al popolo esortandolo a fuggire tutti quei comportamenti indegni che fanno ingelosire Dio, affinchè il popolo smetta di provocare a gelosia Dio. Ricordatevi infatti le parole di Paolo: “Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo” (2 Corinzi 4:13), e quindi uno parla di ciò in cui crede, e non parla di ciò in cui non crede. Per noi quindi il silenzio da parte di un pastore su qualche cosa che è scritta nella Bibbia, indica che quel tale non crede in quella cosa scritta nella Bibbia. E perciò, lo ripeto, l’assenza della riprovazione pubblica dal pulpito di ciò che fa ingelosire Dio, indica che chi sta sul pulpito non crede affatto che Dio sia un Dio geloso del suo popolo.

Quando il popolo d’Israele si abbandonò ai peccati, provocando ad ira e a gelosia Dio, cosa fece Dio? Parlò tramite i suoi santi profeti contro i peccati del suo popolo, e ammonì severamente il suo popolo che se non si fosse convertito dalle sue vie malvage, lo avrebbe giudicato con vari castighi. Perchè questo? “Perché l’Eterno, che si chiama ‘il Geloso’, è un Dio geloso” (Esodo 34:14), e prova gelosia per il suo popolo, come ebbe a dire tramite il profeta Zaccaria: “Io provo per Sion una grande gelosia, e sono furiosamente geloso di lei” (Zaccaria 8:2), e non tollera quindi che il suo popolo commetta adulterio con il mondo o che si prostituisca con i pagani o che nella distretta si appoggi su Faraone. E i profeti erano pienamente consapevoli della gelosia che Dio nutriva verso il suo popolo, e per questo soffrivano nel vedere il popolo contaminarsi e ribellarsi ai comandamenti di Dio. Così anche gli apostoli, e difatti con le loro parole e con il loro esempio, esortarono il popolo a santificarsi e a rinunciare all’empietà e alle mondane concupiscenze.

Nelle ADI i pastori invece non soffrono nel vedere il popolo corrompersi dietro le concupiscenze di questo mondo, o abbandonarsi ai piaceri della vita o mettersi con gli infedeli, anzi si compiacciono nella ribellione del popolo, essendo anche loro ribelli. Non esiste quindi per loro parlare di un Dio geloso che si indigna o si ingelosisce nel vedere il suo popolo che ama il mondo e ne è amico, e quindi che si vendica di un tale popolo ribelle.

Ecco dunque ancora una concezione massonica di Dio che hanno anche i pastori delle ADI.

Sulla Bibbia

La lettera uccide ….

Il Rituale massonico definisce la Massoneria come ‘un particolare sistema di morale, velato nell’allegoria ed illustrato da simboli’. E difatti studiando la Massoneria ci si imbatte in continue allegorie spirituali, che sono basate sulla Cabala. E tra le tante allegorie ci sono quelle che i Massoni traggono dalla Bibbia, che per i Massoni è un libro occulto dove appunto il sistema della Cabala per loro è incorporato in allegorie e simboli. Per cui quando i Massoni leggono la Bibbia, non la prendono in maniera letterale in quanto ritengono che essa contenga degli insegnamenti occulti, che fanno parte per loro della divina sapienza, ma che non sono altro che menzogne.

A conferma di ciò vi propongo alcune parole del massone Albert Pike (che vi ricordo era un massone di alto grado oltre che un satanista) tratte dal suo libro Morals and Dogma (che vi ricordo è considerato da molti massoni ‘la Bibbia della Massoneria’): ‘Gli scritti degli Esseni erano pieni di misticismo, parabole, enigmi e allegorie. Essi applicarono la distinzione tra significato esoterico ed essoterico nella lettura dell’Antico Testamento, come gli Gnostici la applicarono nel Nuovo. Gli stessi scrittori cristiani, e lo stesso Gesù, ritenevano che tutte le Scritture avessero un più alto e recondito significato oltre ad uno esteriore e immediato. Lo troviamo detto come segue, in uno dei Vangeli: “A voi è dato conoscere i misteri del Regno di Dio; ma ai non iniziati tutto ciò è significato per mezzo di parabole; vedendo ciò possono guardare ma non percepire; udendolo, possono ascoltare ma non comprendere …. Ed i discepoli vennero a dirgli: ‘Perchè Tu dici la verità attraverso parabole?’. Egli rispose loro: “Perchè è concesso a voi conoscere i misteri del Regno dei Cieli, ma a loro non lo è.’ “. Paolo, nel quarto capitolo della sua Epistola ai Galati, parlando dei fatti raccontati del Vecchio Testamento, afferma che sono un’allegoria. Nel terzo capitolo della seconda lettera, si proclama Ministro del Nuovo Testamento, incaricato da Dio: “Non della lettera ma dello spirito; perchè la lettera uccide”. Origene e S. Gregorio sostenevano che i Vangeli non dovessero essere presi nel loro senso letterale ed Attanasio ci ammonisce che “se dovessimo interpretare gli scritti sacri secondo la lettera, cadremmo nelle più atroci bestemmie” ‘ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 235-236 – 17° Cavaliere d’Oriente e d’Occidente). Questa distinzione tra le dottrine esoteriche ed essoteriche, che è una distinzione tipicamente massonica – Pike dice – fu sempre osservata dai Greci fin dai tempi più antichi. Anche la scuola Greco-Ebraica di Alessandria promuoveva questa distinzione, tramite i suoi due noti filosofi Aristobulo e Filone, dai quali la Massoneria ha attinto molto: soprattutto da Filone, alle cui dottrine è vicina la Massoneria. Pike spiega cosa diceva Filone a tale riguardo: ‘Secondo lui, il significato letterale era solo per il volgo. Chiunque abbia meditato sulla filosofia, si sia purificato colla virtù, si sia elevato con la contemplazione a Dio e al mondo intellettuale, e abbia ricevuto la loro ispirazione, penetra oltre la superficialità dell’interpretazione letterale, scopre un ordine di cose completamente differente ed è iniziato ai Misteri, il cui studio elementare o letterale non offre che un’imperfetta immagine. Un fatto storico, una figura, una parola, una lettera, un numero, un rito, un costume, la parabola o la visione di un profeta vela verità più profonde, e chi ha la chiave della scienza interpreterà tutto secondo la luce che possiede. Di nuovo vediamo il simbolismo della Massoneria, e la ricerca del Candidato alla luce. «Che si ritirino con le orecchie chiuse» egli dice «gli uomini vili. Noi trasmettiamo i misteri divini a coloro che hanno ricevuto la sacra iniziazione, a quelli che praticano la vera pietà e non sono schiavi delle vane lusinghe o delle opinioni preconcette dei pagani»’ (Ibid., pag. 218-219).

Prima di andare avanti vorrei che notaste come Pike manipola la verità: dice che secondo Cristo tutta la Scrittura aveva un significato sia esterno che interno, quindi sia rivelato (essoterico o esterno) che nascosto (esoterico o interno), il che non è vero altrimenti Gesù non avrebbe detto a chi gli chiese cosa doveva fare per ereditare la vita eterna “Nella legge che sta scritto? Come leggi?” (Luca 10:26), e poi prende ad esempio il fatto che Gesù parlava alle turbe in parabole a conferma di ciò, dimenticando che Gesù parlava alle turbe per non farsi capire e quindi affinchè non si convertissero, ma poi aggiungendo astutamente una parolina alla domanda che gli fecero i discepoli infatti i discepoli gli chiesero come mai parlava alle turbe in parabole, e non come mai annunciava loro la verità in parabole; il che mostra la natura diabolica di Albert Pike. Non parliamo poi di quando Pike afferma che per Paolo ai Galati i fatti raccontati del Vecchio Testamento erano una allegoria: anche qui ha usato l’astuzia del serpente, perchè Paolo afferma un’altra cosa e cioè: “… sta scritto che Abramo ebbe due figliuoli: uno dalla schiava, e uno dalla donna libera; ma quello dalla schiava nacque secondo la carne; mentre quello dalla libera nacque in virtù della promessa. Le quali cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti, l’uno, del monte Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar” (Galati 4:22-24). Quindi le cose che avevano un significato allegorico Paolo le ha specificate ai Galati: e poi non ha detto che erano allegorie queste cose (quasi che Abramo, Agar, Sara, Isacco e Ismaele, fossero personaggi simbolici), ma che avevano un senso allegorico. Per cui non è vero che Paolo afferma che i fatti dell’Antico Testamento erano un allegoria.

Ma andiamo avanti; come avete potuto vedere, dunque, per il massone Pike, le parole della Bibbia hanno un significato sia esterno che interno, sia rivelato che nascosto, sia essoterico che esoterico. E così è per tutti i Massoni, che quindi si accostano alla Bibbia credendo che dietro le sue parole si nascondano particolari significati nascosti, che bisogna impegnarsi a cercare. E guai a prendere alla lettera il Nuovo Testamento: sarebbe una immane catastrofe, si finirebbe con il pronunciare grandi bestemmie, anzi le bestemmie più grandi! Ora, vi domando: ‘E non è forse quello che avviene sostanzialmente nelle Chiese ADI?’ Mi spiego meglio. Non è forse vero che ormai per tanti credenti di queste Chiese pare che la Bibbia sia un libro occulto, dove sono contenuti chissà quali insegnamenti nascosti, che Dio rivela solo a particolari individui – i pastori – che sono dotati di una particolare guida divina, come se essi fossero degli ‘iniziati ai Misteri antichi’? Rifletteteci bene, e vi accorgerete che anche qui c’è una forte somiglianza. Non c’è cosa scritta nella Bibbia che molti predicatori delle ADI non allegorizzano, per cui pressoché tutte le loro predicazioni sono piene zeppe di allegorie che nella stragrande maggioranza sono allegorie che non esistono, senza poi parlare di tutte quelle allegorie che vanno ad annullare il senso letterale della Parola. Da loro c’è sempre da aspettarsi una qualche allegoria!

Con questo non voglio dire che sia sbagliato fare allegorie, perchè in taluni casi è corretto farle e difatti anche Paolo ai Galati fece riferimento ad un significato allegorico. Ma in mezzo alle Chiese ADI i pastori creano del continuo allegorie di ogni genere anche basandosi sul Nuovo Testamento, e ormai chi li ascolta pensa veramente che la Bibbia sia un libro occulto pieno di conoscenza divina nascosta che solo alcuni riescono ad acquisire. E questo dunque scoraggia fortemente chi li ascolta a prendere alla lettera le parole della Bibbia. Ormai, molti credenti nelle ADI hanno veramente perso di vista il senso letterale della Parola di Dio, per cui si aspettano sempre di sentire o scoprire chissà quali insegnamenti nascosti nella Bibbia. Hanno fatto diventare la Bibbia un libro esclusivamente di allegorie e simboli, e quando sentono qualcuno che prende alla lettera la Scrittura, provano fastidio: non solo, lo offendono pure dicendogli “la lettera uccide, ma lo spirito vivifica”. A proposito: ‘Avete notato che anche il massone satanista Albert Pike cita questo versetto biblico per fargli dire quello che lui vuole?’ Ed a proposito di questo passo biblico, ecco come Francesco Toppi lo usa per fargli dire sostanzialmente la stessa cosa che gli fa dire il massone Albert Pike: ‘Occorre prima di tutto ricordare il pericolo di ‘prendere alla lettera’ la Scrittura. Infatti, viene autorevolmente ricordato che “ … la lettera uccide, ma lo spirito vivifica” (II Corinzi 3:6). E’ ‘letteralismo’ cercare di adempiere le forme esteriori descritte dalla Bibbia, senza preoccuparsi del loro profondo significato spirituale. E’ ‘letteralismo’ cercare di ‘copiare’ quello che la Bibbia insegna, riducendo tutto a un formalismo sterile che non ha alcun effetto sull’anima del cristiano. Gli ordini della Scrittura devono essere valutati alla luce di tutto il suo contesto; soltanto così si può essere certi della giusta interpretazione’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, ADI-Media, Seconda Edizione 2004, pag. 182-183).

Dunque, se i Massoni che sono sotto la potestà delle tenebre, e quindi seguono il principe della potestà dell’aria, sono dati a questa ricerca o studio di significati allegorici nella Bibbia, e si studiano di non prendere alla lettera la Scrittura, è evidente che questa è una strategia del diavolo. Fratelli che siete nelle ADI, badate a voi stessi, perchè c’è uno spirito massonico nelle ADI che vi ha portato lontano dalla Sacra Scrittura.

Sull’uomo

L’uomo viene presentato non come un essere totalmente depravato, ma come un essere che nasce puro

Come abbiamo visto prima, la Massoneria nega e avversa fortemente la dottrina del peccato originale.

Il massone Lorenzo Fusi, infatti in un suo discorso sul tema «Supremazia della dottrina massonica» , pronunciato nella Loggia Roma di Roma, in seduta d’istruzione massonica, nel 1950, parlando del peccato originale lo chiamò, insieme agli altri dogmi della Chiesa «leggende mitologiche», «imposture», «piedistallo, sia pure d’argilla, sul quale poggia tutta la fede giudaicocristiana. Ed affermò: «Si tolga questo mito alla credenza cattolica e si vedrà crollare di colpo tutta l’impalcatura dogmatica del cattolicesimo […] (perché) il dogma del peccato originale postula logicamente il dogma della redenzione; la redenzione postula la venuta di un messia redentore, proclamata e preannunciata da una serie di grandi profeti giudaici le cui profezie gli evangelisti trassero ad avvalorare il messianismo cristiano […]. Ma queste verità assolute e immutabili di santa madre chiesa, non sono la Verità verso la quale ci incamminiamo noi. Ben altre verità ci rivelò e ci viene rivelando il progresso del pensiero svincolatosi dai ceppi della tradizione: basti mentovare, per limitarci al solo Evo Moderno, alcuni dei più famosi nomi quali Giordano Bruno, Campanella, Galilei, Keplero, Spinoza, Leibniz, Locke, Vico, Voltaire, per vedere in quali nuovi profeti si proiettò quell’altra non meno divina ispirazione e illuminazione, che fece crollare tutte le pretese verità bibliche» (Ed. L.E.D.A., Roma 1950, pag. 13-14). E di conseguenza la Massoneria nega che la natura dell’uomo sia depravata. L’importante massone Robert Macoy (1815-1895) ha affermato: ‘La Massoneria non insegna neppure che la natura umana è una cosa depravata, come le rovine di una costruzione una volta fiera. Molti pensano che l’uomo era una volta un essere perfetto ma che attraverso una inimmaginabile catastrofe morale egli diventò corrotto fino all’ultima fibra del suo essere, cosicché senza qualche tipo di aiuto soprannaturale o miracoloso dall’esterno egli non può mai da se stesso fare, o dire, o pensare, o essere alcuna cosa tranne ciò che è deformato, spregevole e orribile’ (H. L. Haywood, The Great Teachings of Masonry [I Grandi Insegnamenti della Massoneria], Richmond. Va.: Macoy Publishers and Supply Co., 1971, pag. 138-139). Dunque, i massoni non parlano del peccato originale perchè lo rigettano.

E nelle ADI accade la stessa cosa, non parlano della dottrina del peccato originale in quanto la rigettano. Infatti voglio farvi notare questa cosa, e cioè che le ADI quando hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman, e vi ricordo che questo è avvenuto sotto la presidenza di Francesco Toppi e quindi per suo volere, hanno tolto l’unico riferimento al peccato originale presente nel libro.

Pearlman, nella sezione ‘Debolezza spirituale’ parla del peccato originale dicendo: ‘(b) Inborn sin, or “original sin.” The effect of the Fall was so deep-seated in human nature that Adam, as the father of the race, passed on to his descendants a tendency or bias to sin. Psalm 51:5. This spiritual and moral handicap under which all men are born is known as original sin. The acts of sin that follow during the age of accountability are known as “actual sin.”’ (Myer Pearlman, Knowing the Doctrines of the Bible, 24esima stampa 2007, Gospel Publishing House, Springfield, Missouri USA, pag. 135).

La traduzione è: ‘(b). Il peccato innato, o ‘peccato originale’. L’effetto della Caduta fu così radicato nella natura umana che Adamo, in quanto il padre della razza, trasmise ai suoi discendenti una tendenza o una predisposizione a peccare. Salmo 51:5. Questo handicap spirituale e morale sotto cui tutti gli uomini nascono è conosciuto come peccato originale. Gli atti di peccato che seguono durante l’età della responsabilità sono conosciuti come ‘peccato effettivo’.

Le ADI hanno invece messo così: ‘b. Il peccato naturale. L’effetto della caduta fu così profonda nella natura umana, che da Adamo tutti gli uomini nascono con la tendenza al peccato (Salmo 51:5); gli atti di peccato che vengono commessi durante l’età della responsabilità sono conosciuti come «peccati propri» (Myer Pearlman, Le Dottrine della Bibbia, Quarta edizione (emendata), ADI-Media, 1996, pag. 110).

Come si può vedere, le ADI hanno sfacciatamente fatto sparire delle parole sul peccato originale dal discorso di Pearlman: peraltro in tutto il libro questa è l’unica volta dove Pearlman parla esplicitamente di peccato originale. La ragione è perchè le ADI detestano sentir parlare dell’uomo come un essere totalmente depravato e corrotto, e il peccato originale rimanda appunto alla completa depravazione dell’uomo, cosa che loro non sopportano. E quindi hanno tolto questo riferimento da questo loro importante libro di dottrina. Sulla natura dell’uomo quindi le ADI hanno assunto una posizione che si avvicina a quella massonica, avendo rigettato il peccato originale. Sostanzialmente hanno la posizione Pelagiana che sostiene tra le altre cose che ogni essere umano nasce senza peccato e diventa peccatore nel commettere un atto peccaminoso (per le ADI pare che diventi peccatore quando è consapevole di trasgredire i comandamenti di Dio)! Un noto pastore ADI alla domanda di una credente – che gli fu fatta nel contesto di uno studio biblico sul come rispondere ai Cattolici Romani – sulle parole di Davide “Io sono stato formato nella iniquità, e la madre mia mi ha concepito nel peccato” (Salmo 51:5), ha risposto semplicemente dicendo ‘Noi non crediamo nel peccato originale’! Per le ADI dunque ‘Il peccato originale non esiste’. Come non esisteva per i Pelagiani (e badate che i Massoni sono pelagiani che diffondono il loro pelagianesimo dovunque), così non esiste per le ADI!

E non solo questo, le ADI si sono spinte ad affermare che Dio non imputa la colpa neppure a chi è schiavo del peccato e quindi al peccatore. Ecco cosa ha affermato infatti Raffaele Lucano, pastore della Chiesa ADI di Cornaredo (Milano), in un suo scritto dal titolo ‘Dio ama l’omosessuale?’ presente sul sito di questa Chiesa (http://www.chiesadicornaredoadi.it/): ‘Quindi, se come uomo razionale, desidero fare il bene ma non ci riesco a motivo della schiavitù alla quale sono sottoposto, io non ho alcuna colpa. Effettivamente, Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione, ma condanna l’artefice di tale condizione: il diavolo, Satana. Dio ama il peccatore e odia il peccato’. Il Lucano infatti dice in sostanza che dato che l’omosessuale non riesce a fare il bene perchè è schiavo del peccato, lui non ha alcuna colpa. E difatti egli dice che ‘Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione’! Abisso chiama abisso, dice la Scrittura, e nelle ADI stiamo assistendo a questo.

Viene proclamato ed esaltato il ‘libero arbitrio’

La Massoneria proclama il libero arbitrio dell’uomo e lo esalta. Henry C. Clausen, che fu il Gran Comandante Sovrano della Massoneria dell’Antico ed Accettato Rito Scozzese della Giurisdizione del sud degli Stati Uniti, dal 1969 al 1985, ha affermato: ‘… noi del Rito Scozzese crediamo che «l’uomo è l’artefice del proprio destino» (Sommario e Commento di Henry C. Clausen, in Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 51 – 7° Prevosto e Giudice). E su Il Foglio Massonico (Progetto editoriale a cura delle logge di Palermo della G.L.R.I., Anno V1 – N. 11, pag. 1) in un articolo dal titolo ‘Due parole in libertà: “Prosa sul Libero Arbitrio” viene citata parte della ‘Oratio De Hominis Dignitate’ di Pico della Mirandola che ha esercitato una certa influenza sulla Massoneria. Ascoltate: ‘…Tu senz’essere costretto da nessuna limitazione, potrai determinarla da te medesimo, secondo quell’arbitrio che ho posto nelle tue mani. Ti ho collocato al centro del mondo perché potessi così contemplare più comodamente tutto quanto è nel mondo. Non ti ho fatto del tutto né celeste né terreno, né mortale, né immortale perché tu possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme a quel modello che ti sembrerà migliore. Potrai degenerare sino alle cose inferiori, i bruti, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature superne, alle divine…’.

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Ecco perchè nella Massoneria insistono molto nel dire che un uomo entra nella Massoneria (e quindi diventa secondo loro ‘un figlio di luce’) per il suo libero arbitrio, e non perchè qualcuno lo ha costretto. Joseph Fort Newton (1880-1950), un pastore battista nonchè scrittore massone, affermò: ‘Il libero arbitrio denota libertà di scelta, autodeterminazione, mancanza di costrizione’ (http://www.mqmagazine.co.uk/issue-21/p-54.php – ‘Free will denotes liberty of choice, self determination; lack of restraint’).

E non è forse vero che nelle ADI proclamano ed esaltano il cosiddetto libero arbitrio dell’uomo, come fanno nella Massoneria? Ascoltate per esempio quello che ha affermato Francesco Toppi, quando era presidente delle ADI: ‘E’ Dio che pianifica la nostra vita. Il destino però se lo crea l’uomo. Noi non crediamo nella predestinazione’ (Il Tempo, 3 Marzo 1995).

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Le Chiese ADI dunque presentano un uomo che è ‘libero artefice di sè stesso’, in grado di plasmarsi ‘conforme a quel modello che gli sembrerà migliore’ esattamente come fa la Massoneria. E quando queste Chiese parlano della conversione di un uomo a Cristo, la presentano come il frutto di una scelta umana e non di un scelta divina come invece afferma il Signore Gesù Cristo: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, ….. perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:16,19). Per queste Chiese dunque chi nasce di nuovo, nasce di nuovo di sua volontà e non per volontà di Dio come invece dice chiaramente l’apostolo Paolo: “Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16), e Giacomo il fratello del Signore: “Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature” (Giacomo 1:18). Quello che affermano queste Chiese dunque non fa altro che annullare il proponimento dell’elezione di Dio che dipende non dalla volontà dei chiamati ma dalla volontà di Colui che chiama (cfr. Romani 9:11).

Ora, è vero che non è la Massoneria ad avere inventato il cosiddetto libero arbitrio, ma è altresì vero che sotto la spinta dei massoni il libero arbitrio si è diffuso maggiormente nel mondo, e non solo nel mondo ma anche nella Chiesa, visto quanti ce ne sono in mezzo alla Chiesa. E poi è rimarchevole il fatto che le Chiese ADI sostengano sulla natura dell’uomo un concetto antibiblico che persino una religione diabolica come la Massoneria sostiene, per cui possiamo dire che queste Chiese si sono massonizzate. Giudicate voi da persone intelligenti, quello che dico, che credo dovrebbe far riflettere seriamente – ma molto seriamente – i sostenitori del libero arbitrio, anche alla luce del fatto che i Massoni rispettano ed elogiano Satana (o Lucifero come lo chiamano loro) in quanto – come disse il loro pontefice massimo Albert Pike, esso ‘è lo strumento della Libertà o del Libero Arbitrio’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. I, pag. 143 ).

Per cui nella Massoneria esaltare Satana equivale ad esaltare il libero arbitrio, e difatti il massone Giosuè Carducci scrisse l’Inno a Satana proprio per esaltare il libero arbitrio o libero pensiero!! E che cosa fanno tutte quelle Chiese che esaltano il cosiddetto libero arbitrio dell’uomo se non esaltare le menzogne di Satana che lui con la sua astuzia è riuscito ad introdurre nella Chiesa e che hanno fatto dell’uomo il sovrano della sua vita e l’artefice del suo destino, ed hanno reso Dio una sorta di spettatore di quello che avviene sulla terra, senza la benchè minima autorità o facoltà di intervenire nelle decisioni degli uomini facendogli fare questo o quell’altro secondo il beneplacito della sua volontà? Nella pratica non è più Dio che fa quello che vuole, ma l’uomo. Non c’è che dire: queste Chiese si sono massonizzate, ‘detronizzando’ il solo vero Dio, e ‘intronizzando’ l’uomo!

Viene diffusa la fede nell’uomo

Albert Pike, massone e satanista, ha scritto nel suo Morals and Dogma: ‘La Massoneria ed il Massone debbono sempre lavorare per diffondere fede nell’uomo, ….’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 1, pag. 136 – 3° Maestro Massone), ed anche: ‘Dobbiamo anche avere fede in noi stessi, nei nostri compagni e nella gente ….’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 30 – 2° Compagno d’Arte – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md03.htm).

E non è forse quello che fanno nelle ADI? Non è forse vero che tanti pastori sia con le loro parole che con le loro opere incoraggiano i credenti ad avere fede nell’uomo? Quando dei pastori trascinano una denominazione all’ombra dello Stato, o meglio a fare una intesa con lo Stato, che nella sostanza non è altro che un alleanza con lo Stato; o quando si mettono a far ‘discretamente’ ed ‘elegantemente’ politica (come ha fatto per esempio Paolo Lombardo a Catania nel novembre del 2010 in occasione di un culto evangelistico durante il quale ha chiamato sul palco un politico del posto e gli ha fatto fare un discorso) per appoggiare un determinato candidato politico da cui poi avere favori, non stanno forse diffondendo fede nell’uomo anziché fede in Dio? E che dire del fatto che in una maniera o nell’altra nelle ADI i credenti vengono incitati a confidare in persone importanti che contano nella società per avere questa o quell’altra cosa? Cosa hanno fatto infatti Gorietti, Bracco e gli altri nel dopoguerra se non confidare nell’uomo per ottenere la fine della persecuzione?

Sì, fratelli, nelle ADI i santi nella pratica vengono esortati ad avere fede nel braccio dell’uomo, anziché nel braccio di Dio. Costoro sono quelli che “scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s’appoggian su cavalli, e confidano ne’ carri perché son numerosi, e ne’ cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele, e non cercano l’Eterno!” (Isaia 31:1), perchè hanno deciso di violare l’ordine divino: “Non confidate nei principi, né in alcun figliuol d’uomo, che non può salvare” (Salmo 146:3). Giudicate voi quello che dico da persone intelligenti.

E che dire del fatto che molti se non tutti i pastori ADI incoraggiano ed esortano gli ammalati ad avere fede nell’uomo, anziché in Dio? Non è forse vero infatti che per la guarigione i credenti vengono incitati a chiamare i medici e farsi prescrivere le medicine (che peraltro fanno male all’organismo, cosa questa che gli stessi medici affermano chiaramente), anzichè a fare quello che dice Giacomo il fratello del Signore nella sua epistola: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giacomo 5:14-15). I fatti parlano dunque molto chiaro, nelle ADI viene diffusa la fede nell’uomo.

C’è dunque una chiara influenza massonica nelle ADI, o comunque si è fatto strada il pensiero massonico, pensiero che è diabolico e quindi condannato dalla Parola di Dio che dice molto chiaramente: “Così parla l’Eterno: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall’Eterno! Egli è come una tamerice nella pianura sterile; e quando giunge il bene, ei non lo vede; dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti” (Geremia 17:5-6). Avete notato? Chi confida nell’uomo dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti: e questa è la condizione dei massoni quindi i quali confidano nell’uomo, e la condizione in cui il diavolo anche tramite di essi vuole trascinare la Chiesa.

Quindi, fratelli nel Signore, vegliate e pregate per non cadere vittima di questa seduzione satanica presente anche nelle ADI. Tenete davanti a voi sempre la Parola che dice: “Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno! Egli è come un albero piantato presso all’acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s’accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell’anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto” (Geremia 17:7-8).

Fede nei medici per ottenere la guarigione

Questo paragrafo si ricollega al precedente in quanto tratta la guarigione.

Come ho detto prima, l’obbiettivo della massoneria è unire fede e scienza, e la scienza deve servire come base per la formazione della nazione. Per i massoni questa è una missione, e – a prescindere il loro credo religioso – si impegnano fortemente con lo scopo di costruire la nazione dove risiedono ognuno attraverso le proprie qualità e attività. E naturalmente per fare ciò cercano di far accettare alle Chiese le moderne teorie scientifiche che vanno ad annullare la Parola di Dio, e come abbiamo visto prima ci sono riusciti anche con le ADI che infatti ora insegnano la gap-theory (chiamata anche Teoria Restituzionista) e la teoria secondo cui la terra ha alcune migliaia di milioni di anni, teorie queste che secondo loro gli permettono di affermare che la fede nella Parola di Dio non contrasta con la scienza! Le ADI perciò hanno anch’esse l’obbiettivo della Massoneria.

Ma nelle ADI questo tentativo di unire fede e scienza lo si riscontra anche in quello che insegnano sulla guarigione, perchè le ADI mentre da un lato insegnano che Dio guarisce tramite la preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle mani, e a tal proposito insegnano l’attualità dei doni di guarigioni, dall’altro insegnano che Dio guarisce anche tramite le medicine in quanto si usa delle medicine per guarire la persona malata (alcuni pastori arrivano ad affermare che ‘il credente prega prima di assimilarle e Dio le benedice’), in quanto ‘Dio stesso ha dato sapienza e intelligenza all’uomo per risolvere il grave problema del dolore fisico e delle infermità’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, Seconda edizione, 2004, pag. 139). Per altro l’apostolo Paolo, che guariva gli ammalati, ci fanno sapere le ADI, prese lui stesso delle medicine perché Luca ‘certamente quando la ‘… scheggia nella carne …’ diveniva più dolorosa gli avrà somministrato qualche calmante’ (Ibid., pag. 139). Nel libro Lineamenti Dottrinali ADI, a proposito del ricorrere alle medicine, viene detto: ‘Non ci opponiamo alla scienza medica, né condanniamo il ricorso ad essa e ringraziamo Iddio per tutti i suoi successi. Proclamiamo soltanto che, quando l’uomo non può più nulla, Dio può ancora tutto e, per questo, preghiamo per i malati disposti a credere alla guarigione per la fede nel nome di Cristo Gesù, il Signore’ (Lineamenti dottrinali ADI, pag. 29). Questa è la ragione per cui le ADI favoriscono ed appoggiano la scienza medica finanziariamente, in quanto una parte delle loro entrate tramite l’8 per mille, le devolvono all’Associazione Italiana contro la leucemia (ROMAIL), e all’Associazione Ricerca contro il Cancro, Milano (A.I.R.C.). Cfr. Francesco Toppi, E mi sarete testimoni, 1999, pag. 167. Quindi per ottenere la guarigione, le ADI insegnano ad avere fiducia nei medici.

Ora, questa posizione è contraddittoria perché si dice una cosa e il contrario di quella cosa. Infatti se il Signore guarisce ancora, che bisogno ha un Cristiano delle medicine per guarire? Nessuno. In altre parole, se il Signore è potente a guarire un Cristiano da ogni malattia, secondo che è scritto: “Egli è quel che ti perdona tutte le tue iniquità, che sana tutte le tue infermità” (Salmo 103:4), e la guarigione, come la salvezza, si ottiene soltanto per fede in Cristo, secondo che è scritto: “E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti” (Atti 3:16), che bisogno ha il Cristiano che ha piena fiducia nella potenza guaritrice di Cristo di prendere delle medicine? Nessuno.

E poi, se le cose stanno così come dicono le ADI, dovremmo concludere che Dio ha bisogno dell’aiuto dell’uomo per guarire gli ammalati, e per aiuto mi riferisco alle medicine prodotte dall’uomo. Ma questo si oppone nettamente all’insegnamento biblico, secondo cui Dio per guarire gli ammalati non ha per nulla bisogno di questi mezzi, ha solo ‘bisogno’ della fede del malato. Ma io dico: ‘Ma quando Gesù era sulla terra, come venivano guariti gli ammalati da Lui?’ Dalla potenza del Signore che era con Lui più le medicine che i malati prendevano allora? Non mi risulta una cosa del genere, perché gli ammalati venivano guariti soltanto mediante la loro fede in Cristo, infatti Gesù disse alla donna che aveva avuto un flusso di sangue per dodici anni, e che aveva confidato per tanti anni nei medici senza migliorare anzi era piuttosto peggiorata ma quando toccò il lembo della Sua veste fu guarita all’istante: “La tua fede ti ha guarita” (Matteo 9:22) e non: ‘La tua fede più le medicine ti hanno guarito’. E potrei prendere pure come esempio quegli ammalati che furono guariti dagli apostoli dopo che Gesù fu assunto in cielo, per dimostrare che essi guarirono soltanto mediante la loro fede in Cristo (Atti 5:16; 28:9), senza bisogno di assumere medicine di nessun genere. Ma d’altronde tutto questo avvenne perché è scritto che Egli ha portato le nostre malattie (cfr. Matteo 8:17) e per le lividure di Cristo noi abbiamo avuto guarigione (cfr. Isaia 53:5).

E poi ancora, come si fa a dire ‘che, quando l’uomo non può più nulla, Dio può ancora tutto e, per questo, preghiamo per i malati disposti a credere alla guarigione per la fede nel nome di Cristo Gesù, il Signore’ senza scontrarsi con la Parola di Dio che afferma: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giacomo 5:14-15)? Perché parlo di scontro? Perché Giacomo non dice che il malato deve chiamare gli anziani affinché preghino su di lui solo quando è affetto da una malattia per la cui guarigione l’uomo non può più nulla o una malattia grave, ma per ogni malattia, quindi anche una febbre. Il Cristiano in altre parole non deve aspettare di essere colpito da una grave o incurabile malattia per riporre tutta la sua fiducia in Cristo per la guarigione, ma deve riporre la sua fiducia in Cristo anche quando è colpito da una malattia curabile dagli uomini. Purtroppo però le ADI hanno ricorso al suddetto sofisma, per non apparire fanatici, infatti per loro quei credenti che rifiutano di ricorrere alle medicine per guarirsi o che sconsigliano di prendere medicine (anche perché fanno male, e infatti bisogna ricordarsi a tale proposito che la donna dal flusso di sangue “molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata” Marco 5:26) sono dei fanatici o estremisti da evitare!!! Un fratello mi ha raccontato che lui per avere testimoniato durante un culto che Dio lo aveva guarito senza che lui prendesse alcuna medicina, il pastore lo ha chiamato in disparte dopo il culto per ammonirlo, dicendogli che non si deve parlare così!! Eppure questo fratello aveva dato a Dio tutta la gloria per la sua propria guarigione!

Dirò di più, per alcuni nelle ADI, coloro che ricorrono solo al Signore per la loro guarigione, non importa che male abbiano, tentano Dio. Io mi domando se costoro leggono la Bibbia, perché a questo punto non posso che pensare che non la leggono, perché se c’è una cosa che non fa un figliuolo di Dio quando confida con tutto il suo cuore nel Signore per ottenere da Lui la guarigione o qualsiasi altro beneficio è tentare Iddio. Ma se la Bibbia dichiara che l’uomo che confida nel Signore è beato, come si fa a definire un credente che rifiuta di prendere medicine perché rifiuta di confidare nell’uomo, uno che tenta Iddio? Purtroppo queste sono le conseguenze di questa posizione ambigua delle ADI sulla guarigione, che ripeto, è stata da loro assunta, per non apparire dei fanatici e settari. Questa posizione è molto simile a quella di molte Chiese Evangeliche che hanno fatto loro il motto ‘aiutati, che Dio ti aiuta’, che tradotto significa: ‘Prendi prima le medicine, e poi vedrai che Dio ti aiuterà!’. Ma si badi che le ADI si guardano bene dal dire che avallano questo motto, anzi sono capaci pure di confutarlo, ma all’atto pratico lo avallano, eccome se lo avallano.

La posizione delle ADI è dunque ambigua sulla guarigione, e non netta, e a motivo di questa sua ambiguità contraddice l’insegnamento biblico. Francesco Toppi arriva addirittura ad affermare con certezza che Paolo prendeva i calmanti che gli dava Luca: assurdo e ridicolo. Ma nelle ADI arrivano a far dire all’occorrenza alla Bibbia cose assurde e ridicole pur di dare una parvenza di ortodossia dottrinale a posizioni sbagliate! E questo avviene a causa della presenza di uno spirito massonico nelle ADI che piano piano ha portato molti nelle ADI a confidare nell’uomo anziché in Dio, proprio quello che vuole la Massoneria! E non solo, ha portato costoro a sprezzare e giudicare coloro che invece si attengono alla Parola di Dio confidando in Dio anziché nei medici.

Senza poi parlare degli aiuti economici dati dalle ADI alle Associazioni sopra citate, che combattono la leucemia e il cancro, che se da un punto di vista umano possono apparire lodevoli, dal punto di vista biblico sono da biasimare perché un credente non può mettersi a fare delle offerte a dei medici che sono impegnati a trovare una soluzione per queste gravi malattie, che noi sappiamo possono essere guarite dalla potenza di Dio per la fede in Gesù Cristo. Ma ve lo immaginate Gesù che diceva a Giuda Iscariota, che teneva la borsa, di prendere del danaro dalla borsa e darlo a qualche medico dei suoi giorni che era impegnato a trovare dei rimedi a certe malattie incurabili? Io sinceramente no. O ve lo immaginate l’apostolo Paolo che mentre era in Grecia dava delle offerte a dei gruppi di medici dell’Acaia impegnati a sconfiggere delle malattie incurabili? Io no, neppure questo riesco ad immaginare. Peraltro anche i Massoni aiutano economicamente i centri che combattono o che compiono ricerche contro il cancro o altre malattie. Per esempio negli USA c’è la Kansas Masonic Foundation (Fondazione Massonica del Kansas) che fino ad ora ha donato milioni di dollari per la ricerca contro il cancro (cfr.http://www.kmfonline.org/content/view/34/25/).

Vorrei ora fare una breve riflessione su queste parole trascritte nel libro delle Cronache: “Il trentanovesimo anno del suo regno, Asa ebbe una malattia ai piedi; la sua malattia fu gravissima; e, nondimeno, nella sua malattia non ricorse all’Eterno, ma ai medici” (2 Cronache 16:12).

Il re Asa quindi anche nella sua malattia non si appoggiò su Dio ma sugli uomini, non confidò in Dio ma negli uomini, le parole ‘non ricorse all’Eterno, ma ai medici’ non lasciano spazio ad altre interpretazioni.

Ho detto ‘anche nella sua malattia’ perché questo stesso re, tre anni prima quando Baasa, re d’Israele, salì contro Giuda invece di appoggiarsi sull’Eterno si era appoggiato anche allora sugli uomini e per questo suo comportamento Dio gli mandò il veggente Hanani per riprenderlo con queste parole: “Poiché tu ti sei appoggiato sul re di Siria invece d’appoggiarti sull’Eterno, ch’è il tuo Dio, l’esercito del re di Siria è scampato dalle tue mani. Gli Etiopi ed i Libî non formavan essi un grande esercito con una moltitudine immensa di carri e di cavalieri? Eppure l’Eterno, perché tu t’eri appoggiato su lui, li diede nelle tue mani. Poiché l’Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegar la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; poiché, da ora innanzi, avrai delle guerre’ (2 Cronache 16:7-9).

Si noti come Dio gli disse: “In questo tu hai agito da insensato” per capire come, agli occhi di Dio, il re Asa si era comportato da stolto. Certo, perché Asa aveva un grande Iddio che molti anni prima aveva spiegato la sua forza a suo favore contro il re degli Etiopi che gli aveva mosso guerra con un esercito di un milione di uomini che era quasi il doppio di quello di Asa, eppure Dio diede la vittoria ad Asa. Asa quindi sapeva cosa significava confidare in Dio in mezzo alla distretta; sapeva che Dio risponde alle preghiere di coloro che lo temono, sapeva che Dio si lascia trovare da coloro che lo cercano con tutto il cuore tanto è vero che dopo che Dio diede la vittoria a Giuda contro gli Etiopi, gli abitanti di Giuda e di Beniamino con a capo Asa fecero un giuramento secondo il quale chi non avrebbe cercato Dio doveva essere messo a morte (cfr. 2 Cronache 15:13) e si rallegrarono perché “avean cercato l’Eterno con grande ardore ed egli s’era lasciato trovare da loro” (2 Cronache 15:15).

Eppure quando Asa fu malato confidò nei medici anziché in Dio. Certo, per i re d’allora era normale ricorrere ai medici nella malattia, ma la Scrittura fa capire che Asa non si comportò in maniera avveduta ricorrendo ai medici perché il ricorso ai medici escluse il ricorso a Dio.

Possiamo dire che il re Asa nella malattia si comportò in una maniera simile al re Achazia che quando restò ammalato anziché consultare l’Iddio d’Israele per sapere se si sarebbe riavuto dalla sua malattia mandò a consultare Baal-Zebub dio di Ekron (cfr. 2 Re 1:1-2), la qual cosa fece infuriare Dio che tramite Elia gli disse: “‘Così dice l’Eterno: – Poiché tu hai spediti de’ messi a consultar Baal-Zebub, dio d’Ekron, quasi che non ci fosse in Israele alcun Dio da poter consultare, perciò tu non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai’ (2 Re 1:16). E Achazia morì, secondo la parola dell’Eterno pronunziata da Elia. Come si può vedere anche in questo caso il ricorrere a Baal-Zebub escluse il ricorrere a Dio, la fiducia in Baal-Zebub escluse la fiducia in Dio, e per questo Dio fece morire Achazia.

Quanto fu diverso invece il comportamento di un altro re, e cioè Ezechia, che quando fu malato a morte ricorse a Dio. Ecco quanto dice la Scrittura: “In quel tempo, Ezechia fu malato a morte; egli pregò l’Eterno, e l’Eterno gli parlò, e gli concesse un segno” (2 Cronache 32:24), ed ancora: “In quel tempo, Ezechia fu malato a morte. Il profeta Isaia, figliuolo di Amots, si recò da lui, e gli disse: ‘Così parla l’Eterno: – Metti ordine alle cose della tua casa; perché tu sei un uomo morto; non vivrai’. – Allora Ezechia volse la faccia verso il muro, e fece una preghiera all’Eterno, dicendo: ‘O Eterno, te ne supplico, ricordati come io ho camminato nel tuo cospetto con fedeltà e con integrità di cuore, e come ho fatto ciò ch’è bene agli occhi tuoi’. Ed Ezechia dette in un gran pianto. Isaia non era ancora giunto nel centro della città, quando la parola dell’Eterno gli fu rivolta in questi termini: ‘Torna indietro, e di’ ad Ezechia, principe del mio popolo: – Così parla l’Eterno, l’Iddio di Davide tuo padre: Ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa dell’Eterno. Aggiungerò alla tua vita quindici anni, libererò te e questa città dalle mani del re d’Assiria, e proteggerò questa città per amor di me stesso, e per amor di Davide mio servo’. Ed Isaia disse: ‘Prendete un impiastro di fichi secchi!’ Lo presero, e lo misero sull’ulcera, e il re guarì. Or Ezechia avea detto ad Isaia: ‘A che segno riconoscerò io che l’Eterno mi guarirà e che fra tre giorni salirò alla casa dell’Eterno?’ E Isaia gli avea risposto: ‘Eccoti da parte dell’Eterno il segno, dal quale riconoscerai che l’Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: – Vuoi tu che l’ombra s’allunghi per dieci gradini ovvero retroceda di dieci gradini?’ – Ezechia rispose: ‘È cosa facile che l’ombra s’allunghi per dieci gradini; no; l’ombra retroceda piuttosto di dieci gradini’. E il profeta Isaia invocò l’Eterno, il quale fece retrocedere l’ombra di dieci gradini sui gradini d’Achaz, sui quali era discesa” (2 Re 20:1-11).

Comprendo che umanamente parlando, si potrebbe dire: ‘Ma come mai ricorrere ai medici nella malattia non è cosa gradita a Dio?’ E’ semplice, perché così facendo si dimostra di avere fiducia negli uomini, nella sapienza e nella potenza degli uomini, anziché in Dio. Quelle parole “non ricorse all’Eterno ma ai medici” non lasciano dubbi, con quel ‘non’ prima e poi con quel ‘ma’ la frase vuol dire nella sostanza ‘non ebbe fiducia in Dio ma nei medici’.

Dunque, nella malattia è bene non ricorrere ai medici, ma a Dio; è vero che questo costa perché non si viene capiti, si viene fraintesi, presi per pazzi, si viene ingiuriati da taluni credenti che invece preferiscono avere fiducia nei medici, ma ne vale la pena e posso assicurarvi che non c’è nulla da perdere e nulla da temere perché ci si affida completamente a Dio, si ripone tutta la fiducia in Dio. L’uomo che si comporta così è benedetto, e quand’anche Dio non lo guarisse da una certa malattia perché così ha deciso, egli sarà benedetto perché confida in Dio e non negli uomini.

Sulla fede

Tutti gli uomini hanno la fede

La Massoneria afferma che tutti gli uomini hanno fede, infatti Henry C. Clausen, il Gran Comandante Sovrano della Massoneria dell’Antico ed Accettato Rito Scozzese della Giurisdizione del sud degli Stati Uniti dal 1969 al 1985, ha affermato: ‘Nell’animo di ogni essere umano è innata, anche se non sempre facilmente si può scorgere, la fede nei principi morali, nelle virtù e in Dio. Tale fede è presente nell’uomo come l’istinto nell’animale. La fede ci dà la sensazione che l’anima umana tenda verso la Divinità. Ci sono in noi risorse e naturali inclinazioni di cui alle volte siamo appena consapevoli. La Massoneria si sforza di sviluppare le caratteristiche naturali che ci avvicinano alla Divinità e di accettare come guida i suggerimenti che da tali risorse e inclinazioni ci provengono’ (Sommario e Commento di Henry C. Clausen, in Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 143 – 12° Grande Maestro Architetto). Potremmo chiamare questa fede di cui parla la Massoneria, ‘fede naturale’, che è appunto innata nell’uomo e quindi si trova in ogni uomo.

Nelle ADI sostanzialmente affermano la stessa cosa o una cosa molto molto simile, perchè affermano che non è vero che Dio dona la fede ad alcuni e la nega ad altri, perché Dio la dà a tutti, infatti Francesco Toppi nel rispondere alla seguente domanda ‘Che colpa posso avere io se non ho fede?’, dice tra le altre cose: ‘Come mai, poi, per ciò che riguarda Dio e l’eternità, Cristo ed il perdono dei peccati, molti affermano: ‘Non ho fede’? La stessa fiducia naturale che si possiede per molti aspetti dell’esistenza quotidiana, va esercitata per le cose eterne e allora si scoprirà che il Signore non ha riguardo alla qualità delle persone ….. Quando questa ‘fede naturale’ si manifesta per alimentare la fiducia nelle promesse divine, allora si compie il miracolo …. Infatti, mentre si ascolta la predicazione dell’Evangelo e si esercita la ‘fiducia innata’, per accettare la logica dell’annuncio prestigioso della misericordia divina, Dio interviene per lo Spirito Suo largendoci il duplice dono della grazia e della fede’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. II, ADI-Media, Seconda edizione 2004, pag. 40,41). Quindi, per le ADI, l’uomo ha già fede, e la deve esercitare verso il Vangelo per essere salvato.

Come potete vedere c’è non poca confusione in queste parole, perché le ADI per non far apparire Dio ingiusto – per parlare alla maniera delle ADI – arrivano persino a negare che “non tutti hanno la fede”, come dice chiaramente la Scrittura (2 Tessalonicesi 3:2), perché Dio non la dona a tutti, essendo che essa è un dono di Dio!!! E che le ADI non credono a quello che dice la Scrittura in merito alla fede, è manifesto dal fatto che in tutta la risposta data da Toppi a quella specifica domanda, il passo della Scrittura che afferma che non tutti hanno la fede NON E’ PRESENTE!!! Se c’è una domanda nella cui risposta va citato questo passo di Tessalonicesi è proprio questa, ma questo passo manca!!! E poi vengono introdotti discorsi in merito alla fede che sono del tutto estranei alla Scrittura. Di questa fede naturale infatti la Bibbia non fa nessuna menzione: è semplicemente un sofisma escogitato per nascondere che Dio non dà la fede a tutti: la qual cosa se fosse da loro proclamata – in base al loro ragionamento – farebbe apparire Dio come ingiusto!!

Possiamo dunque affermare – basandoci sulle parole del sopraccitato massone e collegandole a quello che dicono le ADI – che le ADI si sforzano di sviluppare le caratteristiche naturali dell’uomo che avvicinano l’uomo a Dio, in altre parole dicono all’uomo di usare la sua fede naturale per credere nel Vangelo. E questa concezione erronea della fede, ha avuto come conseguenza nefasta nelle ADI che tante anime si sono illuse di avere creduto nel Vangelo, perchè in realtà non hanno per nulla creduto in quanto non hanno ricevuto da Dio nessuna fede, perchè la fede è un dono di Dio. Da qui si spiega la presenza di tante anime con una fede finta nelle ADI, perchè in realtà non hanno creduto con il cuore nel Vangelo, ma hanno accettato il messaggio del Vangelo solo a livello mentale, come tanti altri che si dicono Cristiani (Mormoni, Testimoni di Geova, Cattolici Romani, ecc) ma non lo sono, a cui se gli chiedi se credono nel Vangelo, ti rispondono ‘Sì’, ma poi mettendoli alla prova scopri che non hanno realmente creduto.

Esorto dunque i membri delle Chiese ADI a fare quello che disse Paolo ai santi di Corinto: “Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi” (2 Corinzi 13:5). Chi ha orecchi da udire, oda.

Sulla salvezza

La salvezza anche senza Gesù Cristo

La Massoneria insegna che per essere salvati non è indispensabile credere in Gesù Cristo, ossia credere che Lui è morto per i nostri peccati e risorto il terzo giorno per la nostra giustificazione. In altre parole, i Massoni sostengono che non è indispensabile credere nel Vangelo di Dio per entrare in cielo. Infatti per loro per andare in cielo non c’è solo una strada, ma ce ne sono tante. Cristiani, Buddisti, Mussulmani, Shintoisti, Induisti, e così via, possono dunque essere tutti accolti nella ‘loggia celeste’ o ‘Grande Oriente Eterno’, come chiamano loro il paradiso. Ognuno ha il suo Dio, e Dio li accoglierà tutti in cielo quindi. E poi basta che uno crede che esiste un Dio, e vive la sua vita nella maniera che gli suggerisce la sua coscienza.

Qualcuno dirà a questo punto: ‘Ma le ADI non insegnano questo, infatti insegnano che coloro che dopo avere sentito il Vangelo lo rigettano andranno in perdizione!’ Certo, insegnano che coloro che rigettano il Vangelo non entreranno in cielo, e in questo dicono il giusto, ma quando si tratta di parlare della sorte eterna che aspetta coloro che sono morti senza avere avuto l’opportunità di sentire il Vangelo (che sono tantissimi), allora fanno un altro discorso che, anche se non esplicitamente, ammette la possibilità di salvezza per persone che non hanno avuto la possibilità di ascoltare il Vangelo.

Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, ha affermato per esempio: ‘Vi è una componente dello spirito umano che intuisce quello che è giusto e quello che è errato, perchè esiste una parziale rivelazione divina alla coscienza umana che spinge al pentimento. …. Dio, quindi, giudicherà tutti gli uomini per quello che hanno fatto, secondo la luce che è stata data a ciascuno; questo metodo è assolutamente giusto da parte del Creatore, e come Suoi figli noi lo accettiamo …. Se siamo saggi non spenderemo troppo tempo a discutere di teorie umane che cercano di risolvere quello che Dio ha già risolto. Il nostro privilegio ed il nostro dovere di seguaci di Gesù Cristo è di annunciare ‘Tutto L’Evangelo’ e non di formulare delle congetture riguardo alla sorte eterna di coloro che non avranno occasione di ascoltarlo’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, pag. 25).

E Rodolfo Arata, pastore di una Chiesa ADI di Palermo, nel suo articolo ‘Quale sarà la sorte eterna di chi non ha mai sentito parlare di Gesù?’ afferma: ‘Iddio, nella Sua giustizia, potrà tener conto della maggiore o minor conoscenza ricevuta da ogni uomo (Matt. 11:20-24; Luc. 12:47,48), ma l’insegnamento generale delle Scritture sembra non lasciare intravedere possibilità di salvezza per chi non ha ricevuto il perdono dei propri peccati per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo: “IO sono la Via, la Verità, la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Giov. 14:6); “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Chi ha ricevuto il messaggio dell’Evangelo, piuttosto di domandarsi che ne sarà di chi non ha mai sentito questo annuncio, farebbe bene a prendere una decisione personale in merito alla salvezza perché, se qualche perplessità si può avere circa il destino eterno di chi non ha mai sentito l’annuncio della salvezza in Gesù, non c’è alcun dubbio sulla sorte di chi questo annuncio ha udito’. http://www.adipa-noce.it/approfondimenti-biblici/35-studi-biblici/76-quale-sara-la-sort-eterna-di-chi-non-ha-mai-sentito-parlare-di-gesu.html). Alla luce di quanto dicono le ADI, dunque, nessuno di noi si deve permettere di affermare che coloro che non ascolteranno il Vangelo andranno certamente in perdizione, perché questa è una congettura (che il dizionario definisce ‘ipotesi, giudizio, e sim. Fondato su indizi, apparenze, considerazioni personali’). E’ implicito infatti nelle loro parole che resta una possibilità di salvezza anche per persone che non hanno mai sentito parlare del Vangelo. Non vi pare quindi che le ADI nella pratica ammettano implicitamente che in cielo ci si può arrivare anche per altre strade? E badate che questo discorso che fanno le ADI, assomiglia molto al discorso che fa il predicatore Billy Graham (massone), il quale in una intervista rilasciata al predicatore Robert Schuller (altro massone) nel 1997 ha affermato: ‘Io penso che tutti coloro che amano Cristo o conoscono Cristo, a prescindere che essi siano consapevoli di ciò o non siano consapevoli, essi sono membri del corpo di Cristo … quando egli [Giacomo] disse che il piano di Dio per questa era è trarre un popolo per il suo nome. E questo è quello che Dio sta facendo oggi: Egli sta chiamando persone fuori dal mondo per il Suo nome, sia che essi vengono dal mondo mussulmano, o dal mondo Buddista, o dal mondo Cristiano, o dal mondo dei non credenti, essi sono membri del Corpo di Cristo, perchè essi sono stati chiamati da Dio. Essi possono anche non conoscere il nome di Gesù, ma essi sanno nel loro cuore che essi hanno bisogno di qualcosa che non hanno ed essi si volgono alla sola luce che hanno, e io credo che essi sono salvati e che essi saranno con noi in paradiso’ (www.cuttingedge.org/News/n1141.cfm). Notate che anche per Billy Graham ci sono coloro che pur non avendo conosciuto il nome di Gesù, saranno salvati lo stesso! E per quale ragione? Perchè avevano creduto che esisteva un Dio e avevano vissuto una vita nella maniera migliore come gli suggeriva la coscienza! L’unica differenza tra il discorso delle ADI e quello di Graham è la maggiore chiarezza con cui si è espresso quest’ultimo, ma la sostanza non cambia.

Ancora una volta non si può non riconoscere che le ADI fanno delle affermazioni false (che peraltro non possono che far piacere alla Massoneria) perché noi in quanto Cristiani sappiamo dalla Scrittura qual è la sorte eterna di coloro che non avranno udito il Vangelo, e quindi dobbiamo parlarne per mostrare la nostra fedeltà alla Scrittura. La Scrittura ne parla, e quindi noi ne parliamo.

Ecco infatti cosa dice l’apostolo Paolo ai santi di Roma: “Tutti coloro che hanno peccato senza legge, periranno pure senza legge” (Romani 2:12). E chi sono coloro che hanno peccato senza legge? I pagani, le genti, “I Gentili che non hanno legge” (Romani 2:14), i quali anche loro hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Avete notato cosa dice Paolo di costoro? Che PERIRANNO, dunque andranno in perdizione. D’altronde lo stesso apostolo più avanti dice che “a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia” (Romani 4:5), ed anche: “E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare?” (Romani 10:14); se dunque per essere salvati è indispensabile credere in Gesù Cristo, e per credere è indispensabile sentire parlare di Cristo, mi pare ovvio che coloro che sono morti senza avere sentito parlare di Cristo – sia essi Giudei che Gentili – non hanno potuto credere, e quindi rimarranno perduti e andranno in perdizione. E difatti Gesù ha detto: “Chi non avrà creduto, sarà condannato” (Marco 16:16), a prescindere che chi non avrà creduto aveva o non aveva sentito il Vangelo. Questi sono gli increduli la cui parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo (Apocalisse 21:8).

Quanto appena esposto non è una congettura, le congetture sono altre. E poi vorrei dire questo. Se fosse così come dicono le ADI, questo vorrebbe dire che siamo chiamati a dubitare delle parole di Dio in merito alla sorte eterna degli increduli, e quindi a non fidarci della Parola di Dio in tutto e per tutto. E questo ritengo sia molto grave.

Ma come fa a dire Rodolfo Arata che ‘qualche perplessità si può avere circa il destino eterno di chi non ha mai sentito l’annuncio della salvezza in Gesù’, quando la Bibbia non lascia alcun dubbio sulla sorte eterna di costoro? Sono veramente indignato e disgustato nel sentire fare questi discorsi, perché questo significa portare i credenti a non fidarsi pienamente della Scrittura.

Ma d’altronde i pastori ADI negando il proponimento dell’elezione di Dio, è inevitabile che finiscano con il fare questi vani ragionamenti, perché non accettando che coloro che credono, credono perché sono stati ordinati a vita eterna da Dio fin dalla fondazione del mondo, cioè perché sono dei vasi di misericordia preparati per la gloria, non possono ammettere che ci siano delle persone a cui Dio non fa neppure pervenire l’annuncio della salvezza perché vasi d’ira preparati per la perdizione. Ecco dunque un’altra nefasta conseguenza della negazione della dottrina dell’elezione.

Noi quindi, se da un lato affermiamo che coloro che non avranno sentito parlare del Vangelo andranno certamente in perdizione, dall’altro diciamo anche che certamente quelli che Dio ha ordinato a vita eterna o eletto a salvezza fin dal principio crederanno (cf. Atti 13:48; 2 Tessalonicesi 2:13), e quindi in una maniera o nell’altra Dio farà loro pervenire il messaggio dell’Evangelo affinché credano in esso. Potrà pure fare ciò servendosi di visioni e sogni; d’altronde Paolo fu salvato in seguito ad una visione in cui gli apparve Gesù; e Cornelio fu visitato da un angelo del Signore affinché mandasse a chiamare l’apostolo Pietro che gli avrebbe parlato di cose per le quali sarebbe stato salvato lui e la sua casa; e l’Eunuco che tornava in Etiopia incontrò l’evangelista Filippo, che gli annunciò Gesù, perché un angelo di Dio prima e poi lo Spirito di Dio lo avevano fatto dirigere verso quell’uomo.

Sul mondo e le sue concupiscenze

Godetevi la vita, amate il mondo e le cose che sono nel mondo

Albert Pike ha affermato: ‘La Massoneria non perde il suo tempo a disprezzare il mondo, con la sua splendida bellezza, i suoi affascinanti tesori, i suoi nobili e santi affetti, nè ci esorta a distaccare il nostro cuore dalla vita terrena, così vuota, breve e insana, ed a fissarlo al cielo, come sola sfera in cui si conservi il vero amore e la meditazione del saggio. Insegna che l’uomo ha alti doveri da compiere e un alto destino da adempiere proprio su questa terra; che questo mondo non è solo un’anticamera ad un’altra esistenza e che questa nostra vita, nonostante non sia la nostra sola vita, è piena, completa ed è quella particolare vita cui noi dobbiamo aderire; che il presente è la nostra sfera di azione e il futuro è riservato alla speculazione filosofica ed al progresso; che l’uomo è stato mandato su questa terra per viverci, goderla, studiarla, amarla, abbellirla, trarne il meglio. E’ il suo paese su cui dovrebbe riversare i suoi affetti e i suoi sentimenti. [….] L’ignoto non può trovare nel nostro cuore un posto più elevato di quanto è noto e familiare. La legge del nostro essere è amore della vita e dei suoi interessi e dei suoi ornamenti, amore del mondo in cui la nostra sorte è posta, partecipazione agli interessi e agli effetti terreni. […] Per servirli [n.d.e. i propri simili] e compiere così il nostro dovere come massoni, dobbiamo sentire che l’obbiettivo merita lo sforzo che compiamo, essere contenti in questo mondo a cui Dio ci ha destinati, finchè Egli non ci richiami verso un mondo migliore. Egli è qui con noi e non stima che questo sia un mondo indegno. E’ una cosa grave diffamare e svilire un mondo intero, parlare come della dimora di una povera, nuda, stanca, ignorante umanità che ispira commiserazione. Non si dovrebbero screditare così la propria famiglia, le proprie amicizie, il proprio paese, la propria città, la propria patria. Il mondo non è miserabile e indegno; e non è una calamità, bensì un glorioso destino quello di essere uomo. Se la vita non è degna, non lo è neppure l’immortalità’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 57-58, 59 – 8° Intendente degli Edifici). In altre parole, la Massoneria incita i massoni a godersi la vita, a divertirsi. E infatti esiste nella Massoneria il famoso Antico Ordine Arabo dei Nobili del Mistico Velo che in inglese è conosciuto come Shriners, sorto per opera di due massoni, che è una organizzazione massonica composta da maestri massoni e massoni di altissimo grado, che si basa sul divertimento, che organizzano eventi di vario genere all’insegna del divertimento (hanno persino un circo che si chiama Shrine Circus). Per chi volesse vedere cosa organizzano i Massoni dello Shriners International vada su Youtube e faccia una ricerca con queste parole ‘Shriners’ e poi si renderà conto personalmente di come si manifesta questo insegnamento massonico nella pratica. La Massoneria dunque va apertamene contro quella che è la volontà di Dio verso di noi, che è quella che noi dobbiamo santificarci astenendoci dalle mondane concupiscenze.

Gesù Cristo ha detto: “Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna” (Giovanni 12:25), ed anche: “Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo” (Luca 14:26). Altro che amore per la vita dunque predicava Gesù! E difatti nella parabola del seminatore i piaceri della vita e le cure mondane sono tra le spine che soffocano il seme della Parola, che perciò non arriva a maturità (Matteo 13:7,22). Ecco perchè la Scrittura ci comanda di avere l’animo alle cose di sopra e non a quelle che sono sulla terra, secondo che è scritto: “Se dunque voi siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:1-2), e di non amare il mondo, secondo che è scritto: “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo. E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno” (1 Giovanni 2:15-17).

La Massoneria dunque con la sua filosofia incita la Chiesa ad amare il mondo e le cose che sono nel mondo, e quindi si propone di far diventare i Cristiani nemici di Dio, secondo che è scritto: “O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). E perchè l’amicizia del mondo o l’amore per il mondo fa diventare nemici di Dio? Perchè, come dice Giovanni, “tutto il mondo giace nel maligno” (1 Giovanni 5:19), in altre parole perchè il mondo è sotto la potestà di Satana, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli. E Dio quindi, siccome è geloso del Suo popolo, non tollera che esso si metta ad amare questo sistema di cose che è sotto la potestà del diavolo e a mettersi con i figli della disubbidienza o gli infedeli, che vengono anche chiamati “una generazione storta e perversa” (Filippesi 2:15), e “generazione adultera e peccatrice” (Marco 8:38). Ecco in che termini parla la Scrittura del mondo e degli abitanti del mondo, altro che dire dunque come i massoni che ‘Il mondo non è miserabile e indegno’.

Nelle ADI nella sostanza i ragionamenti che fanno sono gli stessi che fanno i massoni: dobbiamo amare la vita, perchè la vita è bella, e godercela divertendoci, e per fare questo bisogna amare il mondo e quello che è nel mondo (andare al mare, al lunapark, al teatro, al circo, a vedere la partita di calcio, dietro la moda, e così via), e poi nessuno si deve permettere di offendere gli uomini chiamandoli ‘malvagi’, ‘empi’, ‘ribelli’, ‘figli della disubbidienza’, ‘persone dirette all’inferno’ e così via. E difatti nelle ADI dai pulpiti i pastori non predicano mai contro i peccatori e le mondane concupiscenze, cioè contro i piaceri della vita, perchè essi stessi sono diventati amanti ed amici del mondo in quanto per loro i Cristiani non devono rinunciare alla loro vecchia vita. Un fratello, ex membro di una Chiesa ADI ha affermato infatti ‘nelle ADI ci avevano sempre detto che un credente non deve rinunciare a nulla della sua vecchia vita!’. E difatti, è per questo che il mondo non li odia e non li perseguita, anzi li rispetta e ci sta bene assieme! E se qualcuno nelle ADI comincia a riprovare i piaceri della vita e le mondane concupiscenze, viene immediatamente attaccato e definito ‘legalista’, ‘bigotto’, o magari anche ‘monaco pentecostale’.

Nelle ADI, fratelli, lo ripeto, c’è uno spirito e sentimento massonico, che sta arrecando gravissimi danni alla Chiesa in quanto soffoca la Parola di Dio impedendole di operare efficacemente nei credenti, e contrista lo Spirito Santo di Dio che dimora nei cuori dei santi. La situazione è drammatica.

E’ lecito voler arricchire per aiutare l’opera della Massoneria …. è lecito voler arricchire per aiutare l’ «Opera» in Italia

La Massoneria incoraggia i massoni a voler diventare ricchi adducendo la seguente motivazione, che è legittimo avere questo desiderio se poi con le ricchezze si aiuta la Massoneria ad adempiere la sua missione nel mondo, che è quello di promuovere la perfezione dell’individuo e della società sotto le bandiere della Libertà, della Uguaglianza e della Fraternità.

Ascoltate cosa ebbe a dire il massone Albert Pike: ‘Vi sono tuttavia ragioni per cui un Massone può seriamente e legalmente aspirare a possedere una fortuna. Se può riempire un bel palazzo, esso stesso un’opera d’arte, con la produzione di alti geni; se può essere l’amico e il soccorritore del bisognoso; se può cercarla quando malferma salute o avversa fortuna premono duramente, per sollevare o fermare le ore amare che lo stanno portando alla pazzia o alla tomba; se può intromettersi tra l’oppressore e la sua preda; se può chiedere al carceriere di rilasciare la sua vittima; se può creare grandi istituzioni di insegnamento o accademie d’arte; se può aprire fontane di sapere per il popolo, e convogliare le loro correnti nei debiti canali; se può far di più che elargire elemosine per il povero, anche pensare a lui e fare progetti per la sua elevazione morale ed etica, invece di aprire sempre gli antichi serbatoi e le risorse per la sua imprevidenza; se ha cuore e anima sufficienti per fare tutto questo o parte di questo, se la ricchezza fosse per lui il fulcro dello sforzo, facilitandolo e dando successo al tentativo, allora egli potrebbe legalmente ed anche fortemente desiderarla. Ma se è per non far nulla per quel povero, ma solo per il proprio comodo e indulgenza e per far cadere i propri figli nella stessa cattiva scuola, allora non ci sono ragioni per cui dovrebbe desiderarla’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 54-55 – 22° Cavaliere dell’Ascia Reale). Avete notato con quale astuzia il Serpente Antico si espresse tramite questo massone? Praticamente Pike ha detto che è legittimo voler diventare ricchi, se poi con le proprie ricchezze si aiutano gli altri tra cui i poveri, il che è una menzogna, perchè la Sacra Scrittura afferma che un Cristiano non deve voler diventare ricco, perchè “quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori” (1 Timoteo 6:9-10). Quindi non importa per quale ragione un Cristiano dice di voler diventare ricco, quand’anche dicesse che vuole diventare ricco per aiutare gli altri, egli si svierà dalla fede e l’amore per il denaro lo sprofonderà nella distruzione e nella perdizione. Albert Pike, quindi, con le suddette sue parole ha confermato per l’ennesima volta di essere un ministro di Satana travestito da ministro di giustizia, perchè con le sue parole non faceva altro che affondare gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Giudicate voi da persone intelligenti.

Nelle ADI nella pratica c’è lo stesso sentimento che c’è nella Massoneria, perchè è lecito voler diventare ricchi per aiutare le ADI. Quindi se ti ammazzi di lavoro dalla mattina alla sera per guadagnare tanti soldi e diventare ricco (o giochi al lotto o al totocalcio e vinci tanti soldi), e ti proponi con le tue ricchezze di aiutare le ADI, e quindi questo significa dare tanti soldi per le casse dell’ «Opera», allora nessuno ti dice niente contro, anzi sei una cara anima del Signore che fa tanto per l’opera di Dio. Questa è la ragione per cui non predicano mai contro coloro che vogliono arricchire o che si sono voluti arricchire, e che in mezzo a loro sono tanti, perchè quegli individui, pur essendosi sviati, fanno estremamente comodo alle loro casse. Servono Mammona, ma il loro servizio ha come scopo quello di aiutare le ADI, e quindi è lecito, perchè per aiutare le ADI è lecito tutto o pressoché tutto. Se è stato lecito mettersi con i Massoni, con il Vaticano e con lo Stato!

E che sia così lo ha confermato Francesco Toppi, quando ha approvato chi serve Mammona. Egli infatti nel rispondere alla domanda ‘Ho sentito ripetere che Gesù ama i poveri e odia i ricchi. E’ vero? Cosa afferma la Bibbia?’ dopo avere detto che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone e che Gesù non caccia via nessuno di coloro che vanno a lui, prosegue dicendo: ‘Quando Gesù afferma: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24), si riferisce ai sentimenti dell’individuo. Mettere le capacità, le forze, gli interessi totalmente al servizio di Mammona (una parola aramaica che significa ‘ricchezza’), vuol dire essere schiavi delle ricchezze. ‘… l’amor del danaro è radice di ogni sorta di mali….’ (1 Timoteo 6:10). Questo intento è condannato dalla Scrittura’. (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, ADI-Media, 2004 Seconda Edizione, Vol. II, pag. 8).

Confesso che quando ho letto per la prima volta queste parole, mi pareva di avere letto male, per cui le ho rilette e rilette, per accertarmi che avessi letto correttamente. Purtroppo avevo letto bene, ed allora non ho potuto non indignarmi, perché queste parole sovvertono le parole di Cristo, sono un duro attacco alle parole di Cristo Gesù. Forse voi ancora non vi siete accorti dove sta l’errore, e allora ve lo faccio notare io. Nel momento in cui Toppi afferma che essere schiavi delle ricchezze significa mettere le capacità, le forze e gli interessi TOTALMENTE al servizio di Mammona, fa dire a Cristo una menzogna, perché il dire TOTALMENTE (che vi ricordo significa ‘In modo totale, interamente, completamente, del tutto’) implica che se le nostre capacità, forze e interessi vengono messe SOLO PARZIALMENTE al servizio di Mammona, allora noi non siamo schiavi delle ricchezze!!! Ma Gesù con le sue parole ha inteso dirci che se mettiamo (non importa in che misura) le nostre capacità, le nostre forze e i nostri interessi al servizio di Mammona, non potremo servire Dio perchè ci metteremo a disprezzarlo e odiarlo.

Peraltro come si fa a dire una simile cosa – come questa che dice Toppi – quando Gesù ha definito servo di Mammona chi soltanto è ansioso della propria vita? Ascoltate infatti tutto il discorso di Gesù a tale proposito: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede? Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:24-34). Il ‘perciò’ dopo ‘Voi non potete servire a Dio ed a Mammona’ significa ‘questa è la ragione per cui vi dico …’, perchè per Gesù se un suo discepolo si mette a preoccuparsi della propria vita, di quel che mangerà, di quel che berrà, e di quel che indosserà, allora diventa servo di Mammona. Le ADI invece insegnano implicitamente che si possono mettere capacità, forze, e interessi al servizio di Mammona! Sconcertante.

Questo ragionamento peraltro va a scontrarsi frontalmente con il primo comandamento fra tutti che dice: “Ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua” (Marco 12:30), in quanto se dobbiamo amare Dio con tutta la nostra forza, è evidente che non possiamo mettere parte della nostra forza al servizio di Mammona.

Fratelli, sappiate che al servizio di Mammona non va messo niente, neppure un milionesimo delle nostre capacità, forze ed interessi, perché nel momento stesso che mettiamo qualcosa al servizio di Mammona diventiamo suoi servi, e quindi schiavi delle ricchezze. Vi faccio un esempio: Paolo dice ai Romani: “Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:16). Ora, non è che Paolo dice che se ci diamo parzialmente al peccato, esso non ci menerà alla morte, mentre se ci diamo ad esso totalmente, esso ci menerà alla morte; ma semplicemente se ci diamo, quindi non importa in che misura ci diamo al peccato. Dunque se noi ci diamo a Mammona, sia pure parzialmente (diciamo così), moriremo.

D’altronde, vi siete mai chiesti come mai Paolo dice ai santi di Corinto: “Ma questo io dichiaro, fratelli, che il tempo è ormai abbreviato; talché, d’ora innanzi, … quelli che comprano [siano], come se non possedessero; e quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa” (1 Corinzi 7:29, 30, 31)? Perchè lui voleva che i santi fossero senza sollecitudini, e non diventassero servi di Mammona.

In effetti, secondo le parole di Toppi, sembra che noi discepoli di Cristo possiamo servire Dio e Mammona contemporaneamente, basta non mettere tutte le nostre capacità, forze ed interessi al servizio di Mammona!! In altre parole, è come se dicesse: ‘Basta bilanciare le capacità, le forze e gli interessi da mettere al servizio di ambedue i padroni!’. E questo ovviamente Toppi lo ha detto per incoraggiare taluni a volersi arricchire per sostenere le ADI!

Fratelli, non sottovalutate affatto questa dichiarazione di Toppi che sembra irrilevante, perchè sono proprio tramite dichiarazioni di questo tipo che vengono introdotte di soppiatto le eresie in seno alla Chiesa. E ricordatevi che per cambiare il significato ad una affermazione biblica ci vuole ben poco. Avete notato infatti come Toppi è riuscito a stravolgere le parole di Gesù usandosi di un semplice avverbio? State molto attenti fratelli, perché questo insegnamento di Toppi è lievito da cui guardarsi, che ha avuto delle nefaste conseguenze nelle Chiese ADI, perchè con questo insegnamento si fanno sviare i credenti dalla fede, e li si mena in perdizione.

Sulla cosiddetta libertà religiosa

Bisogna combattere per averla e una volta ottenuta per salvaguardarla

Francesco Toppi, in un suo articolo apparso su Stampasera il 16 Marzo 1989 (pag. 15 – vedi foto), a proposito dell’ora di religione ha affermato:

‘Egregio direttore, esprimo il mio compiacimento e quello degli oltre centomila membri delle Chiese Evangeliche «Assemblee di Dio in Italia» (ADI) perchè nel n. 63 di oggi, lunedì 6 Marzo 1989, il Suo autorevole giornale a pag. 9 ha pubblicato l’interessante notizia dell’attesa sentenza della Consulta sull’ora di religione. Desidero renderle noto che non soltanto è stata violata la legge 449 del 1984 relativa all’intesa fra lo Stato e la Tavola Valdese ma anche altre due leggi riguardanti le Intese tra lo Stato e le Chiese Avventiste e lo Stato e le Chiese Evangeliche A.D.I. rispettivamente la legge 516 e 517 del 22 novembre 1988. In ambedue queste leggi è riportato alla lettera quanto è stato pubblicato e riguardante la legge in corso di approvazione, per l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane. Queste leggi nel loro insieme riguardano almeno trecentomila italiani che, pur costituendo una minoranza, desiderano salvaguardare le libertà di coscienza e di religione, ratificate non soltanto dalla nostra Costituzione, ma garantite dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali. Questa non esigua minoranza di cittadini italiani si aspetta che la Corte Costituzionale emani una sentenza che ristabilisca il rispetto della libertà e non crei per nessuno effetti discriminatori che sarebbero deleteri allo sviluppo della personalità dei minori appartenenti alle scuole di ogni ordine e grado i quali non scelgono l’insegnamento della religione cattolica. Grato per l’obbiettività dell’informazione su questo argomento e pregandola di pubblicare questa ulteriore precisazione, La ringrazio sentitamente. Past. Dott. Francesco Toppi (Presidente delle Chiese Cristiane Evangeliche ADI – Roma).

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Avete notato il discorso di Toppi a favore della libertà di coscienza e di religione? Ma non vi pare un linguaggio massonico il suo? A noi pare proprio un linguaggio massonico. Quando lui dice che almeno trecentomila italiani desiderano salvaguardare le libertà di coscienza e di religione, non sta facendo altro che parlare come i massoni, che dicono spesso nei loro discorsi di voler salvaguardare le libertà di coscienza e di religione, o di avere combattuto in questo o in quell’altro periodo storico affinché trionfasse la libertà di coscienza e di religione.

D’altronde questa libertà è uno dei principi fondamentali della Massoneria a cui i Massoni tengono molto. Sul sito di una loggia massonica in uno scritto dal titolo ‘La Libertà nella Massoneria’ si legge infatti: ‘La Libertà, nel senso profano del termine, è quella che uno Stato illuminato, con le proprie leggi, assicura ai propri cittadini, consentendo di esprimere diverse opinioni politiche, filosofiche, religiose; uno Stato cioè che non impone una sua ideologia, ma anzi garantisce il libero esercizio della libertà di parola, di coscienza, di religione’ (http://www.loggiaguerrazzi665.it/). E per questa libertà i massoni sono chiamati a combattere, in quanto in Morals and Dogma il massone Albert Pike afferma rivolgendosi ai massoni del 32°: ‘Vi hanno insegnato a superare la paura della morte, a dedicarvi alla grande causa della libertà civile e religiosa …’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 285 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto), e invece rivolgendosi ai massoni del 4° afferma: ‘A editti che vengano dal solo arbitrio di una forza dispotica, contrastanti con la legge di Dio o con la grande legge della natura, contrari ai veri diritti dell’uomo, che violano il diritto del libero pensiero, libera parola, libere coscienze, è legittimo ribellarsi, e sforzarsi di abrogarli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 8 – 4° Maestro Segreto). E tutto ciò perchè nella Massoneria ‘il Massone identifica l’onore della nazione con il proprio onore. Nessun onore più bello si può dare alla propria nazione del difenderla da tutti i nemici delle libertà civili e religiose’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 81 – 9° Cavaliere Eletto dei Nove).

E difatti i massoni hanno combattuto per questa libertà nel corso del tempo anche qui in Italia. Come ha ricordato nel 2005 Gustavo Raffi del GOI in un comunicato stampa. Ascoltate le sue parole: ‘Sono numerosi i Massoni umbri che hanno partecipato e che hanno dato il loro contributo al processo di unificazione nazionale. Anche al loro ricordo di uomini pronti a combattere non solo per la costruzione della nazione, ma innanzitutto per la libertà e la democrazia, è dedicato il concerto di lunedì prossimo. In una società italiana ancora profondamente contadina e cattolica, legata alle superstizioni di una religiosità popolare, una classe dirigente illuminata e dotata di un inaudito coraggio civile, combatté allora contro chi condannava la società moderna in tutte le sue forme, dal liberalismo alla democrazia, dalla libera ricerca scientifica alla libertà innanzitutto di coscienza e religiosa’ (http://www.goiradio.it/).

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E sempre in tema di libertà religiosa e di coscienza, ricordiamo la Dichiarazione di Princìpi approvata dal Convento dei Supremi Consigli Confederati riuniti a Losanna nel settembre 1875, che afferma:

‘La Massoneria proclama, come ha proclamato sin dalla sua origine l’esistenza di un Principio Creatore, sotto il nome di Grande Architetto dell’Universo. Essa non impone alcun limite alla ricerca della verità, ed è per garantire a tutti questa libertà che esige da tutti la tolleranza.

… Per innalzare l’uomo ai propri occhi, per renderlo degno della missione sulla terra, la Massoneria pone come principio che il Creatore supremo ha dato all’uomo, come bene più prezioso, la libertà…

… Agli uomini per i quali la religione è la consolazione suprema la Massoneria dice: “Coltivate la vostra religione senza ostacolo, seguite le aspirazioni della vostra coscienza.” … ‘.

Dunque nelle ADI c’è un modo di parlare che assomiglia molto a quello dei Massoni che ci tengono a sottolineare che loro combattono per la libertà di coscienza e di religione. E questo modo di parlare delle ADI ovviamente è seguito da degli atti diretti in quella direzione, infatti le ADI lottano al fine di far abrogare quelle leggi che violano i ‘diritti’ dell’uomo, come peraltro hanno fatto già nel dopoguerra quando in questa lotta furono aiutati dai massoni.

In un articolo apparso su La Repubblica il 17 luglio 2007 dal titolo ‘Ma ebrei e protestanti plaudono alla svolta’ scritto da Orazio La Rocca, si legge infatti: ‘E, invece, a ebrei, protestanti, Testimoni di Geova e altre confessioni minori piace il nuovo testo sulla libertà religiosa in Italia. Piace, soprattutto, quel passaggio del testo unico in cui si sottolinea che «la libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato». Lo hanno puntualizzato, in modo chiaro e senza indugi, Renzo Gattegna, presidente dell’ Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), e il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), ascoltati ieri alla Commissione Affari costituzionali dopo l’ intervento dell’ arcivescovo Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che – al contrario – aveva sollevato le critiche più ferme proprio al riferimento sulla laicità dello Stato contenuto nel disegno di legge. Malgrado le riserve della Cei, è stato quasi unanime il coro dei consensi espresso durante l’ audizione dai rappresentanti delle altre religioni. «Noi ebrei italiani siamo una minoranza che oggi vede avvicinarsi il superamento delle disparità di trattamento tra le diverse confessioni religiose del nostro Paese», ha esordito Gattegna, che si è detto «ampiamente soddisfatto» dell’impianto generale del testo, giudicato «migliore rispetto alle proposte presentate in precedenza». Tra i punti più «significativi» indicati dal presidente degli ebrei il superamento del «concetto stesso di abrogazione della legislazione dei culti ammessi prevista dalle leggi sui culti varate nel 1929-30 che risentivano del clima politico del tempo». «Con questa nuova legge che – ha spiegato Gattegna – sopprime i culti ammessi e introduce il concetto di pari dignità tra le confessioni religiose si alza il livello della convivenza civile del nostro Paese ed è un bene per tutti. Questa nuova legge, quindi – a parere del presidente degli ebrei italiani – va bene così come è stata presentata perché i suoi princìpi sono tutti condivisibili, anche se per l’attuazione pratica ci sarebbero alcuni articoli che vanno spiegati meglio. Ma c’ è tutto il tempo per apportare ulteriori miglioramenti, come ha garantito il presidente della Commissione Luciano Violante». Parole in sintonia con quanto sostenuto anche dal pastore Maselli, secondo il quale «l’ affermazione che la legge sulla libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato va sostenuta senza alcuna incertezza». Un principio di «garanzia» aperto a qualsiasi scelta religiosa, perché «solo uno Stato laico può garantire una autentica libertà per tutte le comunità di fede. Per questo, la laicità dello Stato è per noi evangelici garanzia fondamentale della stessa libertà religiosa». «In questo nuovo testo – per Maselli – vi si nota la volontà di deburocratizzare le norme per l’ acquisizione dei vari diritti. Particolarmente positivo, appare, inoltre, l’articolo 9 che riguarda le scuole pubbliche e paritarie, e l’articolo 11 che prevede spazi adeguati di trasmissione per le singole confessioni nel servizio pubblico radiotelevisivo». Oltre a Maselli – intervenuto anche a nome della Tavola valdese e della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) -, la galassia evangelica italiana ieri è stata rappresentata da Domenico Tomasetto per l’Unione cristiana battista d’ Italia; Dora Bognandi per l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del Settimo giorno; Roberto Giannini per la Chiesa apostolica in Italia e Felice Loria per le Assemblee di Dio’.

Da: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/07/17/ma-ebrei-protestanti-plaudono-alla-svolta.html

Si noti la presenza di Antonio Felice Loria, quale rappresentante delle Assemblee di Dio in Italia. Come si può vedere lo spirito massonico è pienamente presente anche nelle ADI.

Perchè ci opponiamo a questo modo di ragionare e parlare e di agire, e lo riproviamo? Perchè come Cristiani, non dobbiamo preoccuparci se in una nazione c’è la cosiddetta libertà religiosa, perchè noi Cristiani siamo liberi in Cristo, qualsiasi sia il Governo in una nazione e qualunque siano le sue leggi, ed abbiamo quindi da Dio la piena libertà di riunirci ed offrire il nostro culto a Dio e fare quello che Lui ci comanda di fare nella Sua Parola (evangelizzare, fare opere buone verso i poveri, gli orfani e le vedove ecc.). Per dire la cosa in altre parole: noi Cristiani abbiamo già la libertà religiosa, in quanto la legge del Re dei Re ci autorizza a professare liberamente la nostra fede in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne il culto. Per noi quindi non è affatto indispensabile che la legge di una nazione preveda la libertà religiosa per i suoi cittadini.

Se quindi le autorità ci vietassero di fare quello che Dio ci comanda di fare e che siamo liberi in Cristo di fare, noi disubbidiremo loro, come facevano gli antichi discepoli quando fu vietato loro di parlare nel nome di Gesù, e questo perchè “bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29). Saremo per questo perseguitati, vessati, e vituperati? Gloria a Dio. Sopporteremo ogni cosa con pazienza, confidando in Dio che libera il giusto da ogni afflizione. E nello stesso tempo pregheremo Dio, secondo che è scritto: “C’è fra voi qualcuno che soffre? Preghi” (Giacomo 5:13); e pregheremo pure per quelli che ci perseguitano, in ubbidienza all’ordine di Gesù Cristo: “Pregate per quelli che vi perseguitano” (Matteo 5:44). Perchè questo era quello che facevano gli apostoli, e noi vogliamo seguire il loro esempio.

Noi quindi non siamo chiamati a lottare affinché ci sia la libertà religiosa – nel caso essa non ci sia ancora – o per salvaguardarla – se essa esiste di già, perché tale lotta non rientra nella buona guerra che siamo chiamati a combattere. Una tale lotta fa parte della lotta in cui sono impegnati i Massoni, ma non i Cristiani che invece devono guerreggiare affinchè i peccatori ottengano la libertà dal peccato (e per fare questo devono predicargli il ravvedimento oltre che la remissione dei peccati mediante la fede in Cristo) e affinchè quei Cristiani che sono diventati schiavi di quei numerosi falsi ministri del Vangelo che si trovano in mezzo alle Chiese siano liberati dal laccio di questi uccellatori (e per fare questo devono non solo pregare ma anche opporsi ai falsi insegnamenti di costoro confutandoli pubblicamente): questa è la buona guerra che superfluo che vi dica i Massoni aborriscono perchè la considerano una manifestazione di fanatismo e intolleranza verso gli uomini.

Vorrei peraltro far notare come proprio quelli delle ADI che dicono che non vogliono fare polemica, quando si tratta di salvaguardare la cosiddetta libertà religiosa la polemica la fanno, eccome se la fanno, e la fanno contro le autorità stabilite da Dio. Per difendere la verità confutando pubblicamente le eresie del papato – che tengono schiave e mandano all’inferno decine di milioni di anime – non fanno nessuna polemica, e difatti stanno zitti, come se il Papato non esistesse, perché ormai tra le ADI e il papato c’è sostanzialmente un patto di non belligeranza; ma per la loro cosiddetta libertà religiosa – che vi ricordo è contemporaneamente anche la libertà religiosa dei Mormoni, dei Testimoni di Geova, dei Mussulmani, dei Buddisti, dei Satanisti, degli Spiritisti, ecc. – sono pronti a polemizzare duramente, e questo lo abbiamo chiaramente visto. Quanta ipocrisia, ripeto, quanta ipocrisia.

E’ fuor di dubbio che le ADI si sono massonizzate su diverse cose, e questo loro modo di ragionare e parlare ne è una ulteriore conferma. D’altronde lo spirito massonico si è nel tempo ampiamente diffuso in ambito evangelico, e non poteva non entrare anche nell’organizzazione ADI.

Gesù Cristo l’esempio di fede perfetto che le ADI hanno rigettato

Voglio approfondire la mia confutazione della cosiddetta lotta a favore della libertà religiosa in cui si sono fatte coinvolgere le ADI fino a questo giorno perchè c’è altro da dire, perchè è ora che siano confutati questi che in nome di questa cosiddetta libertà religiosa rigettano di seguire l’esempio che ci ha lasciato il nostro Signore Gesù Cristo, e poi con una faccia tosta che ha dell’incredibile ti vengono a dire ‘Guarda a Gesù’, quando loro sono i primi che non guardano a Gesù ma a qualcun altro che non segue per niente le orme di Cristo. Voglio quindi parlare delle persecuzioni subite da Cristo e della sua reazione ad esse, perchè è di fondamentale importanza sapere come il Figlio di Dio, che sulla terra fece la volontà dell’Iddio e Padre suo, si comportò in mezzo alle persecuzioni che subì.

Cominciano con il dire che se c’è qualcuno che è stato perseguitato a motivo di giustizia da quelli della sua generazione, questo uomo si chiama Gesù Cristo. Oggi si direbbe che a Gesù Cristo fu negata la libertà religiosa, come anche la libertà di fare propaganda delle sue idee religiose, e quindi che nei suoi confronti ci fu una discriminazione sociale perchè gli furono negati dei diritti fondamentali dell’uomo, discriminazione che culminò nella sua uccisione da parte dei suoi nemici.

Ora, Gesù Cristo non fece male alcuno a nessuno dei suoi contemporanei, sia essi Giudei, Samaritani, e Gentili, ripeto male alcuno. Nonostante ciò però i Giudei lo odiarono e lo perseguitarono e lo condannarono a morte dandolo in mano del procuratore Ponzio Pilato che sentenziò che fosse fatto quello che i Giudei chiesero a gran voce, cioè che fosse crocifisso. Tutto ciò – benché Gesù non lo meritasse – avvenne perché Dio lo aveva prestabilito e quindi quando venne il suo tempo Dio mandò ad effetto il suo disegno o piano. Questa cosa fu confermata dai discepoli di Gerusalemme quando pregando a Dio dissero: “E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” (Atti 4:27-28) ed anche dall’apostolo Pietro che ai Giudei disse: “Quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste” (Atti 2:23). Naturalmente, Dio aveva fatto conoscere questo suo disegno ai suoi antichi profeti, infatti essi preannunciarono le sofferenze del Cristo; l’apostolo Pietro infatti disse un giorno ai Giudei: “Ma quello che Dio aveva preannunziato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo soffrirebbe, Egli l’ha adempiuto in questa maniera” (Atti 3:18) e nella sua prima epistola dice: “Essi [i profeti] indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire” (1 Pietro 1:11).

Ma ciò detto, bisogna spiegare che cosa portò nella pratica i Giudei a odiare Gesù e a condannarlo a morte. Leggendo la storia di Gesù di Nazareth si evince in maniera chiara che Gesù fu odiato e perseguitato perché guariva di sabato e chiamava Dio suo Padre facendosi uguale a Dio. Il fatto che guarisse di sabato equivaleva per i Giudei a profanare il settimo giorno sacro all’Eterno cosa vietata dalla legge di Mosè. Gli stessi Giudei però ignoravano che in quello stesso giorno veniva praticata la circoncisione e i sacerdoti nel tempio erano obbligati ad offrire dei sacrifici, cose queste prescritte dalla stessa legge che vietava di fare qualsiasi lavoro in giorno di sabato, ma la cui pratica non costituiva una violazione della legge tanto è vero che Gesù non condannò mai i Giudei per queste cose. Ma i Giudei lo reputarono degno di morte perché lui in giorno di sabato faceva del bene guarendo gli ammalati. Lo chiamarono “un peccatore” (Giovanni 9:24) proprio per questa ragione. Una volta, dopo che Gesù in giorno di sabato guarì un uomo con una mano secca i Farisei furono ripieni di furore (Luca 6:11) e “tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire” (Matteo 12:14).

Anche il fatto che Gesù chiamasse Dio suo Padre fece infuriare i Giudei che più volte cercarono di metterlo a morte per questa ragione (ma senza riuscirci perché il suo tempo non era ancora venuto). Giovanni dice: “Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio” (Giovanni 5:18). Gesù però una volta rispose a quelli che lo volevano lapidare per bestemmia perché aveva detto “Io e il Padre siamo uno” (Giovanni 10:30) in questa maniera: “Non è egli scritto nella vostra legge: Io ho detto: Voi siete dèi? Se chiama dèi coloro a’ quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre” (Giovanni 10:34-38). Ma essi non vollero dargli retta. Ma d’altronde Gesù era veramente il Figlio di Dio, sapeva di esserlo, il Padre lo confermò per ben due volte con una voce dal cielo. Era normale che Gesù chiamasse Dio suo Padre. Ma venne il giorno che i Giudei riuscirono a mettergli le mani addosso, ad arrestarlo e a farlo comparire davanti al loro Sinedrio. Qui alla domanda del sommo sacerdote se lui era il Figlio del Benedetto, Gesù rispose affermativamente al che tutti lo condannarono come reo di morte, e lo mandarono legato a Ponzio Pilato il quale dopo averlo esaminato voleva liberarlo perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte, ma i Giudei erano decisi a farlo crocifiggere e ci riuscirono chiedendo a gran voce a Pilato che crocifiggesse Gesù e liberasse Barabba che era un omicida, il governatore infatti per Pasqua aveva l’usanza di liberare alla folla un carcerato qualunque ella volesse. Pilato acconsentì a quello che chiese la folla e sentenziò che Gesù fosse crocifisso. E così Gesù fu portato al luogo detto ‘Golgota’ e crocifisso quivi in mezzo a due ladroni. Ma la storia non finisce qui, perché dopo tre giorni Dio lo risuscitò dai morti. Gloria al suo nome ora e in eterno. Amen.

Ora, dal punto di vista delle ADI a Gesù fu chiaramente negata dai Giudei sia la libertà di pensiero che la libertà di religione. Gesù infatti secondo i Giudei non era libero di pensare e dire che Dio era Suo Padre, come non era libero di guarire le persone in giorno di sabato. Ecco dunque negati ad un uomo dei diritti – direbbero nelle ADI – ‘sacrosanti’.

Ma come si comportò Gesù? Questa è la domanda a cui bisogna rispondere, per sapere come ci dobbiamo comportare quando veniamo perseguitati a cagione della Parola, in altre parole – come direbbero nelle ADI – quando ci viene negata la cosiddetta libertà religiosa o quella di pensiero o quella di riunirci o quella di fare propaganda della nostra fede. E la risposta ce la dona l’apostolo Pietro, quindi uno dei dodici apostoli, che fu testimone delle sofferenze di Cristo (1 Pietro 5:1), quando ci dice come dobbiamo comportarci quando veniamo perseguitati dai nostri nemici a motivo del bene che facciamo. Ascoltate cosa dice il nostro fratello Pietro: “Poiché questo è accettevole: se alcuno, per motivo di coscienza davanti a Dio, sopporta afflizioni, patendo ingiustamente. Infatti, che vanto c’è se, peccando ed essendo malmenati, voi sopportate pazientemente? Ma se facendo il bene, eppur patendo, voi sopportate pazientemente, questa è cosa grata a Dio. Perché a questo siete stati chiamati: poiché anche Cristo ha patito per voi, lasciandovi un esempio, onde seguiate le sue orme; egli, che non commise peccato, e nella cui bocca non fu trovata alcuna frode; che, oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; che, soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente” (1 Pietro 2:19-23).

Gesù dunque sopportò pazientemente le afflizioni che gli cagionarono i suoi nemici, rimettendosi nelle mani di Dio che giudica giustamente, e ovviamente continuando a fare quello Dio gli aveva ordinato di fare fino alla fine. Non fece pressioni di alcun genere sia sulle autorità politiche che religiose del suo tempo affinché quelle persecuzioni nei suoi confronti cessassero o fossero mitigate. E questo è l’esempio che noi dobbiamo seguire, perchè è cosa grata a Dio se noi soffriamo facendo il bene e sopportiamo pazientemente le nostre sofferenze. E’ evidente quindi, che alla luce dell’esempio lasciatoci da Gesù, questa cosiddetta lotta in favore della libertà religiosa per uscire dalla persecuzione, è un qualche cosa che non rientra nella volontà di Dio verso di noi. Tanto è vero che gli apostoli di Cristo, che furono perseguitati a motivo di Cristo, non fecero mai accenno in tutte le loro epistole di avere intrapreso questa lotta in favore della libertà religiosa in quei posti dove ad essi veniva negata dalla popolazione locale. E questo perchè loro seguivano le orme di Cristo Gesù, e a loro volta esortavano i santi a seguire il loro esempio.

Il rigetto della sovranità di Dio

In base a come si sono comportate le ADI nel dopoguerra, si evince in maniera chiara che secondo loro in caso alla Chiesa di Dio viene negata la libertà religiosa dalle autorità essa deve intraprendere dei passi appoggiandosi a uomini di cultura o politici o associazioni che lottano per i diritti dell’uomo, al fine di far prevalere le sue ‘sacrosante’ ragioni. Ma questo comportamento è perverso agli occhi di Dio perchè porta a rinnegare la sovranità di Dio. Mi spiego.

La Scrittura dice che “l’Eterno fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli abissi” (Salmo 135:6), e quindi è Lui che stabilisce i re e li depone a suo piacimento. Ma cosa dice ancora la Scrittura? Che “il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Proverbi 21:1), il che significa che quando l’autorità stabilita da Dio decide di perseguitare la Chiesa di Dio, lo fa per volere di Dio in quanto è Dio a dirigere il suo cuore in quella direzione. Questo è confermato pienamente da quello che dice il Salmista a proposito del maltrattamento che ricevettero gli Israeliti in Egitto da parte di Faraone e degli Egiziani: “Iddio fece moltiplicar grandemente il suo popolo, e lo rese più potente dei suoi avversari. Poi voltò il cuor loro perché odiassero il suo popolo, e macchinassero frodi contro i suoi servitori” (Salmo 105:24-25). E noi sappiamo quanto soffrirono gli Israeliti per mano degli Egiziani, a motivo di questa opera compiuta da Dio sul cuore degli Egiziani, infatti è scritto: “E gli Egiziani presero in avversione i figliuoli d’Israele, e fecero servire i figliuoli d’Israele con asprezza, e amareggiaron loro la vita con una dura servitù, adoprandoli nei lavori d’argilla e di mattoni, e in ogni sorta di lavori nei campi. E imponevano loro tutti questi lavori, con asprezza” (Esodo 1:12-14). Ma tutto ciò rientrava nella volontà di Dio, ossia nei suoi disegni, infatti Dio aveva predetto molto tempo prima al patriarca Abramo: “Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi, e saranno oppressi per quattrocento anni; ma io giudicherò la gente di cui saranno stati servi; e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze. E tu te n’andrai in pace ai tuoi padri, e sarai sepolto dopo una prospera vecchiezza. E alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo” (Genesi 15:13-16). E quindi affinchè Dio potesse mandare il suo servo Mosè a liberare gli Israeliti dalla mano di Faraone, e giudicare Faraone e gli Egiziani tramite il Suo fedele servitore Mosè, era necessario che gli Egiziani prendessero in odio gli Israeliti, e Dio con la sua potenza fece sì che ciò avvenisse voltando il cuore di Faraone e degli Egiziani contro gli Israeliti.

E badate che gli Israeliti nel corso di quel tempo che fu lungo soffrirono molto per mano degli Egiziani, ma Dio vide quella loro afflizione, udì i loro gemiti, ed ebbe pietà di loro liberandoli secondo che è scritto: “Or nel corso di quel tempo, che fu lungo, avvenne che il re d’Egitto morì; e i figliuoli d’Israele sospiravano a motivo della schiavitù, e alzavan delle grida; e le grida che il servaggio strappava loro, salirono a Dio. E Dio udì i loro gemiti; e Dio si ricordò del suo patto con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe. E Dio vide i figliuoli d’Israele, e Dio ebbe riguardo alla loro condizione” (Esodo 2:23-24), e secondo che Dio disse a Mosè: ‘Ho veduto, ho veduto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il grido che gli strappano i suoi angariatori; perché conosco i suoi affanni; e sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani, e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese ove scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananei, gli Hittei, gli Amorei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei. Ed ora, ecco, le grida de’ figliuoli d’Israele son giunte a me, ed ho anche veduto l’oppressione che gli Egiziani fanno loro soffrire. Or dunque vieni, e io ti manderò a Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d’Israele, dall’Egitto’” (Esodo 3:7-10).

Questo sta a dimostrare che Dio è pietoso e misericordioso, e a suo tempo viene a soccorrerci per liberarci dalle afflizioni che subiamo. Ma nel frattempo dobbiamo essere disposti ad accettare dalla mano di Dio il male, come abbiamo accettato il bene. Ovviamente in mezzo all’afflizione siamo chiamati a pregare Dio con fede e pazienza, perchè questo dobbiamo fare anche, affinchè Egli abbia pietà di noi e ci liberi dalla mano degli uomini malvagi e molesti. Sarà poi Dio a decidere come e quando mutare i tempi e le circostanze, ma quanto a noi certamente non dobbiamo intraprendere passi o proteste presso le autorità di cui Lui ha volto il cuore contro di noi, appoggiandoci a politici o uomini di cultura o associazioni e così via, per fare loro cambiare idea, perchè in cielo c’è Colui che volge il cuore delle autorità in una direzione o nell’altra dovunque piace a Lui, che è il Governatore dell’universo.

Quindi cercare di far cambiare idea alle autorità in queste cose, con i mezzi che abbiamo visto che hanno usato le ADI nel dopoguerra, vuol dire confidare nell’uomo anzichè in Dio, e quindi è una mancanza di fiducia in Dio, e perciò non può avere l’approvazione di Dio. Ed è poi anche una mancanza di rispetto verso Dio, un disprezzo verso il Re dei Re, verso quello che Lui fa, e che è ben fatto. Ecco perchè nè Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e neppure i suoi fedeli apostoli dopo, in mezzo alle persecuzioni che patirono così tanto a motivo del Vangelo, agirono come hanno agito i pastori dirigenti delle ADI nel dopoguerra, perchè loro avevano un profondo rispetto di Dio, e una ferma fiducia nella Sua potenza.

Ma quando queste cose vengono a mancare, allora ecco che si agisce in maniera stolta come hanno fatto le ADI e le Chiese vengono trascinate alla ribellione contro Dio. Le ADI, lo ripeto, si sono massonizzate, infatti il massone Albert Pike, sommo pontefice della massoneria universale, diceva: ‘Il Massone non esorta il prossimo a sottovalutare asceticamente la vita, considerandola un’insignificante ed indegna porzione dell’esistenza, perchè un simile atteggiamento richiede sentimenti innaturali e, se conseguito, sarebbe morboso e, se solo professato, insincero, insegnandoci a considerare la vita futura solo come compensazione dei mali sociali e a non occuparsi di guarire tali mali in questa vita, e così facendo oltraggia la causa della virtù e quella del progresso sociale. La vita è reale, al contrario, perciò va vissuta onestamente e con senso del dovere. Essa è l’inizio della nostra immortalità. Coloro che sentono un forte interesse e passione per questo mondo lavoreranno risolutamente per migliorarlo; coloro i cui affetti sono spostati verso il Cielo facilmente si abbandoneranno alle miserie della vita, ritenendole ineluttabili, inesorabili e prefissate, e si consoleranno con l’idea delle ricompense che un giorno saranno loro. E’ una verità che chi privilegia le meditazioni spirituali e si sforza di far divenire la religione regola per il proprio cuore è spesso troppo apatico nei confronti di tutti i miglioramenti del nostro sistema di vita, ed in molti casi quindi virtuale alleato del male, e ostile alle riforme politiche e sociali, perchè distolgono le energie dell’uomo dalla contemplazione dell’eternità’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 179). In altre parole, Pike, nel caso ci sia in una nazione una dittatura o una tirannia che neghi la libertà di religione e di pensiero ad una parte dei cittadini, incita ad intraprendere lotte ed iniziative a favore della libertà e dell’uguaglianza dei diritti, e difatti lui stesso dice anche che la massoneria ‘sostiene le bandiere della Libertà e dell’Uguaglianza dei Diritti’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 1, pag. 82).

E se qualcuno vuole sapere cosa intende Pike per libertà ed eguaglianza, eccolo servito: ‘Dal punto di vista dell’etica politica non vi è che un unico principio: la sovranità dell’uomo su se stesso. Questa sovranità si chiama Libertà. Dall’unione di due o più sovranità di questo genere ha origine lo Stato. Non vi debbono essere abdicazioni in questa associazione. Ogni uomo libero non rinuncia a una certa parte della sua sovranità per formare il diritto comune. Tale parte deve essere la stessa per tutti. Vi deve essere un equo contributo da parte di tutti perchè la collettività nel suo insieme sia sovrana. L’uguale concorso di tutti alla formazione di un libero Stato trova fondamento nel principio dell’uguaglianza. Il diritto non è nè più nè meno che la tutela degli interessi di tutti, nessuno escluso. Tale forma di solidarietà è la Fraternità. La Libertà è il vertice, l’Eguaglianza la base. Eguaglianza non significa livellamento, una società con erbe svettanti e querce rachitiche è una comunità piena di gelosie, tendente all’indebolimento reciproco. Eguaglianza significa che tutte le attitudini debbono avere, civilmente, eguali opportunità; sul piano politico, tutti i voti debbono avere lo stesso peso e, su quello religioso, a tutte le coscienze debbono essere riconosciuti eguali diritti’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 1, pag. 75 – 2° Compagno Libero Muratore).

Ecco perchè nei templi massonici si trova il ‘Triangolo Sacro’ o ‘Delta’, perchè i tre vertici del triangolo simboleggiano anche i tre grandi principi della Massoneria che sono la Libertà, l’Uguaglianza, e la Fratellanza. E come abbiamo visto ‘il triangolo sacro’ purtroppo lo troviamo anche nelle ADI, e siccome uno dei vertici del triangolo è ‘la sovranità dell’uomo su se stesso’ è come se su di esso leggessimo ‘rigetto della sovranità di Dio’. Certo, perchè il libero arbitrio che proclamano le ADI, e che serve di base al loro discorso sulla libertà religiosa, li ha portati al rigetto della sovranità di Dio. Dio infatti per loro non è il “beato e unico sovrano” (1 Timoteo 6:15), ma uno spettatore che aspetta che l’uomo si muova e determini gli eventi sulla terra che Lui quindi assolutamente non predetermina e non manda ad effetto.

La partecipazione alla diffusione del peccato e delle dottrine di demoni

Ma il discorso ADI a favore della cosiddetta libertà religiosa, libertà religiosa per cui le ADI hanno ‘combattuto’ assieme ai massoni affinchè fosse introdotta nella Costituzione Italiana, e che ovviamente adesso si sentono in prima fila a difendere e salvaguardare, non è altro che un discorso a favore dei peccatori e della diffusione delle dottrine di demoni in questa nazione.

Le ragioni? Perchè le Chiese ADI – come peraltro tante altre Chiese Evangeliche – affermando che gli uomini sono totalmente liberi, in quanto hanno il libero arbitrio, affermano che gli uomini sono liberi di credere alla menzogna e di agire di conseguenza in base al loro credo, ossia hanno il diritto di credere e diffondere dottrine di demoni, come anche il diritto di fare ciò che è male agli occhi di Dio. Certo, perchè il discorso sulla libertà religiosa che fanno queste Chiese non si limita solo alla libertà religiosa delle Chiese Evangeliche, ma anche a quella delle sette, come i Testimoni di Geova, i Mormoni, gli Avventisti del Settimo Giorno, gli Unitariani Pentecostali (‘Gesù solo’) e così via, e dei tanti gruppi religiosi di matrice Induista, Buddista, Mussulmana, come ovviamente delle varie obbedienze massoniche. In altre parole, queste Chiese ritengono che anche costoro sono liberi di credere quello che vogliono e quindi anche di diffondere quello che vogliono. E badate che questa libertà queste Chiese dicono che proviene da Dio, in quanto è Dio che ha reso l’uomo libero, dandogli il libero arbitrio. Ma le cose non stanno così come dicono le ADI, perchè gli uomini non sono affatto liberi, ma semmai schiavi di Satana che li ha sedotti a credere ogni sorta di menzogne e fargli operare ogni sorta di iniquità, per portarli all’inferno. L’apostolo Paolo infatti chiama il diavolo “quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli” (Efesini 2:2). E chi sono gli uomini ribelli se non quelli che amano la menzogna anzichè la verità, e operano il male anzichè il bene, e che quindi diffondono la menzogna? E quindi se costoro sono sotto la potestà di Satana, il padre della menzogna, l’ira di Dio è sopra di essi, e difatti essi sono chiamati dalla Scrittura “figliuoli d’ira” (Efesini 2:3). E perchè l’ira di Dio è su di essi? Perchè Dio odia la menzogna, e la lingua bugiarda, come anche il falso testimone che proferisce menzogne (Proverbi 6:16-19), e tutti gli operatori di iniquità (Salmo 5:5).

Come deve agire dunque la Chiesa di Dio nei riguardi degli uomini ribelli? Deve loro annunziare quello che essi devono fare per essere liberati dalla potestà di Satana e quindi essere riconciliati con Dio. E il messaggio da annunciare loro è “Ravvedetevi e credete all’Evangelo”, lo stesso messaggio quindi che annunciava Gesù ai Giudei, e Paolo ai Gentili. Ma se la Chiesa comincia a dire: ‘Anche quelli che la pensano diversamente da noi, hanno il diritto di credere e professare quello che vogliono’, come potrà pensare di annunziare agli uomini il messaggio che vuole Dio, che ha lo scopo di fargli abbandonare il loro credo e operato sbagliato? Non potrà farlo, e difatti non lo fa, perchè la predicazione del ravvedimento, della conversione dagli idoli muti a Dio, è sparita dai messaggi di evangelizzazione delle ADI, perchè loro ci tengono a dire che non vogliono far cambiare religione o opinione alle persone in quanto rispettano la loro libertà e non vogliono persuaderli del contrario! E siccome che il comando ‘Ravvedetevi’ implica che tu hai ragione e il tuo uditorio ha torto, allora bisognava farlo sparire in nome del rispetto per il libero arbitrio dell’uomo! Vedete dunque come il discorso sulla libertà religiosa che fanno nelle ADI ha avuto delle nefaste conseguenze anche sulla predicazione ai peccatori. Ecco perchè il messaggio di evangelizzazione che portano le ADI non è affatto quello biblico, in quanto è stato adattato alle loro esigenze, altrimenti non potrebbero fare tutti questi discorsi in favore della libertà religiosa che si basano sul cosiddetto libero arbitrio. Si contraddirebbero in maniera evidente, perchè il loro discorso sul libero arbitrio e quindi sulla libertà religiosa andrebbe a cozzare con il messaggio rivolto agli uomini. Comprendete fratelli? Si limitano quindi a dire agli uomini ‘accettate Gesù nel vostro cuore’ ‘aprite il vostro cuore a Gesù’, ‘venite a Gesù’, e tutto questo per dover coprire la loro ribellione, perchè comunque sia devono dare l’apparenza che stanno evangelizzando.

Capite quindi che ci troviamo davanti ad un discorso molto più ampio di quello che sembra, perchè parlando in questa maniera non si fa altro che aiutare ed approvare quello che i figli del diavolo insegnano e diffondono a loro perdizione. Ci si trova davanti ad una partecipazione delle ADI ad una opera infruttuosa delle tenebre, perchè dà in un certo modo sostegno a tutti coloro che predicano menzogne, e quindi che contrastano la verità che è in Cristo Gesù. Ci troviamo davanti ad una opera del diavolo mascherata da opera buona a favore dei deboli e delle minoranze.

Le ADI sono entrati a far parte di un sistema diabolico, che a suo tempo porterà al Nuovo Ordine Mondiale, ecco perchè agiscono e parlano così. Ve lo ripeto quindi fratelli: ‘Uscitevene e separatevene’.

Sulla tolleranza

In nome del libero arbitrio nessuno ha il diritto di interferire in alcuna maniera nel credo che professa il suo prossimo

Quelle che state per leggere sono parole uscite dal cuore malvagio di Albert Pike, massone del 33°, il sommo pontefice della Massoneria universale, che oltretutto era anche un incallito praticante di magia nera e un Satanista (cfr. Peter Haining, Maghi e magia, Edizioni Mediterranee, 1977, pag. 61), cioè devoto di colui che dai massoni è chiamato Lucifero (che considerano il portatore della luce massonica), come lo sono d’altronde tutti coloro che hanno raggiunto il 33° del Rito Scozzese Antico ed Accettato come Albert Pike (nella foto – oltre al suo aspetto diabolico, notate il ciondolo che ha davanti che è il simbolo di Baphomet).

pike-tolleranza

Sono parole che concernono la tolleranza in relazione al decimo grado massonico del Rito Scozzese Antico ed Accettato tratte dal suo diabolico libro Morals and Dogma, un libro scritto sotto la guida del diavolo, che vi ricordo è ‘la Bibbia’ dei Massoni in qualsiasi parte del globo si trovano.

Dice Albert Pike: ‘I compiti assunti da questo grado sono la tesaurizzazione di quelli del grado precedente. In esso sono insegnate la Tolleranza e la Liberalità contro il Fanatismo e la Persecuzione, così in politica come in religione; vi si insegna a difendere Senso civico, Cultura e Illuminazione contro l’errore, la barbarie, l’ignoranza. [….] Tolleranza, in accordo col fatto che ogni altro uomo ha diritto alle proprie opinioni ed alla propria fede come noi alle nostre; Liberalità, considerando che non vi è alcun essere umano in grado di dire con certezza, nel groviglio e nel conflitto di diverse fedi e credenze, che cosa è vero, o di affermare con sicurezza di essere in possesso di qualche verità. Perciò ognuno deve concedere che altri, ugualmente onesti e sinceri con se stessi, abbiano opinioni contrarie alle sue e siano in possesso della verità. Ognuno dovrebbe comprendere perciò che qualsiasi cosa un uomo creda fermamente e con coscienza, quello è vero, per lui; questo modo di vedere è mortale nemico del Fanatismo, per cui si perseguita in nome di una credenza, si iniziano crociate contro qualsiasi idea che, nella propria pretesa santità, si consideri contraria alla legge di Dio e alla verità di un dogma. Senso civico, Cultura e Illuminazione sono i mezzi più sicuri con i quali il fanatismo e l’intolleranza possono vanificarsi. Nessun vero Massone si compiace con autentico convincimento e con ardente zelo della causa che uno crede essere assolutamente vera e giusta. Al contrario deve risolutamente negare il diritto, a ogni uomo, di assumersi le prerogative della Divinità e di condannare l’altrui fede e religione come meritevoli di punizione perchè eretiche. Egli non può approvare la linea di condotta di coloro che mettono a repentaglio la pace e la quiete di grandi nazioni e i giusti interessi della popolazione, indulgendo in chimeriche e immaginarie visioni filantropiche, un lusso che consiste per lo più nello stringere il proprio mantello a sè per evitare il contatto con i propri simili e per proclamarsi più santi degli altri. Il vero Massone sa, infatti, che queste follie sono spesso più pericolose dell’ambizione dei re; e che questa intolleranza e questa bigotteria hanno recato all’umanità disastri infinitamente maggiori dell’ignoranza e dell’errore. [….] L’uomo non ha mai avuto il diritto di usurpare prerogative divine (che Dio stesso trascura di esercitare) e di condannare e punire altri per la loro fede. […] Il luogo di nascita e l’educazione ci danno la nostra fede. Pochi credono in una religione perchè hanno esaminato le evidenze della sua autenticità e quindi emesso su di essa un giudizio formale, dopo avere soppesato tutte le testimonianze. Non un uomo su diecimila sa alcunché sulle prove della sua fede. L’uomo crede a ciò che gli viene insegnato e i più fanatici sono proprio coloro che cercano meno degli altri di stabilire delle evidenze su cui basare il proprio credo. Fatti e testimonianze non sono, se non rarissime volte, base e sostegno della fede. E’ una legge imperativa dell’economia divina, inderogabile e inflessibile come Dio, che l’uomo debba accettare senza domande la fede di coloro tra i quali egli è nato e cresciuto. La fede, fatta così parte della natura umana, resiste a tutte le contrarie evidenze e l’uomo negherebbe l’evidenza dei propri sensi piuttosto che sconvolgere la fede religiosa che è cresciuta in lui, carne della sua carne e sangue del suo sangue. Ciò che è vero per me non è vero per un altro. Gli stessi argomenti, le stesse evidenze di fatto che convincono uno possono non importare nulla per un altro. La differenza sta nella natura dell’uomo. Nessun uomo è autorizzato ad asserire con certezza che egli è nel giusto, dove altri uomini, ugualmente intelligenti ed ugualmente ben informati, tendono all’opposta convinzione. Ciascuno pensa che è impossibile che l’altro sia sincero, e ciascuno per questo è in errore. ‘Che cosa è la verità?’ E’ una profonda domanda, la più suggestiva mai posta ad un uomo. Molte credenze religiose di epoche più o meno lontane sembrano incomprensibili. Esse ci colpiscono per il modo diverso di concepire l’anima umana, quella cosa misteriosa che è sempre più misteriosa man mano che la indaghiamo. Qui c’è un uomo a me superiore per intelletto e capacità d’apprendimento, eppure egli sinceramente crede in ciò che a me pare tanto assurdo da non meritare neppure d’essere confutato; e io non posso concepire, e sinceramente neppure credere, che egli sia sano di mente e onesto. Ma egli lo è. La sua ragione è perfetta, come la mia, ed egli è onesto, come me. Allo stesso modo i nostri sogni sono realtà mentre li sogniamo; poi, una volta passati, non sono più irreali di quanto lo sia quel che noi facevamo dormendo. Perciò nessun uomo può dire di avere un sicuro possesso della verità come di un bene terreno. Quando più uomini sostengono opinioni diametralmente opposte e ciascuno di loro è onesto, chi dei due potrà dire di essere nel vero? Noi non sappiamo che cosa sia la verità. Il fatto che noi crediamo fermamente che la nostra fede sia vera non dimostra assolutamente nulla, anzi a questo punto comincia a tormentarci il dubbio. Nessun uomo è artefice della sua fede religiosa, ma solo della sua onestà. Perciò nessuno ha, nè mai ha avuto il diritto di perseguitare un altro per la sua fede, non potendo esistere due situazioni contrarie sulla base di un identico diritto: come il persecutore agisce, convinto che la fede dell’altro sia erronea, così agirà il perseguitato non appena avrà la forza di reagire; il secondo ha, per la stessa ragione, ugual diritto di perseguitare il primo. Il vero ci si presenta conforme ai nostri pregiudizi e preconcetti, che sono vecchi come noi, e forti quasi di forza divina. [….] Non obbedisce veramente alla Massoneria chi si limita a tollerare coloro le cui opinioni in materia religiosa sono opposte alle sue. Le opinioni di ogni uomo sono sua privata proprietà e tutti gli uomini hanno uguale diritto a mantenere ciascuno le sue. Tollerare soltanto, cioè sopportare un’opposta fede, è come considerarla eretica e asserire il diritto a perseguitarla, se volessimo, e a proclamare la nostra tolleranza come merito esclusivamente nostro. Il credo massonico va ben oltre. Nessun uomo, esso insegna, ha alcun diritto, in alcun modo concesso, di interferire con il credo religioso altrui. Insegna che ogni uomo è assoluto padrone della sua fede, che la fede è cosa assolutamente indipendente da questo o quel credo religioso e che, se ci fosse mai un qualche diritto di persecuzione, esso sarebbe mutuo, perchè l’una fazione ha sempre lo stesso diritto dell’altra a erigersi come giudice del proprio caso; e Dio è l’unico magistrato che può giustamente decidere tra loro. A questo grande Giudice la Massoneria demanda la questione e, aprendo le porte dei suoi Templi, invita ad entrare e a vivere in pace e in armonia, protestanti, cattolici, ebrei, mussulmani. Essa accoglie ogni uomo che voglia condurre una vita veramente virtuosa e morale, amare i suoi fratelli, aiutare il malato e il povero, e credere nell’unico, onnipotente, onnisciente, onnipresente Dio, architetto, creatore e conservatore di tutte le cose, per la cui universale legge di armonia sempre gira su questo universo il vasto, infinito circolo della vita e della morte, al cui ineffabile nome vogliamo noi tutti veri Massoni rendere un omaggio dei più profondi, per le cui mille grazie riversate su di noi sentiamo gratitudine, ora, poi e per sempre! Noi possiamo bene essere tolleranti con altri credo, perchè in ogni fede vi sono eccellenti precetti morali’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 91-92, 95-98 – 10° Cavaliere Eletto dei Quindici).

Come potete vedere, Pike ci tiene a sottolineare in diverse maniere come nessun uomo ha il diritto di dichiarare un altro uomo sotto la condanna di Dio e neppure di confutare un altro uomo per il suo credo, in quanto quello che è verità per me può non esserlo per il mio interlocutore, che però ha lo stesso diritto di sostenere quello che crede perchè siamo tutto uguali. E quindi io non posso dire che lui ha torto e io sono nella verità, e cercare di convincerlo dell’erroneità del suo credo, perchè la verità è relativa e non assoluta, e nessuno può dire di averla. Come dice Pike ai suoi fratelli massoni, ma in un altro capitolo del suo Morals and Dogma: ‘Non dobbiamo sottovalutare l’importanza di ogni Verità. Non dobbiamo pronunciare parole che offendano il sentimento religioso di chi ascolta, qualunque sia la sua fede. Non diciamo al musulmano che l’importante è credere che esista un solo Dio, ma che non è assolutamente necessario credere che Maometto sia stato il suo profeta. Non diciamo all’ebreo che il Messia che egli aspetta è già nato a Bethlehem circa duemila anni fa; e che è un eretico perchè non ci crede’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3 pag. 155 – 26° Il Principe della Carità). Da qui il discorso sulla tolleranza che bisogna avere verso chi la pensa diversamente da noi, perchè egli è sincero in quello che professa. E poi nessuno ha il diritto di interferire in alcuna maniera nel credo che professa il suo prossimo, perchè ogni uomo è assolutamente proprietario sul suo proprio credo, e poi in ogni credo ci sono dei precetti morali eccellenti, quindi non si possono condannare i credi degli altri uomini diversi dal nostro. Altra cosa che Pike ci tiene a dire è che quelli che ritengono di avere la verità e cercano di dimostrare agli altri che essi sbagliano, sono fanatici e intolleranti, e quindi costoro hanno bisogno di ‘cultura, senso civico e illuminazione’ che sono i mezzi più sicuri per rendere impotenti sia il fanatismo che l’intolleranza. Quindi i veri Massoni sono tenuti a opporsi ai fanatici e agli intolleranti in campo religioso, in cima alla lista dei quali ci siamo proprio noi che accettiamo la Scrittura come l’unica Parola di Dio, e che la consideriamo, come essa è veramente, LA VERITA’. Henry C. Clausen, il Gran Comandante Sovrano della Massoneria dell’Antico ed Accettato Rito Scozzese della Giurisdizione del sud degli Stati Uniti dal 1969 al 1985, ha affermato per esempio: ‘Perciò la Massoneria deve guardarsi dai nemici ostinati e implacabili che oggi ha la Libera Muratoria, spinti da ignoranza, fanatismo, intolleranza e da schiavitù mentale e spirituale. Essi combattono i principi massonici delle libertà costituzionali, del vivere illuminato e dei diritti naturali dei popoli. […] La libera Massoneria non teme, nè avversa, alcuna setta religiosa o partito politico, ma cerca di salvaguardare l’umanità dall’intolleranza’ (Sommario e Commento di Henry C. Clausen, in Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 107 – 10° Cavaliere Eletto dei Quindici).

E purtroppo nelle ADI si è insinuato proprio questo sentimento massonico sulla tolleranza, infatti i pastori ADI esortano i membri delle Chiese a non condannare gli insegnamenti eretici delle sette e delle religioni, esattamente come fanno i Maestri nelle logge verso i loro fratelli massoni in quanto hanno ricevuto questo ordine: ‘Invitateli a rispettare tutte le forme di culto, a tollerare ogni opinione politica e religiosa, a non biasimare, e ancora meno a condannare, le opinioni altrui, a non cercare di fare accoliti ….’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 30 – 20° Venerabile Gran Maestro ‘Ad Vitam’).

Ecco la prova di quanto da me affermato. Molti anni fa le ADI hanno pubblicato un Manuale per le Scuole Domenicali che si intitola ‘Culti e Sette’. In esso vengono confutati sia pur molto brevemente e sommariamente gli insegnamenti dei Mormoni, degli Avventisti del Settimo Giorno, dei Testimoni di Geova, della Scienza Cristiana, della Chiesa di Dio Universale, della Scuola Cristianesimo ‘Unità’, del Branhamismo, di Culti Orientali, e di Movimenti e Culti Minori, del Cattolicesimo Romano, e della Teologia storico-critica. Ma nel primo capitolo che si intitola ‘I caratteri generali delle sette e dei culti’, viene detto tra le altre cose questo: ‘In questo manuale non c’è alcuna intenzione di disprezzare i gruppi che chiamiamo culti o sette. Usiamo queste parole soltanto perché non ne possiamo trovare di migliori e perché, nella terminologia religiosa corrente, la maggioranza dei movimenti che considereremo sono così designati. Né intendiamo attaccare personalmente qualcuno. Sia l’autore sia i redattori riconoscono, e rispettano, le aspirazioni religiose dell’uomo, che hanno prodotto in tutta sincerità le dottrine dei vari culti e delle numerose sette del mondo moderno. …. I cristiani pentecostali dovrebbero essere particolarmente restii a condannare, insieme con gli insegnamenti, anche i membri dei culti e delle sette, perché non molti anni fa la dottrina delle Chiese Pentecostali veniva rigettata e condannata. La dottrina pentecostale era ritenuta, infatti, una teoria che giustificava delle manifestazioni religiose psicopatiche, mezzo di una strategia satanica, e tale atteggiamento in alcuni casi non è affatto scomparso’ (Culti e Sette, ADI-Media, s.d, pag. 7). Queste parole ovviamente anche se non sono firmate da Francesco Toppi, rappresentano il suo pensiero a tale riguardo, perchè nelle ADI quando lui era presidente non poteva essere pubblicato niente che non fosse conforme al suo pensiero.

Ora, le seguenti parole: ‘…le aspirazioni religiose dell’uomo … hanno prodotto in tutta sincerità le dottrine dei vari culti e delle numerose sette del mondo moderno … I cristiani pentecostali dovrebbero essere particolarmente restii a condannare, insieme con gli insegnamenti, anche i membri dei culti e delle sette, perché non molti anni fa la dottrina delle Chiese Pentecostali veniva rigettata e condannata’, sono parole che paiono essere uscite da un cuore ‘massonico’. Infatti le ADI sostengono la stessa cosa della Massoneria, in quanto anche per le ADI le dottrine delle religioni e delle sètte sono state prodotte sinceramente dalle aspirazioni religiose dei loro fondatori, e quindi i membri delle sette e delle religioni, anche se professano cose diametralmente opposte alle nostre, sono sinceri come lo siamo noi perchè siamo tutti uguali. E quindi noi non possiamo metterci a condannare nè i membri delle sette e delle religioni, come neppure i loro insegnamenti. Ma ciò è falso, perché le dottrine delle sette e delle religioni (ovviamente dalle religioni è esclusa la religione ebraica così come è espressa nella legge di Mosè, nei salmi e nei profeti) non sono state prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose dell’uomo, ma dal diavolo, il padre della menzogna (cfr. Giovanni 8:44), che è riuscito con la sua astuzia a sedurre gli abitanti del mondo (cfr. Apocalisse 12:9), facendogli credere ogni sorta di menzogna. Ma come si fa a dire che la dottrina secondo cui il peccato e la morte non esistono (dottrina che viene insegnata da Scienza Cristiana), o quella che dice che Gesù non è Dio e non è risorto fisicamente (sostenuta dai Testimoni di Geova) o quell’ancora che afferma che esiste un purgatorio o che il capo della Chiesa universale è il cosiddetto papa, e la remissione dei peccati si ottiene mediante la confessione al prete e rinunce e mortificazioni varie, o quell’ancora che dice che l’uomo è Dio, o quella che dice che non dobbiamo mangiare la carne, e così via, siano dottrine prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose di alcuni uomini? Occorre veramente non conoscere le Scritture per fare simili affermazioni!! Paolo le chiama dottrine di demoni (cfr. 1 Timoteo 4:1), e dice che sono prodotte dalla frode degli uomini e dall’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore (cfr. Efesini 4:14), e le ADI le chiamano dottrine prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose dell’uomo!! Giudicate voi fratelli.

E’ evidente dunque che siccome queste dottrine sono dottrine di demoni, noi dobbiamo essere pronti a condannarle (altro che restii a condannarle come dicono le ADI), e quindi a confutarle. E questo perché le opere infruttuose delle tenebre vanno riprovate (cfr. Efesini 5:11), e le dottrine succitate sono opere infruttuose delle tenebre. Ecco chi le ha prodotte queste dottrine, le tenebre. Ma come si fa poi a usare quel paragone, tra il comportamento di coloro che hanno condannato e ancora condannano la dottrina delle Chiese pentecostali e il comportamento di coloro che condannano le dottrine dei culti e delle sette? Ma che c’entra un simile paragone? Nulla, proprio nulla. Ma confonde le idee dei credenti. Perché il credente pensa, ‘Se non devo condannare le dottrine di questi culti e sette, per non fare l’errore che fecero molti all’inizio del Movimento Pentecostale, e che fanno tuttora, condannando le nostre dottrine, vuol dire che tra le dottrine di questi culti e sette ce ne sono alcune che un giorno potrebbero non essere più da condannare!!’ Non vi pare che questo paragone sia frutto di una mentalità massonica?

E’ fuori di dubbio che in questo modo di parlare è presente uno spirito massonico, che appunto incita noi Cristiani a non condannare gli insegnamenti diversi dai nostri, quasi che anch’essi o una parte di essi un giorno potranno essere da noi riconosciuti come verità, come molti Evangelici – che all’inizio accusavano noi Pentecostali di essere degli eretici – hanno dovuto riconoscere alla fine che le lingue e i miracoli sono ancora attuali e quindi che abbiamo ragione! Giudicate voi da persone intelligenti. E vorrei dire che nel condannare questi insegnamenti falsi, è evidente che esprimiamo un giudizio netto su coloro che li professano, che è il seguente, espresso dall’apostolo Paolo quando disse a Timoteo: “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s’attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni d’uomini corrotti di mente e privati della verità” (1 Timoteo 6:3-5), ed a Tito: “L’uomo settario, dopo una prima e una seconda ammonizione, schivalo, sapendo che un tal uomo è pervertito e pecca, condannandosi da sé” (Tito 3:10-11). Se dunque Paolo afferma che questi uomini non sanno nulla, sono privi della verità, sono pervertiti e peccano condannandosi da sè, è evidente che tra noi e loro c’è una differenza, che non può essere sottaciuta, perchè è la differenza che passa tra la luce e le tenebre. E ovviamente ricordiamo che Colui che ci differenzia dagli altri è Dio, perchè da Lui sono tutte le cose, e infatti è per la Sua volontà che noi siamo nella luce. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Fratelli, nessuno vi seduca, siate pronti a condannare tutte le dottrine false, perché esse non hanno nulla a che fare con la verità. Abbiate in voi lo stesso sentimento che fu negli apostoli, che confutavano le false dottrine per mettere in guardia i fratelli, affinchè non fossero più dei bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina. Rigettate invece quel sentimento massonico che purtroppo regna nelle ADI che dinnanzi alle false dottrine dicono: ‘Non facciamo polemiche, lasciamo perdere, parliamo di Gesù!’, perché secondo loro mettersi a confutarle è tempo sprecato in quanto costituisce mettersi a fare dispute di parole e discussioni inutili e sterili; e non solo, secondo loro chi confuta si mette pure a giudicare, cosa che egli non deve fare perchè Gesù ha detto: “Non giudicate” (Matteo 7:1)! Lo ripeto, rigettate questo sentimento massonico presente nelle ADI.

Ricordatevi che chi confuta le false dottrine non fa altro che difendere il Vangelo e la sana dottrina, che è una cosa da fare come è da fare la predicazione del Vangelo e della sana dottrina. E nel fare questo mostra quindi il suo amore per la verità, che non gode dell’ingiustizia ma gioisce con la verità (cfr. 1 Corinzi 13:6-7). Gesù confutò gli scribi e i Farisei (cfr. Matteo 15:1-20; 23:16-22) ed anche i Sadducei (cfr. Matteo 22:23-32), Apollo confutò i Giudei (cfr. Atti 18:28), e Paolo confutò quelli che negavano la resurrezione in seno alla chiesa di Corinto (cfr. 1 Corinzi 15:12-58). E ricordatevi pure che chi confuta esprime dei giusti giudizi, perché il suo giudizio sulle strane dottrine si fonda sulla Parola di Dio. E quindi il comando “non giudicate” non si può tirare fuori quando si sente parlare di confutazione.

A proposito di confutazioni, voglio dire quest’altra cosa: nelle ADI c’è una assenza spaventosa di confutazioni, in quanto dal pulpito delle ADI non vengono mai confutate le eresie esistenti, soprattutto quelle della Chiesa Cattolica Romana. Siamo in una nazione profondamente cattolica romana, dove ogni credente parla con cattolici romani, ma dai pulpiti delle ADI non si sentono pastori confutare e condannare le eresie di perdizione della Chiesa Cattolica Romana!! E perchè? Perchè le ADI – in virtù del loro accordo ‘segreto’ con la Chiesa Cattolica Romana che risale al dopoguerra – non vogliono e non possono mettersi a smascherare pubblicamente e con ogni franchezza le superstizioni e le imposture e le eresie papiste, per evitare di essere accusate di non rispettare la Chiesa Cattolica Romana e di venire meno al tacito accordo con essa. L’accordo fatto – mediante l’aiuto della Massoneria e della Cia – con il Vaticano esige dunque questo loro silenzio (si pensi che quando a RadioEvangelo vengono intervistati dei credenti ex-cattolici romani, la stragrande maggioranza delle volte il termine Chiesa Cattolica Romana neppure viene menzionato, in quanto viene rimpiazzato accuratamente con ‘la religione tradizionale’ o qualcosa del genere!). E poi la lotta che le ADI hanno intrapreso a suo tempo per la libertà religiosa e quello che essi dicono a favore della libertà religiosa ancora oggi, esige questo comportamento diabolico da parte loro, perchè non possono mettersi a smascherare e condannare gli insegnamenti di coloro che essi ritengono abbiano il diritto di professare il credo che vogliono, non possono riprenderli esortandoli a ravvedersi e ad abbandonare le loro eresie, perchè così facendo andrebbero ad intaccare la libertà religiosa degli altri. E quindi silenzio di tomba.

Giudicate voi in che laccio diabolico sono cadute le ADI. Le ADI quindi avranno pure ottenuto la libertà religiosa dopo tante lotte, ma certamente hanno perso la libertà spirituale mettendosi con i massoni e il Vaticano.

Ma c’è un’altra cosa che vorrei dire, e cioè che proprio la Massoneria che parla tanto di tolleranza si mostra intollerante all’occasione.

La massoneria si dichiara tollerante verso tutte le fedi, tanto da definirsi «religione della tolleranza» in quanto consente «ai suoi adepti piena libertà di opinioni in merito all’inconoscibile e all’ignoto», ma la Massoneria è intollerante verso noi Cristiani in quanto noi affermiamo di conoscere la verità e che coloro che non sono seguaci di Cristo non conoscono la verità, infatti il Sovrano Gran Commendatore Domenico Maiocco sostiene che chi pratica questa «religione della tolleranza», cioè il massone, deve sempre conservare «piena libertà di spirito da ogni dogmatismo, riconoscendo che la verità, totale o parziale, non è prerogativa di nessun individuo né di nessuna associazione di uomini» (cfr. Balaustra nº 1, del 12 aprile 1951, nº 3). Avete compreso dunque che tipo di tolleranza è quella della massoneria? E’ una tolleranza che combatte ferocemente i pregiudizi e i dogmi, e siccome noi di pregiudizi e dogmi ne siamo pieni per i massoni, siamo da combattere. «I pregiudizi che la Massoneria si sforza di combattere sono sopra tutto quelli che tendono a separare gli uomini con delle divisioni esclusive sorte dalla diversità delle loro credenze, credenze che la Massoneria rispetta tutte, quando siano professate in buona fede» (cfr. S. Farina, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Roma 1946, pag. 93). Ecco perchè la Massoneria nutre un forte odio verso le dottrine della Bibbia, perchè esse creano delle divisioni tra gli uomini, e quindi nutre un forte odio verso di noi perchè quelle dottrine insegniamo. Odio che si manifesta sin dai primi insegnamenti impartiti nella loggia. All’adepto, con una lenta, paziente e sottile educazione, viene subito detto che deve guardarsi dal «fanatismo» e dalla «superstizione», che deve ripudiare il «dogmatismo» delle religioni, che deve adottare il metodo del «libero esame» sgombro da «vincoli dogmatici e fideistici». Si può definire questa opera una sorta di lavaggio del cervello.

Ora, riflettete per un momento a tutto ciò: e non è forse lo stesso sentimento che esiste nei pastori ADI? Si definiscono e mostrano tolleranti verso tutti, tranne che verso di noi che veniamo definiti ‘fanatici’, e per quale ragione? Perchè prendiamo alla lettera la Bibbia, già alla lettera, perchè nelle ADI non viene presa alla lettera, in quanto come dicono i pastori ADI in riferimento ai ‘fanatici’: ‘Se dovessimo prendere alla lettera la Bibbia, i locali di culto si svuoterebbero!’ E infatti nelle ADI ai membri gli fanno da subito una sorta di lavaggio del cervello che non devono prendere alla lettera la Bibbia. Certo, dico io, altrimenti il locale di culto non si riempirà e non ne potranno costruire uno più grande e bello!

Vorrei ora farvi notare la forte somiglianza che esiste tra alcune espressioni del satanista massone Pike e quella dei pastori ADI, e non solo delle ADI ovviamente perchè lo spirito massonico ormai pervade tutto l’ambiente evangelico.

Pike dice: ‘Non vi è alcun essere umano in grado di dire con certezza, nel groviglio e nel conflitto di diverse fedi e credenze, che cosa è vero, o di affermare con sicurezza di essere in possesso di qualche verità. Perciò ognuno deve concedere che altri, ugualmente onesti e sinceri con se stessi, abbiano opinioni contrarie alle sue e siano in possesso della verità’ (Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 91). I pastori ADI affermano: ‘E che ce l’hai solo tu la verità?’ e: ‘Ce l’hai tutta tu la verità?’ e addirittura dinnanzi a due dottrine diametralmente opposte: ‘E se avessimo ragione tutti e due?’-

Pike afferma in merito al fanatismo che ‘si perseguita in nome di una credenza, si iniziano crociate contro qualsiasi idea che, nella propria pretesa santità, si consideri contraria alla legge di Dio e alla verità di un dogma’ (Ibid., pag. 91), ovviamente per perseguitare lui intende anche la confutazione che si fa delle dottrine altrui. I pastori ADI ci dicono: ‘Mostrate fanatismo, come quello dei talebani, ve la prendete con tutti e tutto, confutando nella vostra presunzione tutto quello che è diverso dal vostro credo o dalle vostre idee’.

Pike afferma che ogni massone ‘deve risolutamente negare il diritto, a ogni uomo, di assumersi le prerogative della Divinità e di condannare l’altrui fede e religione come meritevoli di punizione perchè eretiche’ (Ibid., pag. 91). E i pastori ADI ci dicono: ‘E che sei Dio, o ti metti al posto di Dio, per condannare le credenze degli altri (dei cattolici romani per esempio) e per dire che essi vanno all’inferno?’ Addirittura ci sono quelli che se ti sentono dire che l’ultimo papa che è morto (ossia Giovanni Paolo II) è ora all’inferno, ti rimproverano!

Pike afferma che il massone ‘non può approvare la linea di condotta di coloro che mettono a repentaglio la pace e la quiete di grandi nazioni e i giusti interessi della popolazione, indulgendo in chimeriche e immaginarie visioni filantropiche, un lusso che consiste per lo più nello stringere il proprio mantello a sè per evitare il contatto con i propri simili e per proclamarsi più santi degli altri’ (Ibid., pag. 91-92). E i pastori ADI ci accusano di mettere divisione tra gli uomini, e di innalzarci sopra tutti perchè ci consideriamo più santi degli altri.

Pike afferma che il credo massonico insegna che nessun uomo ‘ha alcun diritto, in alcun modo concesso, di interferire con il credo religioso altrui’ (Ibid., pag. 97). E che dicono i pastori ADI agli uomini? ‘Noi non convinciamo voi, e voi non convincete noi. Ognuno ha il suo credo, e noi abbiamo il nostro’. Ecco dunque che il credo delle ADI vieta ai membri di interferire con il credo degli altri, altrimenti andrebbero a interferire con la libertà degli altri! Addirittura i pastori ADI affermano che neanche Dio interferisce nelle decisioni degli uomini, in quanto ‘non costringe nessuno a ravvedersi e credere, perchè dipende tutto dal libero arbitrio dell’uomo’! Mi limito a dire in merito a ciò che se fosse come dicono le ADI, Saulo da Tarso non si sarebbe mai convertito e sarebbe andato certamente in perdizione, e con lui ciascuno di noi.

E infine vorrei terminare con alcune dichiarazioni di Pike che considero sia l’obbiettivo di questo diabolico credo massonico, quello di far venire il dubbio a tutti coloro che hanno conosciuto la verità che è in Cristo Gesù per portarli quindi lontani dalla verità: ‘Allo stesso modo i nostri sogni sono realtà mentre li sogniamo; poi, una volta passati, non sono più irreali di quanto lo sia quel che noi facevamo dormendo. Perciò nessun uomo può dire di avere un sicuro possesso della verità come di un bene terreno. Quando più uomini sostengono opinioni diametralmente opposte e ciascuno di loro è onesto, chi dei due potrà dire di essere nel vero? Noi non sappiamo che cosa sia la verità. Il fatto che noi crediamo fermamente che la nostra fede sia vera non dimostra assolutamente nulla, anzi a questo punto comincia a tormentarci il dubbio [….] Siamo tutti, anche se non tutti allo stesso modo, in errore. I dogmi, tanto cari a ciascuno di noi, non sono, come noi pensiamo, verità divine, ma, semplicemente, la nostra propria forma di errore, la nostra verità, i raggi di luce che rifratti e frammentati sono caduti su di noi. Le nostre misere certezze fanno il loro tempo e poi cessano di essere; in realtà non sono che barlumi della luce di Dio ed Egli è ben più di quel che essi mostrino. La verità perfetta non si potrà mai conoscere’ (Ibid., pag. 96, 171). Avete notato? Pike, messaggero del diavolo, ha parlato chiaramente. Se nessuno ha il diritto di condannare il credo altrui, perchè nessuno può dire di essere in possesso della verità, è ovvio che chi ha veramente conosciuto la verità e la proclama con certezza, se accetta il credo massonico sulla tolleranza, comincerà a dubitare della sua fede e della dottrina che ha accettato, e quindi sarà indotto inesorabilmente ad allontanarsi dal Signore Gesù Cristo. Ecco perchè la massoneria e la fede in Cristo sono INCONCILIABILI, e la massoneria va condannata con ogni franchezza quale opera del seduttore di tutto il mondo. E questo insegnamento sulla tolleranza fatto dai massoni bisogna considerarlo solo una delle tante astuzie e macchinazioni di satana per far disprezzare ai Cristiani la verità che hanno conosciuto e poi farli sviare da essa.

E questo diabolico obbiettivo i Massoni cercano di raggiungerlo basandosi sul principio dell’uguaglianza. In sostanza cosa dicono? Che tutti gli uomini sono ugualmente sinceri e onesti nel professare il loro credo, e quindi se altri hanno differenti dottrine da quelle di Cristo e degli apostoli, sono anche loro in possesso della verità in quanto anche loro sono ugualmente intelligenti ed ugualmente ben informati. E chi sono io dunque per andare ad interferire col credo altrui? Sarei un ingiusto e un presuntuoso se lo facessi, e violerei il principio dell’uguaglianza. Principio dunque strettamente collegato a quello della libertà secondo cui ognuno è libero di credere a quello che vuole ed ha il dovere di non cercare di convincere l’altro che è in errore. Voi capite quindi che seguendo il credo massonico un Cristiano non solo si svierebbe dalla verità, ma aiuterebbe i peccatori ad andare all’inferno perchè comincerebbe a pensare che la sua fede è vera quanto lo è quella del Buddista o del Mussulmano, che la Bibbia è sacra come il Corano ecc, che Gesù è stato un maestro di morale come Buddha, Confucio e altri. Perchè se tutti sono liberi e uguali non si possono dichiarare i non Cristiani dei perduti che vivono nell’ignoranza di Dio e della Sua Parola, e quindi bisogna lasciarli camminare tranquillamente per la strada in cui sono. Il credo massonico quindi trascina a rigettare la fede in Cristo come l’unica fede in grado di salvare l’uomo. Non è forse questo che ha fatto Billy Graham, che è un massone?

La libertà secondo la Massoneria

Voglio approfondire ora il tema della libertà, spiegando meglio cosa intendono i Massoni per libertà, affinchè abbiate ancora più chiaro il motivo per cui dico che le ADI si sono massonizzate, come per altro ormai la stragrande maggioranza dei Pentecostali (per non parlare dei Protestanti storici). Innanzi tutto va detto che la libertà è uno dei pilastri del credo massonico, infatti nella Dichiarazione di Principî (Losanna, 1875) è scritto: «La Massoneria pone come principio che il Creatore supremo ha dato all’uomo, come il bene più prezioso, la libertà […] raggio così luminoso che nessun potere ha il diritto di spegnere o di offuscare» (cfr. S. Farina, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Roma 1946, pag. 33-34), in quanto «dono intangibile e sacrosanto» (cfr. A. Pontevia, Cattolicesimo e Massoneria, Atanòr, Roma 1948, pag. 72). Ma per loro la libertà «è costituita dalla pienezza della Ragione», che è interamente autonoma e non viene stabilita da verità rivelate o da qualcuno che ti dice: ‘Devi credere questo’. Quindi la libertà massonica consiste nell’ubbidire solamente alla propria ragione, e agire liberamente significa sottomettersi alle leggi razionali della natura. I massoni, infatti sono nemici dei dogmi e dei dogmatici (qui per dogmi intendo i decreti, le decisioni, i giudizi, e gli insegnamenti di Dio contenuti nella Sacra Scrittura, e quindi per dogmatici quelli che ad essi credono e si attengono fermamente) e promotori di un concetto di libertà assoluto e sfrenato. Una tale libertà in campo religioso significa quindi «la piena libertà di tutti i culti e di tutte le fedi» che tradotto significa che uno è libero «di pensare e di credere secondo la propria ragione e la propria coscienza» «libera da dogmi scientifici e religiosi». Questa libertà di pensarla come si vuole va a braccetto con la libertà di coscienza la quale «non è soltanto un diritto naturale risultante dal libero arbitrio, ma è pure una conseguenza logica e necessaria dell’impotenza che abbiamo di rappresentarci l’Assoluto altrimenti che con simboli inadeguati e perfettibili» (cfr. S. Farina, op. cit., pag. 412). Per la Massoneria dunque noi discepoli di Cristo non siamo liberi perchè abbiamo accettato la Parola di Dio, che Dio ci ha rivelato tramite Gesù Cristo e gli apostoli, sottomettendoci ad essa. E perchè dicono questo? Perchè la Bibbia secondo i Massoni contiene pregiudizi e dogmi assurdi, e «non esiste libertà di pensiero per chi sia disposto ad accettare i vincoli di ossequio ad affermazioni di principî dogmatici, che tendono a sottrarre al controllo della ragione umana, nonché all’indagine scientifica, i personali convincimenti» (cfr. Età Nuova, novembre-dicembre 1950, pag. 18). Alla luce di tutto ciò, i massoni nutrono fiducia nell’uomo, ossia nella natura umana che per loro è buona, e ritengono che l’uomo possa mettersi alla ricerca della verità appoggiandosi alla sua ragione, e solo alla sua ragione, ricerca della verità che vi ricordo però non li porterà mai alla verità ma in tenebre sempre più fitte. E oltre a ciò, i massoni, essendo che non credono nel peccato e nella colpa, e in un giudizio di Dio nel futuro, si sono creati una morale autonoma secondo la quale essi devono rendere conto del proprio operato solamente alla propria coscienza.

Fratelli nel Signore, è evidente quindi che le ADI parlando della libertà di religione e di quella di pensiero, e schierandosi a loro favore e lottando per esse, parlano proprio come le logge massoniche. E tutto questo perchè nelle ADI viene insegnata la falsa dottrina del libero arbitrio, stessa falsa dottrina che viene insegnata dai massoni. Le ADI perciò si sono massonizzate e questo è oltremodo inquietante, e difatti le ADI nel dopoguerra hanno collaborato con i massoni per ottenere la libertà religiosa: non è questa la prova lampante che su questi argomenti la pensano nella stessa maniera?

Questo spiega la forte ostilità che le ADI hanno verso tutti quei credenti che basandosi sulla Bibbia, affermano con assoluta certezza e convinzione i decreti, i giudizi e i comandamenti di Dio, e condannano le false dottrine, infatti li definiscono ‘fanatici’, ‘legalisti’, ‘bigotti’, ‘integralisti’, e così via. E di conseguenza detestano che ai peccatori gli si rivolga in maniera diversa da come fanno loro, che gli dicono ‘Gesù ti ama’, ‘Dio è amore’, ‘Vieni a Gesù’, mentre la Bibbia comanda che gli si predichi il ravvedimento, la conversione, e il giudizio a venire, con ogni franchezza. Se infatti gli uomini hanno la libertà di credere quello che vogliono, chi siamo noi dall’andargli a dire che devono cambiare modo di pensare abbandonando i loro perversi pensieri, il loro credo sbagliato, il loro credo diabolico, altrimenti andranno all’inferno? Saremmo dei maleducati e scostumati se lo facessimo, e quindi non si può predicare agli uomini come comanda di fare Dio, ma bisogna farlo come comandano di fare le ADI! In altre parole, le ADI dicono: ‘Gli uomini sono liberi di pensarla come vogliono, come lo siamo noi, e quindi noi non interferiamo nelle loro scelte, e loro non devono interferire nelle nostre’. Comprendete dunque perchè le ADI non predicano il ravvedimento agli uomini? Perchè ‘ravvedersi’ significa ‘cambiare modo di pensare’, e i pastori ADI non possono ordinare da parte di Dio agli uomini di ravvedersi, perchè questo significherebbe ordinare loro di cambiare credo, e quindi significherebbe negare loro la cosiddetta libertà religiosa e di pensiero. Riconoscete dunque i danni che questa falsa dottrina del libero arbitrio ha fatto nelle ADI.

Come pure le ADI detestano coloro che sempre basandosi sulla Bibbia e solo sulla Bibbia dicono ai credenti con ogni franchezza quello che devono credere e fare, per piacere a Dio, e quindi confutano le false dottrine e riprovano il male. Anche in questo caso costoro sono legalisti, fanatici, bigotti e integralisti, e vanno evitati perchè pericolosi! E sempre per la stessa ragione, perchè siamo liberi, o come dicono loro ‘Dio ci ha dato la grazia del libero arbitrio’.

Gesù Cristo era contro la cosiddetta libertà religiosa e di pensiero

Studiando questo argomento così importante, mi sono domandato: ‘Ma Gesù era a favore della libertà religiosa e della libertà di pensiero per tutti gli uomini?’ Questa è una domanda che forse a taluni sembrerà strana o magari anche ridicola, ma vi posso assicurare che non è nè strana e neppure ridicola, perchè se crediamo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio questa domanda dobbiamo porcela per capire se quello che hanno fatto le ADI nel dopoguerra, assieme a tanti altri evangelici, sia giusto nel cospetto di Dio, in quanto la lotta che essi intrapresero fu una lotta che implicitamente fu anche a favore della libertà religiosa per quelli che non conoscono Dio, come i Massoni per esempio. E difatti si allearono proprio con dei massoni per lottare per questa libertà.

E badate che quella per la libertà religiosa è una battaglia che le ADI portano ancora avanti, perchè secondo loro ci sono altre iniziative da prendere affinchè questa libertà religiosa diventi piena in Italia. Ecco per esempio cosa si legge in un comunicato del NEV: ‘L’affermazione che la legge sulla libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato va sostenuta senza alcuna incertezza’. Lo ha dichiarato il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), al termine dell’audizione avvenuta questo pomeriggio presso la I Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati sulla bozza di Testo unico per la libertà religiosa, presentata dal relatore on. Roberto Zaccaria. A differenza di quanto affermato questa mattina da mons. Giuseppe Betori, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI), che aveva espresso “sorpresa e contrarietà” per l’introduzione, al comma 2 dell’articolo 1 del Testo unico, del principio di laicità quale fondamento della normativa, Maselli ha ribadito come “solo uno Stato laico può garantire un’autentica libertà per tutte le comunità di fede. Per questo la laicità dello Stato è per noi evangelici garanzia fondamentale della stessa libertà religiosa”. Più in generale, Maselli e gli altri rappresentanti evangelici presenti all’audizione hanno espresso un giudizio complessivamente positivo del Testo, “per certi aspetti migliore di quelli presentati nelle precedenti legislature dal governo”. “Si nota – ha precisato il presidente della FCEI – la volontà di deburocratizzare le norme per l’acquisizione dei vari diritti. Particolarmente positivo appare l’articolo 9 che riguarda le scuole pubbliche e paritarie e l’articolo 11 che prevede spazi adeguati di trasmissione per le singole confessioni nel servizio pubblico radiotelevisivo”. Oltre a Maselli, che in quest’occasione rappresentava anche la Tavola valdese e il decanato della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), erano presenti, da parte evangelica, Domenico Tomasetto per l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI); Dora Bognandi per l’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (UICCA); Roberto Giannini per la Chiesa apostolica in Italia; Felice Loria per le Assemblee di Dio in Italia (ADI)’ (Roma, 16 luglio 2007 Tratto da NEV – Notizie Evangeliche).

Ma veniamo alla domanda che abbiamo posto, per rispondere alla quale è indispensabile considerare da vicino la predicazione di Gesù Cristo.

Che cosa predicava Gesù agli uomini? Ce lo dice Marco in questa maniera: “Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:14-15).

Dunque la predicazione di Gesù ai peccatori comprendeva due ordini, ossia ‘ravvedetevi’ e ‘credete nel vangelo’. E se Lui ordinava agli uomini di fare queste due cose, pena la perdizione eterna, è evidente che non considerava gli uomini liberi di professare il credo che volevano o la religione che essi volevano, perchè lui ordinava agli uomini di cambiare modo di pensare, in quanto la parola greca per ravvedersi significa letteralmente ‘cambiare mente o idea’.

Ma riflettete: se Gesù ordinava agli uomini di cambiare idea o mente, non credete che egli non li considerava liberi di professare la religione e il pensiero che essi volevano, ma obbligati a credere invece a quello che voleva Dio, cioè al Vangelo?

Ma se questo non vi bastasse, ci sono anche le parole che Gesù rivolse in particolare agli scribi e Farisei, che come voi sapete professavano la religione ebraica, ma con la loro tradizione avevano annullato la Parola di Dio e quindi professavano delle dottrine estranee alla legge di Mosè, che era la legge che Dio aveva donato al popolo di Israele affinchè la osservasse. Che cosa disse Gesù agli scribi e ai Farisei in merito alle idee o dottrine che professavano, insegnandole? Lo troviamo scritto sempre in Marco: “Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban, (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!” (Marco 7:6-13). Ma vi paiono queste le parole di un uomo che sosteneva la libertà di religione e di pensiero per tutti gli uomini? A noi no, perchè giudicò e riprese severamente degli uomini perchè insegnavano cose contrarie alla Parola di Dio, e quindi ciò significa che Lui non ammetteva che degli uomini fossero liberi di professare precetti che annullavano la parola dell’Iddio e Padre suo.

Ed oltre a Gesù si potrebbe prendere ad esempio anche Giovanni il Battista che predicava anche lui il ravvedimento alle moltitudini, e quindi gli comandava anche lui di ‘cambiare mente’ cioè di abbandonare i pensieri iniqui che albergavano nella loro mente, e di credere in Colui che veniva dietro a Lui, cioè Gesù Cristo. E poi ricordatevi che Giovanni Battista disse ad Erode che si era preso la moglie di suo fratello: “E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!” (Marco 6:18). Ma vi paiono queste parole di un uomo che era a favore della libertà religiosa e di pensiero per tutti gli uomini? Oggi, dai pastori ADI, Giovanni il Battista se fosse ancora in vita, sarebbe dichiarato a tutti gli effetti un fanatico e bigotto legalista, che non si faceva gli affari suoi ma trovava il tempo di giudicare e di criticare gli altri per cose che non lo riguardavano affatto, andando così ad attaccare la libertà personale di altri uomini, che erano liberi di vivere e pensare come meglio credevano nella loro vita, essendo stati dotati anche loro da Dio ‘della grazia del libero arbitrio’!

E il tempo verrebbe meno se dovessi parlare degli apostoli del Signore, come anche dei profeti, che nel parlare da parte di Dio ordinarono agli uomini, con l’autorità datagli da Dio, di abbandonare pensieri e opere malvage, per convertirsi al solo vero Dio.

Quindi, fratelli, questo discorso sulla libertà religiosa che apparentemente sembra innocuo e pure giusto, nasconde una trappola del diavolo, una sua macchinazione, che ha come obbiettivo quello di non far predicare agli uomini quello che Dio comanda che sia loro predicato e nella maniera che Lui vuole cioè con potenza e gran pienezza di convinzione. Ecco perchè dai pulpiti ADI – come anche dalla maggior parte dei pulpiti evangelici – non si sente predicare quello che Dio vuole che gli uomini sappiano.

E poi lo ripeto ancora una volta, il discorso a favore della libertà religiosa e di pensiero, è un discorso a favore del diavolo, che è bugiardo e padre della menzogna, perchè ammette che gli uomini siano liberi di professare qualsiasi credo, quindi anche il credo dei Massoni che dice che Gesù è sullo stesso livello di Buddha e di Maometto e che Dio lo si può chiamare in tante maniere ma sempre dio rimane e che la Bibbia è un libro come tanti altri libri cosiddetti sacri quali il Corano; il credo dei Mormoni che per esempio dice che Gesù si sposò con delle donne e che dopo morti l’uomo ha la possibilità di essere salvato; il credo dei Testimoni di Geova che per esempio nega la divinità di Cristo e la vita dopo la morte; e persino l’ateismo, l’agnosticismo, lo gnosticismo, il deismo, l’edonismo e il satanismo, perchè appunto si ritiene l’uomo avente questo diritto. Ma come può Dio avere concesso questo diritto all’uomo, se gli comanda di ravvedersi e di credere al Vangelo? Ce lo spieghino i pastori ADI.

Quindi, con questo modo di parlare e di agire le ADI manifestano quello che sono realmente, nemiche della verità e amanti delle menzogne. Ah sì, a parole fanno professione di amare la verità, ma nella pratica che cosa fanno per difenderla? Niente, proprio niente, anzi partecipando alla lotta per la libertà religiosa in Italia hanno aiutato a diffondere le menzogne del diavolo e loro si guardano bene dal confutarle e condannarle pubblicamente. Come si guardano bene dal riprovare e condannare con ogni franchezza dai loro pulpiti la fornicazione, l’adulterio, l’omosessualità, il ladrocinio, il dire bugie, l’andare a divertirsi, e così via, e questo perchè gli uomini sono assolutamente liberi, hanno il libero arbitrio, e quindi guai a chi si permette di riprenderli e ammonirli affinchè abbandonino le loro vie tortuose!

Nelle ADI dunque è entrato il diavolo, lo hanno fatto entrare dalla porta principale come si suol dire e lo difendono pure, e difatti sono numerosi nelle ADI gli ‘avvocati del diavolo’.

Questi hanno sempre una ‘buona parola’ per quelli che si comportano in maniera scandalosa, che professano false dottrine, che prendono piacere nelle mondane concupiscenze: ma anche sempre delle pesanti accuse ed anche offese verso coloro che invece riprovano queste cose e mettono in guardia da queste persone. Ed una di queste accuse sapete qual è? Che essi fanno l’opera del diavolo, perché accusano i fratelli!

Come si spiega tutto ciò? Perché avviene tutto ciò? Perché in costoro non c’è amore per la verità come neppure per la giustizia e la santità, e quindi non c’è interesse a difendere né la verità, né la giustizia e neppure la santità.

E quindi è evidente che l’opera del diavolo la fanno proprio questi ‘avvocati del diavolo’, i quali dimenticano volontariamente che il fatto che vengano mosse delle accuse a dei fratelli in sé stesso non significa necessariamente parlare da parte del diavolo, perché anche gli apostoli mossero delle accuse contro dei fratelli, ma non per questo diciamo che essi fecero l’opera del diavolo. E questo perché quelle loro accuse erano mosse nel contesto di riprensioni che i fratelli meritavano, e che avevano come scopo quello di indurre al ravvedimento coloro che avevano peccato o si comportavano disordinatamente.

Facciamo degli esempi tratti dalla Bibbia:

Paolo accusò i santi di Corinto in questa maniera: “V’ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate ancora da tanto; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. Infatti, poiché v’è tra voi gelosia e contesa, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l’uomo?” (1 Corinzi 3:2-3), “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre. E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi!” (1 Corinzi 5:1-2); e quelli della Galazia li accusò così: “O Galati insensati, chi v’ha ammaliati, voi, dinanzi agli occhi de’ quali Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo?” (Galati 3:1).

Giacomo accusò i santi a cui scrisse in questa maniera: “Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:2-4).

Ma se andiamo ancora più indietro nel tempo, troveremo che anche i profeti di Dio accusarono il popolo di Dio quando questo abbandonò la Sua legge. Ecco anche qui degli esempi:

Isaia disse: “Ma voi, avvicinatevi qua, o figliuoli della incantatrice, progenie dell’adultero e della prostituta! Alle spalle di chi vi divertite? Verso chi aprite larga la bocca e cacciate fuori la lingua? Non siete voi figliuoli della ribellione, progenie della menzogna, voi, che v’infiammate fra i terebinti sotto ogni albero verdeggiante, che scannate i figliuoli nelle valli sotto le grotte delle rocce?” (Isaia 57:3-5), ed anche: “Giacché questo è un popolo ribelle, son de’ figliuoli bugiardi, de’ figliuoli che non vogliono ascoltare la legge dell’Eterno, che dicono ai veggenti: ‘Non vedete!’ e a quelli che han delle visioni: ‘Non ci annunziate visioni di cose vere! Diteci delle cose piacevoli, profetateci delle chimere! Uscite fuor di strada, abbandonate il sentiero retto, toglieteci d’innanzi agli occhi il Santo d’Israele!” (Isaia 30:9-11).

Geremia disse: “Tendono la lingua, ch’è il loro arco, per scoccar menzogne; son diventati potenti nel paese, ma non per agir con fedeltà; poiché procedono di malvagità in malvagità, e non conoscono me, dice l’Eterno. Si guardi ciascuno dal suo amico, e nessuno si fidi del suo fratello; poiché ogni fratello non fa che ingannare, ed ogni amico va spargendo calunnie. L’uno gabba l’altro, e non dice la verità, esercitano la loro lingua a mentire, s’affannano a fare il male. La tua dimora è la malafede; ed è per malafede che costoro rifiutano di conoscermi, dice l’Eterno. Perciò, così parla l’Eterno degli eserciti: Ecco, io li fonderò nel crogiuolo per saggiarli; poiché che altro farei riguardo alla figliuola del mio popolo? La loro lingua è un dardo micidiale; essa non dice che menzogne; con la bocca ognuno parla di pace al suo prossimo, ma nel cuore gli tende insidie. Non li punirei io per queste cose? dice l’Eterno; e l’anima mia non si vendicherebbe d’una simile nazione?” (Geremia 9:3-9), ed anche: “Veramente il mio popolo è stolto, non mi conosce; son de’ figliuoli insensati, e non hanno intelligenza; sono sapienti per fare il male; ma il bene non lo sanno fare” (Geremia 4:22).

Che diremo dunque? Che gli apostoli e i profeti fecero l’opera del diavolo? Così non sia, perché le loro dure parole di forte biasimo furono legittime, perché fu Dio a muoverli a pronunciarle in quanto voleva che il suo popolo rientrasse in sé e abbandonasse i sentieri malvagi. D’altronde quando si riprende qualcuno bisogna pur muovergli delle accuse, altrimenti come potrà egli capire quali sono le cose da cui si deve ravvedere?

E poi questi ‘avvocati del diavolo’ dimenticano che secondo la legge di Mosè, che è buona se uno la usa legittimamente, non è sbagliato accusare qualcuno di un peccato, ma è sbagliato accusare qualcuno ingiustamente, cioè deporre il falso contro qualcuno, infatti la legge dice: “Quando un testimonio iniquo si leverà contro qualcuno per accusarlo d’un delitto, i due uomini fra i quali ha luogo la contestazione compariranno davanti all’Eterno, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in que’ giorni. I giudici faranno una diligente inchiesta; e se quel testimonio risulta un testimonio falso, che ha deposto il falso contro il suo fratello, farete a lui quello ch’egli avea intenzione di fare al suo fratello. Così torrai via il male di mezzo a te” (Deuteronomio 19:16-19).

Oltre a ciò, costoro dimenticano che quando l’accusa è confermata da due o tre testimoni fedeli e veraci, essa va accolta, infatti Paolo disse a Timoteo: “Non ricevere accusa contro un anziano, se non sulla deposizione di due o tre testimoni” (1 Timoteo 5:19). Dunque, quando le prove sono inequivocabili e i testimoni sono fedeli, l’accusa va ricevuta. E di conseguenza si devono prendere le azioni necessarie affinché coloro che insegnano una falsa dottrina o si comportano in maniera iniqua siano indotti a ravvedersi. Ma per gli ‘avvocati del diavolo’ è da rigettare qualsiasi accusa: proprio quello che il diavolo vuole che si faccia, e difatti lui i ‘suoi avvocati’ li ha ben addestrati in questo. E così sa di avere le mani libere, e può fare e dire tutto quello che vuole in mezzo alla Chiesa, perché ogni accusa verrà subito catalogata come ‘opera della carne’, ‘opera del diavolo’, e così via. D’altronde, il diavolo non è a caso che è chiamato ‘il serpente antico’ ed ‘il seduttore di tutto il mondo’ (Apocalisse 12:9), perché lui è esperto nell’arte della seduzione. Ecco dunque perché hanno la vita molto difficile i timorati di Dio in mezzo alle chiese ADI, perché ogni volta che suonano l’allarme, la maggior parte prendono gli avvertimenti come una opera del diavolo e quindi si lanciano con ferocia contro di essi che muovono delle accuse giuste e fondate.

Fratelli, vi esorto quindi a guardarvi da questi che io ho chiamato ‘avvocati del diavolo’ in ragione della loro opera diabolica – mascherata da finta carità – che portano avanti. Questi sono i peggiori nemici della Chiesa, perché dall’interno di essa diffondono la dissolutezza e la falsità a piene mani, o la tollerano facendo finta di niente, brandendo all’occorrenza l’accusa di ‘accusatori dei fratelli’ contro quelle poche sentinelle che rimangono in mezzo al popolo di Dio.

La libertà in Cristo sotto attacco delle ADI

Colgo l’occasione, fratelli nel Signore, per avvertirvi per l’ennesima volta dalle ADI, perchè esse hanno dichiarato guerra alla libertà che è in Cristo, la libertà che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha acquistato con il suo prezioso sangue. Già, perchè il paradosso è proprio questo, che da un lato le ADI levano forte la loro voce ogni volta che ne hanno occasione in favore della cosiddetta libertà religiosa per tutti i cittadini, che come vi ho dimostrato è una libertà secondo la carne, che è condannata da Dio, e apparentemente sembra che essi sono a favore della libertà dei Cristiani; ma dall’altro le ADI sono contro la libertà in Cristo in quanto la loro dottrina nel suo insieme riporta i Cristiani sotto la schiavitù del peccato e della legge, ma anche di precetti umani che vanno contro la Bibbia. Quindi le ADI sono nemiche della vera libertà, quella spirituale, e questo va detto a chiare lettere e con ogni franchezza affinchè sia una volta per tutte smascherata questa organizzazione religiosa che tanto danno ha fatto ai santi in questa nazione. E’ inutile che si riempiono la bocca i pastori ADI di tutte queste parole a favore della libertà religiosa, perchè loro sono a favore di questa libertà per costruire meglio e più velocemente il loro impero terreno, o meglio la loro ‘torre di babele’ per acquistarsi un nome, o il loro ‘papato’, portatrice di confusione a non finire in mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente. Ed è proprio per questa ragione che hanno dichiarato guerra alla libertà che è in Cristo, perchè essere liberi in Cristo significa essere schiavi di Cristo, e uno schiavo di Cristo siccome deve ubbidire ai comandamenti del suo padrone, non può ubbidire ai precetti antibiblici delle ADI che riportano le anime sotto la schiavitù del peccato e della legge. Ma andiamo per ordine.

L’apostolo Paolo afferma che il Vangelo è potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede (Romani 1:16), ciò significa che il Vangelo rende libero l’uomo che crede. Libero da cosa?

Libero dal peccato. Gesù infatti ha detto: ” In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre. Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:34-36), e Paolo lo conferma dicendo: “Il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato fosse annullato, onde noi non serviamo più al peccato; poiché colui che è morto, è affrancato dal peccato” (Romani 6:6-7).

Ma anche libero dalla legge di Mosè, che è la forza del peccato, in quanto Paolo dice: “Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, e questo affinché portiamo del frutto a Dio. Poiché, mentre eravamo nella carne, le passioni peccaminose, destate dalla legge, agivano nelle nostre membra per portar del frutto per la morte; ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, talché serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera” (Romani 7:4-6), ed anche: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi …. Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi” (Galati 3:13; 5:1).

Questa è la libertà che Gesù Cristo ha comprato con il suo sangue, e che ci ha donato, e che noi quindi dobbiamo salvaguardare, perchè è molto preziosa.

Ecco perchè l’apostolo scongiurava i santi a non ricadere sotto il dominio del peccato, come anche sotto il dominio della legge. Ai Romani per esempio diceva: “Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia. Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:15-16), e ai Galati: “State dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù!” (Galati 5:1). Ogni pastore dunque dovrebbe scongiurare le pecore a odiare il peccato e a schivarlo, come anche ad evitare di ricadere sotto la legge di Mosè.

Ma che fanno invece nelle ADI i pastori? Non predicano per niente contro il peccato. Non li sentite infatti predicare specificamente contro i fornicatori, gli adulteri, gli omosessuali, i bugiardi, gli ubriachi, i commercianti delle cose relative al regno di Dio, contro i buffoni, contro quelli che fingono nelle scene teatrali ‘cristiane’, contro quei credenti che si danno alle mondane e carnali concupiscenze. Perchè loro non odiano il peccato, loro non combattono contro il peccato, ossia contro le mondane e carnali concupiscenze, anzi lo giustificano e coccolano in definitiva tanto è vero che se qualcuno leva pubblicamente la sua voce, viene subito definito un fanatico, un legalista, un bigotto, uno che giudica, uno che non si fa i fatti suoi, e magari anche un terrorista se nel suo avvertimento ci mette i giudizi di Dio contro quelli che fanno queste cose. In altre parole, quelli che devono essere schivati sono quelli che denunciano il peccato e non quelli che si danno al peccato. ‘Niente regole’, dicono loro, ovviamente quando vogliono loro non mettono regole, perchè quando vogliono ti seppelliscono sotto un cumulo di regole umane non bibliche però. Ecco perchè nelle ADI se uno si converte veramente a Cristo, e vuole santificarsi per piacere a Dio, e combattere il male in tutte le sue forme, troverà nelle ADI un muro, una opposizione spirituale enorme, perchè praticamente la libertà di cui le ADI sono promotrici è in definitiva una libertà secondo la carne, dove tutto è tollerato, proprio quella che il Cristiano deve combattere. E se uno non sta attento, con il tempo diventerà peggiore di come era prima di convertirsi a Cristo. Se prima non amavi certe mondane concupiscenze, poi nelle ADI le amerai, come per esempio quella di andare al mare a mettersi mezzi nudi che è una cosa vergognosa per i santi.

E per quanto riguarda la legge, che hanno fatto i pastori ADI? Hanno introdotto il precetto della decima, con la relativa maledizione contro quelli che non la danno, e quindi hanno fatto ricadere i santi sotto la maledizione della legge. ‘Se non dai la decima del tuo stipendio, sei un ladro’ ti dicono, e Dio non potrà benedirti, e quindi questo significa che non potrai sperimentare nessun risveglio, nessun esaudimento divino alle tue preghiere, perchè sei diventato un ladro. E il tempo verrebbe meno se dovessi parlare dei loro precetti che hanno nel loro statuto e regolamento, che addirittura nella loro astuzia nascondono ai loro membri, tranne che ai pastori: precetti antibiblici in un numero spaventoso, che vanno ad annullare la Parola di Dio come facevano i precetti degli scribi e i Farisei ai giorni di Gesù.

Ma quale libertà dunque difendono e promuovono le ADI? Quella che Dio odia, quella che rende nemici di Dio, quella che porta in perdizione, già proprio in perdizione. Le ADI promuovono la schiavitù spirituale, altro che libertà, e quindi non vi fate ingannare dai loro discorsi sulla libertà religiosa, perchè dietro di essi si nascondono i loro veri intenti, che sono intenti malvagi. Altrimenti non si spiega la loro forte opposizione contro di noi, che non facciamo altro che proclamare quello che sta scritto nella Bibbia, e che prendiamo ad esempio Gesù Cristo e gli apostoli. Questa opposizione si spiega dunque con la presenza di uno spirito massonico in mezzo alle ADI. Fratelli, vi scongiuro da parte di Dio, a ritirarvi da costoro che hanno sovvertito e pervertito le vie diritte di Dio.

Sul peccato e le false dottrine

Sono indulgenti verso il peccato

Albert Pike ha affermato che una parte del credo massonico è ‘essere INDULGENTI, come lo è Dio, verso la mancanza di fede, gli errori, le follie, e le colpe degli uomini; perchè tutti formano una grande fratellanza’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 531 – 26° Principe di Compassione – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md27.htm – La parola inglese usata da Pike è CHARITABLE, che si può tradurre anche con ‘caritatevoli’ e ‘comprensivi’). E’ evidente anche da queste parole che la Massoneria si è fatta un Dio su misura, perchè il solo vero Dio non è affatto indulgente verso la mancanza di fede, gli errori, le follie, e le colpe degli uomini. D’altronde la Massoneria accetta persone che professano ogni sorta di religione, e proclama la tolleranza verso tutti e verso qualsiasi credo, e quindi non poteva che proclamare quest’ennesima menzogna. E ovviamente i Massoni sono chiamati ad essere indulgenti verso le suddette cose, come lo è il loro dio.

E nelle ADI non c’è forse lo stesso credo? NEI FATTI SI’, proclamano infatti CON I FATTI un Dio che è indulgente verso le follie, le colpe, la mancanza di fede, e le colpe dei membri delle Chiese ADI; infatti non dicono mai dal pulpito che Dio castiga quei credenti che ripongono la loro fiducia negli uomini anzichè in Dio, che commettono follie (cioè per esempio che si danno alla fornicazione, all’adulterio e ai piaceri della vita, e alle buffonerie, o che si fanno sterilizzare o che impediscono il concepimento o abortiscono), che si rendono colpevoli di disonestà e torti vari nei confronti del loro prossimo, o che Dio castiga quei pastori che insegnano delle cose storte e perverse in mezzo a loro. Perchè non dicono queste cose? Perchè rifiutano di credere una simile cosa (perchè valgono sempre le parole di Paolo a tale riguardo: “Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo” 2 Corinzi 4: 13, per cui chi non parla di ciò che è scritto e che fa parte del Consiglio di Dio vuol dire che non ci crede), e chi si permette di dire ciò invece – perchè crede a tutto quello che dice la Bibbia – viene subito dichiarato essere un ‘fanatico’, un ‘intollerante’, un ‘settario’, ‘senza amore’ e così via. Intanto però l’Iddio vivente e vero i suoi giudizi li esercita contro costoro, quantunque il loro colpevole silenzio, che poi è una maniera di accondiscendere al peccato. Chi tace acconsente, dice un detto mondano. E che esista questo diabolico sentimento verso il peccato, è dimostrato dal fatto che nelle ADI le seguenti parole di Paolo: ” …quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare” (1 Corinzi 5:11), è come se nella Bibbia non esistessero.

E questo ovviamente si ripercuote anche sulla condotta dei credenti, perchè anche loro quindi sono chiamati a comportarsi come si comporta l’Iddio su misura che si sono fatti, di cui i pastori ADI sono i fedeli rappresentanti sulla terra: per cui se un credente ha un amante, se commette adulterio, se impedisce il concepimento, se si fa sterilizzare, se abortisce, se si abbandona ai piaceri della vita, se ruba, se mente, se oltraggia, se si ubriaca, ecc. deve avere tutta la comprensione e l’indulgenza degli altri. E nessuno si deve permettere di giudicarlo o di riprenderlo, perchè altrimenti pagherà caro ciò: prima gli fanno un consiglio di Chiesa per ammonirlo, e poi se non accetta la loro ammonizione, lo cacceranno via. Ecco dunque chi cacciano dalle ADI: chi si santifica, e riprova il male perchè vuole che il popolo si santifichi; e non il malvagio, che invece ha le mani libere ed anche ben forti!

Fratelli, nessuno vi inganni con vani ragionamenti, Dio non è indulgente verso il peccato in quanto lo odia. Dio infatti odia le opere malvage, secondo che è scritto: “Il timore dell’Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l’arroganza, la via del male e la bocca perversa” (Proverbi 8:13), ed anche: “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19). E quindi noi siamo chiamati ad odiare o aborrire le opere malvage, che sono le opere infruttuose delle tenebre, e a riprovarle pubblicamente, come facevano gli apostoli e i profeti. Se manca quindi dal pulpito la riprovazione pubblica delle opere infruttuose delle tenebre, vuol dire che quelle opere non sono odiate, e se quindi coloro che compiono queste opere non vengono pubblicamente rimproverati, vuol dire che sono tollerati.

Vengono tollerati il peccato e l’errore dottrinale

Il massone satanista Albert Pike disse che ‘il non credere negli spiriti malvagi [è meglio] dell’ira contro la peccaminosità e contro l’errore nella dottrina, che rende gli uomini intolleranti e aspri’ (Albert Pike, Legenda and Readings of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry, pag. 35-36).

Un altro massone, John Heisner, che è autore di diversi libri sul simbolismo nella storia della massoneria, in un suo scritto dal titolo ‘Freemasons History – Tolerance, Brotherly Love and Freedom of Religion in the Fellowcraft Degree’ ossia ‘Storia dei Massoni – Tolleranza, Amore Fraterno e Libertà di Religione nel grado di Compagno d’Arte’ in cui si scaglia contro l’intolleranza citando il passo di Giacomo: “Non fate voi una differenza nella vostra mente, e non diventate giudici dai pensieri malvagi?” (Giacomo 2:4), afferma quanto segue: ‘La Massoneria insegna che ciascuna dottrina religiosa contiene verità ed errore, e farà per sempre così fino a che la dottrina rimane immutata …. Per i Massoni in ogni luogo nel mondo, lo sviluppo di uno stato di consapevolezza tollerante è centrale per la promozione dell’amore fraterno. Uno non può amare suo fratello, se odia la dottrina religiosa del suo fratello. Uno non può aiutare e sostenere il suo fratello, se conclude che la sua misera condizione è la volontà di Dio piombata su colui che pratica una dottrina religiosa falsa. E uno non può rallegrarsi nel benessere e nei successi del suo fratello quando egli arrogantemente crede che cammina nella verità mentre il suo fratello segue il sentiero delle tenebre …. La tolleranza, quindi, è più che semplicemente sopportare il credo religioso differente di qualcun altro: esso richiede che si abbracci e si ami la differenza’ (http://ezinearticles.com/).

Ora, tenendo presente che i massoni quando parlano del proprio fratello intendono sia ogni essere umano – perchè loro sono sostenitori dell’eresia che tutti gli uomini sono figli di Dio (infatti ogni massone viene ammaestrato sin dall’inizio a considerare tutti gli uomini come una sola famiglia) – che ogni uomo iniziato in una loggia massonica e cioè ogni massone; quello che colpisce nelle sopraccitate affermazioni è un principio che purtroppo abbiamo sentito enunciare a molti nelle Chiese ADI secondo cui se tu odii o ti indigni contro una falsa dottrina professata dal tuo fratello, o odii e ti indigni contro un suo peccato, tu non puoi dire di amare il tuo fratello, perchè sei intollerante e aspro.

E difatti nelle Chiese ADI appena contesti una falsa dottrina interna alle Chiese o uno scandalo pubblico compiuto da uno dei loro membri, vieni subito considerato come uno che odia i fratelli, uno che non ha amore, un settario, un integralista, insomma uno che non cerca il bene della Chiesa ma la sua distruzione o divisione, e soprattutto la propria soddisfazione!

E se confuti quell’errore o quel peccato mediante le Scritture, mettono subito in dubbio quello che tu gli dimostri mediante le Scritture e ti dicono: ‘E a te chi ti dice che hai ragione? Pensi di avere la verità solo tu quindi?’ O magari ti dicono: ‘Questa è la tua opinione o interpretazione!’ Esattamente come fanno i massoni.

E in alcuni casi arrivano a dirti: ‘Non pensi che possiamo avere ragione tutti e due?’ Che deve fare uno dunque quando sente insegnare false dottrine ai pastori o vede commettere scandali? Deve starsene in silenzio, pregare e sopportare. Sopportazione poi che alla fine con il tempo sfocia in un rispetto verso la falsa dottrina e il peccato, rispetto che invece non deve esistere perchè la menzogna deve essere odiata in quanto la Sapienza dice che “il giusto odia la menzogna” (Proverbi 13:5), e il male va aborrito secondo che dice Paolo: “Aborrite il male” (Romani 12:9). Sono opere infruttuose delle tenebre, e quindi vanno riprovate. Non solo, questa sopportazione porta a tollerare coloro che mentono contro la verità e compiono scandali, tolleranza che Dio detesta perchè il Signore Gesù fece scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli” (Apocalisse 2:20), e Paolo scrisse ai santi di Corinto che tolleravano quello che si teneva la moglie di suo padre: “E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! …. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi 5:2, 12). Giudicate voi da persone intelligenti dunque: ‘Non ritenete che nelle Chiese ADI ci sia un sentimento massonico?’ Non c’è dubbio, lo ribadisco con forza, esse si sono massonizzate.

‘Non giudicate’ dice la Massoneria …. e non ‘Non giudicate’ dicono anche le ADI

Abbiamo visto poco fa che uno dei principi su cui si fonda la Massoneria è la tolleranza del peccato e dell’errore dottrinale, e per sostenere questa tolleranza che fanno i Massoni? Citano le parole di Gesù: “Non giudicate” (Matteo 7:1).

Ecco le prove:

Albert Pike, nella sua lezione al 7° contenuta in Morals and Dogma, afferma che ‘nessuno desidera veramente giudicare l’altrui operato perchè ciò comporta gravi e pesanti responsabilità. [….] Perciò il vero massone non dimenticherà mai il solenne comandamento che deve assolutamente essere osservato in ogni momento della vita: «Non giudicare, altrimenti sarai giudicato; e ogni giudizio che esprimerai su altri nella stessa misura sarà rivolto su te» (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 46, 49 – 7° Prevosto e Giudice).

Sul sito della Loggia Gaio Cornelio Tacito n.740 Or:. di Terni All’obbedienza del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, in uno scritto dal titolo ‘Il Massone nella società moderna (1987)’ si legge quanto segue: ‘ “Non giudicare” è scritto nel Vangelo ed in quel “non giudicare” è tutta la nostra tolleranza massonica’ (http://www.loggiatacito740.it/).

Sul sito della Loggia Hochma n.182 di Trapani appartenente alla Gran Loggia Regolare d’Italia, in un documento dal titolo ‘Riflessioni sulla libera muratoria’ si legge quanto segue sulla tolleranza: ‘La tolleranza massonica è una “costruzione progressiva, un vero patto tra uomini di buona volontà, che si elabora innanzitutto per necessità vitale, e in un secondo momento grazie alla ragione. Il primo momento della tolleranza è costituito dal riconoscimento della libertà religiosa. La tolleranza è accettazione delle differenze evidenti, siano esse fisiche, socioculturali, politiche e religiose. Si tratta di “sopportare” con attitudine all’ascolto e all’apertura paziente i comportamenti altrui, anche se diversi, anzi opposti ai propri. Tale comportamento favorisce la libertà ad essere se stessi. La tolleranza consiste nell’astenersi dal giudicare a priori gli altri, e rende di nuovo attuale le parole di Gesù: non giudicare, se non vuoi essere giudicato, o ancora non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te… Questa virtù fondamentale che apre il dialogo e facilita la comunicazione, richiede una buona conoscenza di sé per mettersi di fronte al prossimo e saperlo ascoltare… Lo spirito di tolleranza impone anche di saper osservare un’attitudine di apertura, di ascolto cortese, accettando le opinioni divergenti dalle proprie come possibili complementari, al fine di favorire un fruttuoso scambio di idee, senza che le discussioni degenerino in dispute: ciò è insito nel lavoro massonico’ (http://www.hochma182.com/). Eugene Lyman Warner, un prete episcopaliano americano, scrivendo nel 1966 su The Indiana Freemason ha confermato che il rifiuto di giudicare è la tolleranza di cui parla la Massoneria. Ecco le sue parole: ‘La tolleranza è una caratteristica permanente della Massoneria: [….]. La vera tolleranza consiste non soltanto nel trattenersi dal criticare le azioni e le credenze di coloro con cui noi non siamo d’accordo; ma nel rifiutarsi di raggiungere conclusioni che altri sono necessariamente nell’errore. La tolleranza è il rifiuto di giudicare …. ‘ (citato in Forrest D. Haggard, The Clergy and the Craft, pag. 31).

E non è forse quello che fanno sostanzialmente le Chiese ADI? Che cosa infatti vogliono dire queste Chiese quando citano le parole di Gesù “Non giudicate”, se non che bisogna tollerare i peccati e le eresie presenti in mezzo alle Chiese, e quindi starsi zitti e ‘farsi i fatti propri’ per evitare che nascano dispute? Da qui si spiega la mancanza di confutazioni, di condanne pubbliche del peccato, delle opere infruttuose delle tenebre, e di messe in guardia pubbliche da coloro che operano scandali e insegnano eresie.

Ma il comandamento di non giudicare, non va inteso come lo intendono costoro, ma nel senso che non bisogna giudicare secondo l’apparenza e quindi in maniera ingiusta, ma bisogna giudicare giustamente. Per esempio Gesù disse a dei Giudei : “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio” (Giovanni 7:24) ed ancora: “E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?” (Luca 12:57). Ed anche Paolo ha confermato che noi possiamo giudicare, quando dice ai Corinzi: “Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico” (1 Corinzi 10:15), ed anche: “Giudicatene voi stessi: E’ egli conveniente che una donna preghi Iddio senz’esser velata?” (1 Corinzi 11:13), ed ancora: “Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino…” (1 Corinzi 14:29).

Quindi come credenti possiamo giudicare molte cose, ma non secondo l’apparenza ma con giusto giudizio. Ricordate cosa disse Gesù a Simone quando questi rispose correttamente alla sua domanda? “Hai giudicato rettamente” (Luca 7:43), volendo dire: ‘Hai espresso un giusto giudizio’. Dunque, se noi credenti esprimiamo dei giudizi corretti, non possiamo incorrere nel giudizio di Dio. D’altronde, non ha forse detto Paolo che “l’uomo spirituale giudica d’ogni cosa” (1 Corinzi 2:15)? E non ha forse detto la Scrittura: “Apri la tua bocca, giudica con giustizia” (Proverbi 31:9)? Dunque che c’è da meravigliarsi nel sentirci dire che noi possiamo giudicare?

Ma d’altronde se noi figliuoli di Dio non potessimo giudicare in senso assoluto, come potremmo rigettare le false profezie, le false rivelazioni, e le false dottrine, che vengono diffuse in mezzo alla Chiesa di Dio? Perché per rigettarle, dobbiamo prima esaminarle alla luce della Sacra Scrittura, e poi alla fine esprimere il nostro giudizio negativo contro di esse. E come potremmo guardarci dai falsi ministri del Vangelo e dai falsi fratelli, dato che per identificarli tali dobbiamo prima valutare il loro comportamento e le loro dottrine, alla luce della Parola di Dio, ed esprimere poi anche qui il nostro giudizio negativo nei loro confronti? Ma vi rendete conto cosa succederebbe se noi non potessimo giudicare niente e nessuno? Il diavolo approfitterebbe subito della nostra attitudine facendoci accettare le sue menzogne e i suoi ministri.

E purtroppo va detto che questo è accaduto nel caso di tanti credenti che, privi di sapienza e della conoscenza della Parola di Dio, trascinati a credere che non possono giudicare chi predica la Parola come neppure quello che viene predicato, hanno finito con l’accettare false dottrine di ogni genere e cattivi operai come buoni operai. Essi sono trascinati con l’inganno a credere che qualunque cosa dica il pastore è ‘oro colato’ e quindi va accettato senza discussione, perché lui è il servitore di Dio e l’unto di Dio, e di conseguenza hanno finito con l’accettare menzogne di ogni genere.

D’altronde se non possono giudicare, come possono sentirsi autorizzati a riprovare sia privatamente che pubblicamente la dottrina che dice che il fuoco dell’inferno è simbolico? Come possono pensare di poter rigettare la gap-theory o quella che dice che la terra ha miliardi di anni? Come possono pensare di poter rigettare il rapimento segreto? Come possono pensare di essere autorizzati a dire al pastore e a sua moglie, ‘Non andate a mettervi mezzi nudi al mare, perché vi contaminereste!’? Non possono, perché se lo facessero, gli verrebbe subito detto: ‘Fratello, non giudicare!’

Dunque, ancora una volta, dobbiamo riconoscere che le Chiese ADI pensano e parlano come delle logge massoniche, e questo devo dire che a noi disturba non poco. C’è quindi ancora una volta una somiglianza tra la Massoneria e le Chiese ADI.

Parola d’ordine della Massoneria e delle ADI: ‘Devono evitarsi le controversie religiose’

Collegato a quanto detto poco fa, c’è anche questo, e cioè che – come abbiamo già visto – nelle Costituzioni della Massoneria c’era pure la seguente regola: ‘Ripicche personali o private querele non debbono oltrepassare la soglia della loggia; ancor più debbono evitarsi le controversie religiose, nazionali o concernenti lo stato, atteso che, nella nostra qualità di Massoni noi non professiamo che la religione universale e ci diciamo di tutte le nazioni, di tutte le lingue, di tutte le razze e possessori di tutti i linguaggi e pertanto risolutamente contrari a ogni politica, poichè essa non ha mai recato beneficio alla loggia, nè mai potrebbe apportarlo’ (VI, 2).

Il doversi evitare controversie religiose mi fa pensare alla stessa cosa che si sente in mezzo alle Chiese ADI, che considerano la controversia religiosa qualcosa da bandire dal loro mezzo esattamente come fa la Massoneria: cosa questa che non permette di difendere il Vangelo e la sana dottrina, come invece siamo chiamati a fare.

I pastori ADI dicono infatti: ‘Noi non vogliamo polemizzare! Noi non siamo di quelli che fanno polemica’, e quindi si rifiutano di confutare pubblicamente ed anche privatamente le false dottrine, pensando che sia inutile e magari dannoso. E questo perchè nelle ADI viene insegnato che il servitore del Signore ‘non si dà alla controversia’ (Francesco Toppi, «La consacrazione dei servitori», Studio biblico n. 2, durante il XV Convegno Pastorale tenutosi ad Acireale [30 Aprile 1998] – video su Youtube http://youtu.be/Sv6PA69-Ywsmin. 49:53-51:20)!!

Questo ovviamente non riguarda solo le chiese ADI, ma la maggior parte delle Chiese Evangeliche, tanto che possiamo dire che l’ambiente evangelico ormai è come una grande loggia massonica, in cui quasi tutti cercano di evitare controversie religiose. Basta vedere come quasi tutti i Pentecostali si rifiutano di confutare pubblicamente le false dottrine dei Battisti, dei Riformati, dei Valdesi, della Chiesa dei Fratelli, e così via, per capire che ormai lo spirito massonico è ben presente anche tra di noi Pentecostali. Qui ci sarebbe molto altro da dire, ma credo che queste poche parole siano bastate a farvi capire il concetto.

Sul divorzio e seconde nozze, sulla contraccezione e sull’aborto

Sono questioni personali in cui le persone sono libere di agire come vogliono

La Massoneria, mettendo al centro di tutto l’assoluta autodeterminazione dell’uomo, rifiuta di sottomettersi ai comandamenti di Dio perchè essa rifiuta l’imposizione dall’esterno di dogmi morali. E quindi essa rifiuta ogni forma di integralismo. Infatti Giuliano di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nonché fondatore della Gran Loggia Regolare d’Italia, nel suo libro intitolato Filosofia della Massoneria, afferma: ‘Il principio di tolleranza è per definizione la negazione di ogni forma di integralismo” (pag. 94). Nella massoneria c’è dunque il divieto di accettare dogmi che vengano dall’esterno, e quindi il rigetto dei comandamenti di Dio. Ecco perchè i massoni sono a favore del divorzio seguito da seconde nozze, della pianificazione familiare (quindi a favore dell’uso di contraccettivi o della sterilizzazione per impedire il concepimento) e dell’aborto – a tale proposito è da tenere a mente che la Fondazione Rockefeller ha sostenuto e sostiene le campagne demografiche dell’ONU che promuovono ovviamente l’impedimento del concepimento, la sterilizzazione e l’aborto – perchè per loro al centro di tutto c’è l’assoluta libertà dell’uomo di decidere quello che vuole fare della propria vita.

Le Assemblee di Dio in Italia accettano il divorzio e le seconde nozze mentre l’altro coniuge è ancora in vita, infatti Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, in una intervista rilasciata al giornalista Marco Castoro ed apparsa su Il Tempo, ha affermato: ‘Per quanto riguarda il divorzio, lasciamo la responsabilità ai singoli’. (‘Tutte le risposte nell’Evangelo’, in Il Tempo, 3 Marzo 1995). Cosa significa che le ADI lasciano la responsabilità ai singoli? Significa che ‘riconosciuto che il divorzio e le seconde nozze mettono a disagio individui e famiglie, non onorando la causa di Cristo, come credenti nell’Evangelo è necessario scoraggiare ogni iniziativa rivolta a questi fini. Esistono, tuttavia, circostanze eccezionali nelle quali il credente può trovarsi, suo malgrado, nella necessità di passare a seconde nozze. In questi casi ognuno è chiamato ad assumersi in proprio ogni responsabilità davanti a Dio, senza coinvolgere in alcun modo ministri e comunità, affinché l’esistenza di tali casi non costituisca un precedente che possa menomare la testimonianza dell’Evangelo resa dalle chiese’ (AA. VV., La Famiglia Cristiana Oggi, ADI-Media, Roma 2001, Seconda edizione, pag. 347).

Le ADI accettano pure la contraccezione e quindi l’impedimento del concepimento. Sul sito della Chiesa ADI di Modugno (Bari), in un articolo dal titolo ‘I Cristiani ed il controllo delle nascite’, si legge: ‘Riteniamo che la decisione di praticare una pianificazione delle nascite sia una questione personale. ….’ e dopo aver parlato di vari metodi anticoncezionali (preservativo, creme vaginali e supposte, diaframma, ritmo, sterilizzazione) viene detto: ‘Noi non stiamo affermando che questi metodi siano leciti per un Cristiano, né tantomeno che non lo siano. Ne abbiamo voluto parlare solo perché si tratta di metodi anticoncezionali mediante i quali l’ovulo non viene fecondato e quindi non si distrugge una nuova vita’ (http://www.adimodugno.it/evangelici/wp-content/uploads/2010/06/11-9-2-2010.pdf). Notate la dichiarazione ambigua, che praticamente è un avallo all’uso degli anticoncezionali.

Sull’aborto le ADI hanno una posizione simile a quella sul divorzio, infatti sempre Francesco Toppi, ha affermato: ‘Non siamo favorevoli all’interruzione della gravidanza, ma lasciamo sempre la responsabilità alla persona’ (‘Tutte le risposte nell’Evangelo’, in Il Tempo, 3 Marzo 1995). Tradotto nella pratica, ciò significa che per le ADI esistono circostanze eccezionali nelle quali una donna può trovarsi, suo malgrado, nella necessità di abortire. In questi casi la donna è chiamata ad assumersi in proprio ogni responsabilità davanti a Dio, senza coinvolgere in alcun modo ministri e comunità. Che questo sia il significato di quelle parole di Francesco Toppi, è confermato da un articolo di Davide Di Iorio dal titolo ‘Liberazione dal pensiero moderno abortista’, nel quale il Di Iorio dopo avere espresso contrarietà all’aborto, conclude con queste parole nel caso di una donna violentata: ‘Nel riconoscere la tragedia che vive una donna violentata, bisognerebbe porsi alcune domande davanti al Signore personalmente; se è vero che non c’è stato amore in quell’atto procreativo, bisogna chiedersi se si debba aggiungere misfatto a misfatto. La legge di Mosè prescriveva che il violentatore fosse ucciso, ma non la donna: “Ma se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si corica con lei, allora morirà soltanto l’uomo che si sarà coricato con lei; non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c’è colpa degna di morte; si tratta di un caso come quello di un uomo che aggredisce il suo prossimo e lo uccide, perché egli l’ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c’era nessuno per salvarla” (Deuteronomio 22:25-27). E’ giusto che oggi lo stupratore viva e l’innocente muoia con l’aborto? Ogni risposta deve essere data personalmente, senza coinvolgere la Chiesa e nella più assoluta certezza che Dio saprà proteggere ogni Sua figliuola e preservarla dal male’ (http://www.adinapoli.it/index.php?51). Si notino le parole conclusive ‘Ogni risposta deve essere data personalmente, senza coinvolgere la Chiesa’, perché esse fanno il paio con quelle di Toppi: ‘Non siamo favorevoli all’interruzione della gravidanza, ma lasciamo sempre la responsabilità alla persona’.

Tutto questo ovviamente in nome del loro tanto amato libero arbitrio, perchè anche nelle ADI al centro di tutto c’è l’assoluta libertà dell’uomo di decidere quello che vuole fare della propria vita. Ecco perchè dai pulpiti ADI non condannano queste cose riprendendo coloro che le commettono, e non mettono assolutamente in guardia i santi da esse.

Alla luce della Parola di Dio invece, sia le seconde nozze mentre l’altro coniuge è ancora in vita, che l’impedire il concepimento (non importa in che maniera), che l’aborto sono cose storte e perverse che noi Cristiani siamo chiamati ad aborrire e condannare sia privatamente che pubblicamente, perchè fanno parte di ciò che è male agli occhi di Dio.

In merito alle seconde nozze mentre uno dei coniugi è ancora in vita, diciamo che Gesù ha detto: “Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio” (Marco 10:11-12). Notate quindi come, secondo le parole di Gesù, non importa per quale ragione il marito manda via la propria moglie, cioè non importa se la donna viene mandata via a cagione di fornicazione (quindi lecitamente in questo caso) o per qualche altra ragione (e quindi illecitamente), se egli passa a seconde nozze commette adulterio. Il Signore non ha ammesso eccezioni: le seconde nozze sono adulterio fino a che l’altro coniuge è in vita. Ecco perchè Paolo ha detto ai santi di Roma: “Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo” (Romani 7:2-3)

Spieghiamo ora brevemente mediante le Scritture perché impedire il concepimento è peccato. Quando Dio creò l’uomo e la donna diede loro questo ordine: “Crescete e moltiplicate…” (Genesi 1:28). Vorrei che notaste che Dio comandò loro di moltiplicare; non lasciò loro la libertà di farlo o non farlo, ma glielo ordinò. Ma Dio non diede quest’ordine solo agli esseri umani, ma anche ai pesci ed agli uccelli infatti egli disse loro: “Crescete e moltiplicate, ed empite le acque dei mari e moltiplichino gli uccelli sulla terra” (Genesi 1:22). Ubbidirono i nostri progenitori a questo ordine di Dio? Sì, infatti Eva partorì, Caino, Abele, Seth, ed è scritto che Adamo dopo che ebbe generato Seth, generò figliuoli e figliuole. Quindi se da un lato dobbiamo dire che i nostri antenati disubbidirono a Dio quando mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, dall’altro non possiamo dire che essi disubbidirono all’ordine di moltiplicare datogli da Dio. Dio diede l’ordine di moltiplicare anche a Noè e ai suoi figliuoli dopo che uscirono dall’arca secondo che è scritto: “E Dio benedisse Noè e i suoi figliuoli, e disse loro: Crescete e moltiplicate, e riempite la terra…” (Genesi 9:1); ed anche loro bisogna dire ubbidirono a quest’ordine infatti basta leggere la posterità di Sem, Cam e Jafet per rendersi conto di ciò. Ma sia ben chiaro che è sempre Dio che fa moltiplicare le famiglie perché è scritto nei salmi che “egli fa moltiplicare le famiglie a guisa di gregge” (Salmo 107:41). Da ciò si capisce che l’uomo semina perchè deve seminare, ma è Dio che fa crescere il seme e lo moltiplica. Abbiamo visto quindi che quello di moltiplicare è un’ordine di Dio e non qualcosa di facoltativo, esso è qualcosa di obbligatorio per gli uomini e le donne di tutte le generazioni. E’ peccato dunque per una coppia non volere avere figli: sì è peccato perché è un desiderio che si oppone all’ordine di Dio di moltiplicare. Nella Scrittura è raccontato un fatto che conferma pienamente ciò: è scritto che Giuda prese per Er suo figlio una moglie di nome Tamar, ma siccome che egli era perverso agli occhi di Dio egli lo fece morire. “Allora Giuda disse a Onan: Và dalla moglie del tuo fratello, prenditela come cognato, e suscita una progenie al tuo fratello. E Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando s’accostava alla moglie del suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dare progenie al fratello. Ciò che egli faceva dispiacque all’Eterno, il quale fece morire anche lui” (Genesi 38:8-10). Questo racconto è unico nella Bibbia, e se Dio ha voluto che fosse scritto ci devono essere dei motivi. Non è concepibile che Dio abbia voluto che esso fosse scritto senza nessun motivo. E’ evidente che Onan fu messo a morte da Dio perché impediva il concepimento per non dare progenie al suo fratello; egli più di una volta impedì il concepimento infatti è scritto: “Quando s’accostava alla moglie del suo fratello…” (Genesi 38:9); Dio quindi pazientò con lui e non lo mise a morte dopo la prima volta che egli impedì il concepimento. Notate anche che è detto che ciò che Onan faceva dispiacque all’Eterno, e questo pure deve fare riflettere. Considerate che questa medesima espressione è usata dalla Scrittura anche dopo che Davide commise adulterio con Bath-Sheba e gli fece uccidere il marito secondo che è scritto: “Ma quello che Davide aveva fatto dispiacque all’Eterno” (2 Samuele 11:27); e capirete quanto grave sia impedire il concepimento per non avere prole. Qualcuno dirà: ‘Ma nel caso di Onan egli impedì il concepimento per non avere nessun figlio, e non per fermare il numero dei figli!’ Questo è vero, ma rimane il fatto che anche nel caso che si impedisce il concepimento per non avere molti figli si commette peccato e non solo quando non se ne vogliono per nulla. Non si comprende perché davanti a Dio dovrebbe essere peccato il primo e non il secondo. Il discorso è che coloro che fanno questo ragionamento cercano in tutte le maniere quando sentono dire che è peccato impedire il concepimento, di turare la voce alla loro coscienza che li riprende nel segreto a motivo dei loro misfatti che commettono nel segreto. Ma non ci riescono perché essa continua a riprenderli; essa cesserà di riprenderli solo quando si metteranno in animo di non impedire il concepimento. Ma proseguiamo col parlare dell’impedire il concepimento per non avere molti figli. Perché è peccato? Perchè avere molti figli secondo la Scrittura è una beatitudine, è qualcosa di buono e di bello. Nei salmi infatti è scritto: “Quali le frecce in mano d’un prode, tali sono i figliuoli della giovinezza. Beati coloro che ne hanno il turcasso pieno! Non saranno confusi quando parleranno coi loro nemici alla porta” (Salmo 127:4-5); quindi se uno non vuole avere il proprio turcasso pieno di frecce è perché ritiene che non sia vero che sarebbe beato. E allora ciò significa che ritiene mendace Dio; perché quella è la sua parola. Facciamo un esempio esplicativo: Gesù un giorno disse: “Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano” (Luca 11:28); ma è chiaro che se uno dice che coloro che non vogliono osservare la Parola di Dio sono beati lo stesso, o che non può essere vero che rinunziando a se stessi si è felici; egli mente contro la verità. Similmente chi afferma che coloro che hanno molti figli non sono delle persone felici ma delle persone sventurate, o che volere avere molti figli è un cattivo desiderio perchè ha delle gravi ripercussioni sulla famiglia, mente contro la verità. I figli sono chiamati “un eredità che viene dall’Eterno” (Salmo 127:3); che cosa è un eredità? L’eredità è un complesso di beni, di sostanze e di averi che una persona lascia in proprietà ad altri; solitamente ai propri figli o a dei propri parenti, ma alcune volte anche a persone che non sono del parentado. In questo caso però l’eredità è detta che viene da Dio; quindi viene spontaneo dire innanzi tutto che essa è buona, e poi che maggiore è meglio è. Case e ricchezze sono un’eredità dei padri, dice la sapienza: e questo perché sono dei beni che i nonni e i genitori lasciano ai loro posteri; ma nel caso dei figli essi sono un’eredità data da Dio agli uomini, solo lui può dare questa eredità. Che ragione c’è dunque per disprezzare questa eredità che viene da Dio? Se gli uomini si rallegrano al solo pensiero di avere una grossa eredità dai loro padri non si dovrebbero rallegrare maggiormente gli uomini al solo pensiero di ricevere in eredità da Dio molti figli? I figli sono anche dei premi perché è scritto che “il frutto del seno materno è un premio” (Salmo 127:3). Che cosa è il premio? Il premio è un segno d’onore dato a chi ha compiuto azioni coraggiose o a chi si è distinto in una gara. Per coloro che lo ricevono è un onore riceverlo; e il momento della premiazione è uno dei momenti più commoventi della loro vita. Ma io dico: Ma se le persone del mondo si rallegrano quando vengono premiati da altri uomini, non devono gli uomini rallegrarsi molto di più quando ricevono da Dio in premio dei figli? Ma purtroppo oggi per molti avere molti figli rappresenta una delle più grandi sventure che possano piombare su una famiglia! Che follia!

In merito all’aborto, esso non è mai lecito o legittimo, neppure quando una donna è stata stuprata, perché l’aborto è un omicidio agli occhi di Dio. Non ha forse detto Iddio: “Non uccidere” (Esodo 20:13)? Perché dunque dovrebbe l’aborto, che è l’uccisione di un essere umano, essere considerato legittimo in certi casi? Qualcuno forse mi chiederà: ‘Perché chiami l’embrione (il prodotto del concepimento nelle prime otto settimane a partire dal concepimento) e il feto (il prodotto del concepimento dopo otto settimane dal concepimento) un essere umano?’ Perché sia l’embrione che il feto sono un essere umano, in quanto secondo la Sacra Scrittura la vita umana inizia al concepimento; per cui nel momento in cui il seme maschile si unisce all’ovulo femminile, ha inizio una nuova vita umana. Ogni donna incinta ha un bambino nel suo seno, non importa da quanto tempo sia incinta, il suo seno contiene un essere umano che nessuno – tranne Dio – ha il diritto di mettere a morte. Dio diede il seguente comandamento agli Israeliti, che rende chiaro che agli occhi di Dio il prodotto del concepimento è un bambino o una vita umana, non importa da quanto tempo sia nel seno della donna: “Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch’ella si sgravi, ma senza che ne segua altro danno, il percotitore sarà condannato all’ammenda che il marito della donna gl’imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici; ma se ne segue danno, darai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione” (Esodo 21:22-25). Notate come l’uomo che colpiva la donna incinta doveva essere punito sia che la donna si sgravava senza che ne seguiva alcun danno, sia nel caso ne seguiva danno. Ma mentre nel primo caso la punizione consisteva in un’ammenda che il marito della donna gli avrebbe imposto, nel secondo caso la punizione consisteva nella morte del percotitore se il bambino nasceva morto. ‘Vita per vita’ diceva la legge. Ora notate pure come la legge chiama il prodotto del concepimento, che è nel seno della donna incinta, ‘vita’, non importa da quanto tempo si trovi nel seno della donna. Questo sta a dimostrare che agli occhi di Dio ogni donna incinta ha una vita umana nel suo seno, e che la vita è sacra. In altre parole, sia che la donna sia incinta da due settimane o tre mesi o otto mesi, quella ‘cosa’ che è nel suo seno è una vita umana che deve essere considerata un bambino ed ha gli stessi diritti di tutti gli altri bambini. Oltre a ciò, va detto che secondo la Sacra Scrittura, è Dio che forma il bambino nel seno della donna, perché Davide disse a Dio: “Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo maraviglioso, stupendo. Maravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. Le mie ossa non t’erano nascoste, quand’io fui formato in occulto e tessuto nelle parti più basse della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo; e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m’eran destinati, quando nessun d’essi era sorto ancora.” (Salmo 139:13-16), e Giobbe, quando parlò del suo servo, disse: “Chi fece me nel seno di mia madre non fece anche lui? non ci ha formati nel seno materno uno stesso Iddio?” (Giobbe 31:15) Dunque, abortire significa abortire l’opera che Dio sta compiendo. Volete distruggere l’opera di Dio? Sappia colei che decide di distruggere l’opera delle mani di Dio – quand’anche fosse frutto di una violenza carnale – che Dio non la lascerà impunita perché porterà le conseguenze della sua ribellione contro Dio.

Le ADI si sono massonizzate anche su questi argomenti così importanti, non c’è dubbio su questo, e questa massonizzazione ha condotto tanti a trasgredire i comandamenti di Dio, e quindi a diventare trasgressori della Parola invece che osservatori della Parola.

Attenzione dunque fratelli che frequentate chiese ADI a non lasciarvi sedurre da vani ragionamenti, che annullano la parola di Dio e inducono a sprezzare e trasgredire i santi comandamenti di Dio, disprezzo e trasgressione a cagione di cui viene l’ira di Dio.

Sull’aldilà

Il fuoco dell’inferno e la Nuova Gerusalemme sono allegorie

Albert Pike ha affermato: ‘Certamente diremo che gli antichi si sono sbagliati nel designare l’originaria dimora dell’anima, usi come siamo a interpretare letteralmente il racconto mitico del suo scendere dal cielo in terra e risalire dalla terra al cielo. Dobbiamo però tener presente che ciò costituiva solo un semplice elemento trascurabile nella rappresentazione della Grande Verità, probabilmente, per gli iniziati, una semplice allegoria, intesa a rendere l’idea più palpabile ed impressa nella mente. La presunzione e la vanagloria di un sapere, il cui patrimonio di conoscenza è fatto solo di parole, non dovrebbe spingerci a sorridere di tali ingenuità più di certe leggende, come quella del cuore [seno] di Abramo, indicato come dimora degli spiriti dei giusti defunti e abisso di fuoco vero, per l’eterna tortura degli spiriti, o quella di una Città di Gerusalemme Celeste con le sue mura di diaspro ed i suoi edifici di oro puro come cristallo, le sue fondazioni di pietre preziose e le porte ciascuna di una sola perla’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 1, pag. 106 – 3° Maestro Libero Muratore).

Il fatto che Albert Pike definisca leggenda sia l’abisso di fuoco vero ossia l’inferno dove vengono tormentate le anime, che la Città celeste della Nuova Gerusalemme, significa che in ambedue i casi il linguaggio biblico non viene preso letteralmente, ma simbolicamente, per cui sia il fuoco che la città sono semplicemente delle allegorie, e difatti sempre Pike ha affermato poco prima: “Ogni linguaggio è simbolico, quando si riferisce ai fenomeni mentali e spirituali ed all’azione’ (Ibid., pag. 103).

Nelle ADI parlano nella stessa maniera.

Ecco infatti cosa Francesco Toppi, ex-presidente delle A.D.I., ha scritto nel suo libro A Domanda Risponde, a proposito del fuoco dell’inferno: ‘La concezione di un inferno o di un fantastico ‘purgatorio’ con vere fiamme di fuoco, immagini tanto care alle descrizioni medievali, è un’idea sfruttata da predicatori astuti ma poco seri che, ormai, riesce a terrorizzare soltanto qualche pia vecchietta, la quale si vede già ardere per l’eternità’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Volume 1, pagina 231, ADI-MEDIA, seconda edizione, Roma 2004). Lo stesso ha affermato durante il programma ‘Dai nostri culti’ trasmesso da RadioEvangelo qui a Roma, durante una predicazione che verteva sulla vita dopo la morte, che quando Gesù parlò della fiamma che tormentava l’anima del ricco nell’Ades, non intese riferirsi ad un fuoco letterale ma usò un linguaggio metaforico! E che nelle ADI non sia cosa rara sentire parlare così in riferimento al fuoco dell’inferno me lo ha confermato un fratello che parlando con un aspirante pastore delle ADI si è sentito rispondere: ‘Ma fratello, non penserai mica che quello sia veramente fuoco?!’

Ed ecco cosa si legge a proposito della Nuova Gerusalemme nel libro di Oswald Sanders dal titolo Essere con Cristo, che è stato pubblicato in Italia da ADI-MEDIA e che al suo interno ha la prefazione di Francesco Toppi che di esso dice: ‘Oswald Sanders ha la grande abilità di riassumere in pochi capitoli con un linguaggio semplice tutta l’escatologia biblica, che altri studiosi hanno trattato in voluminose pubblicazioni … egli ha esposto l’argomento con estrema chiarezza’ (pag. 5): ‘Un caso di interpretazione in chiave simbolica, che vale la pena citare, viene fatto anche da un altro scrittore evangelico nel libro dal titolo La Rivelazione di Gesù Cristo; lo menziono perché esso sembra accordarsi più con l’intero tenore del libro dell’Apocalisse che con il punto di vista opposto. L’autore sostiene che un’interpretazione letterale risulta inaccettabile a motivo di implicite difficoltà. Bisogna davvero credere che lì esistano vaste masse di oro solido, di cui gli angeli stanno misurando le barre e del quale le strade sono ricoperte? …. Questa opinione non può essere sostenuta coerentemente senza fare violenza al linguaggio figurativo …. ‘i fiumi d’acqua viva’ sono, incontestabilmente una figura dello Spirito Santo (cfr. Giovanni 7:37,38). Ma questa affermazione è indubbiamente simbolica, per analogia, lo sarà quella di un …. albero della vita …. e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. In quanto sarebbe contraddittorio parlare di vita e di guarigione, così come la intendiamo noi, in un contesto di perfezione celeste …. La sposa – una città. Il leone – un Agnello. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a dei simbolismi ed è ragionevole dedurre che la città è un simbolo della chiesa ideale come Dio l’ha concepita al principio, e come sarà alla fine: ‘senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile …. Non possiamo interpretare uno scritto simbolico in modo meccanico e letterale …. Porte di perle e strade d’oro sono descrizioni chiaramente figurative e dovrebbero essere considerate tali … (J. Oswald Sanders, Essere con Cristo cosa di gran lunga migliore, ADI-Media Roma 1999, pag. 129-130, 132, 39). Dunque nelle ADI non viene insegnato che l’oro della Nuova Gerusalemme è realmente oro, come non viene insegnato che il diaspro di cui è fatto il muro della santa città sia veramente diaspro. A conferma di ciò vi racconto una esperienza vissuta da mio fratello molti anni fa. Era convertito da poco e si trovava al funerale di un credente e stando vicino a Germano Giuliani, pastore di una Chiesa ADI di Milano, non immaginando minimamente quello che Giuliani gli avrebbe detto di lì a poco, cominciò nella sua semplicità a dirgli: ‘Il fratello adesso cammina su strade d’oro, tocca il muro di diaspro ecc.!’, ed ecco la risposta del pastore delle ADI: ‘Rimarrei molto deluso se le cose fossero così!’ e poi gli disse altre cose che nella sostanza si possono riassumere in questa frase: ‘Le cose stanno scritte così solo per far capire ma non sono realmente così!’ al che mio fratello aprì la bocca e gli disse: “Quel che è scritto è scritto!’. Mio fratello rimase a dir poco stupefatto di quelle affermazioni, e la stessa cosa dicasi dei miei genitori e di me che però a quel funerale non ero presente!!

Non notate quindi ancora delle spaventose somiglianze? E’ impossibile non notarle, in quanto nelle ADI come nella massoneria il linguaggio usato sia da Gesù quando raccontò la storia del ricco e del Lazzaro, che da Giovanni quando descrisse la Nuova Gerusalemme, è un linguaggio simbolico.

Ecco perchè insisto nel dire, fratelli, che nelle ADI c’è uno spirito e un sentimento massonico, che non può non far gridare al pericolo coloro che amano e temono Dio.

L’AGIRE MASSONICO

Sull’agire massonico che esiste nelle ADI qui voglio concentrarmi su: 1) la considerazione che hanno i massoni appartenenti ad una loggia del loro Maestro Venerabile, che è il capo della Loggia; 2) sulla considerazione che i massoni hanno del tempio in cui si riuniscono; 3) su come deve essere secondo i massoni il tempio per ‘onorare’ Dio; 4) sulle accuse dei massoni contro coloro che confutano la massoneria; 5) sull’arte massonica di manipolare le parole della Bibbia o concetti biblici; 6) sulla segretezza, che fa parte degli obblighi del massone. Ma se considerate il capitolo precedente, vedrete che ci sono altri modi di agire presenti nella Massoneria che si assomigliano a quelli presenti nelle ADI.

Il pastore viene considerato come il ‘Maestro Venerabile’

Su un sito di esoterismo in un articolo dal titolo ‘Il Maestro Venerabile e i Dignitari della Loggia’ si legge a proposito del cosiddetto Maestro Venerabile (che vi ricordo è colui che presiede, governa e rappresenta la loggia ed è eletto tra coloro che hanno il grado di Maestro): ‘La più alta espressione della Loggia è il Maestro Venerabile: la sua persona e la sua autorità sono sacre e inviolabili in quanto a lui sono stati “conferiti” i poteri individuali di tutti i membri della Loggia al momento della sua elezione. Gli strumenti del suo potere sono la Spada Fiammeggiante e il Maglietto: con questo apre e chiude i lavori, con la spada inizia, cioè crea prima, e riceve poi, un Libero Muratore. Egli corrisponde al Fuoco (è con il Maestro Venerabile infatti che termina la prova del Fuoco dell’iniziando) e su di lui confluiscono tutte le energie della Loggia, per l’alimentazione costante del Fuoco da cui emana la Luce’ (http://esoterismografico.blogspot.com/2011/05/il-maestro-venerabile-e-i-dignitari.html).

Confesso che nel leggere questa descrizione del Maestro Venerabile non posso non pensare a quello che è stato fatto diventare il pastore nelle Chiese ADI: cioè il perno su cui gira tutto e la fonte di luce della comunità e oltre a ciò qualcuno che è praticamente ‘intoccabile’. In effetti se il capo di una loggia massonica si chiama ‘Maestro Venerabile’, nelle ADI ‘il capo’ della chiesa locale si può chiamare ‘Pastore Venerabile’, tanto è il suo potere che gli è stato conferito dallo statuto antibilico delle ADI.

E perchè il pastore nelle ADI è diventato una sorta di ‘Maestro Venerabile’? Perchè nelle ADI viene insegnata la falsa dottrina che il pastore ha tutti i ministeri. Ecco infatti cosa dice Francesco Toppi: ‘Oltre al ‘ministerio della Parola’ (cfr. Atti 6:4), costituito dai ministeri elencati in Efesini 4:11, esistono ministeri pratici ……’ (A Domanda Risponde, Vol. III, ADI-Media, 2004, Prima edizione, pag. 124). Nelle ADI c’è un’espressione usata da taluni per attestare questo che è la seguente ‘il pastore ha tutti i doni’. Detto in altre parole, il pastore, avendo il ministerio della Parola, ha l’aspetto apostolico, l’aspetto profetico, l’aspetto evangelistico, e l’aspetto sia pastorale che didattico. Durante una riunione di una Chiesa ADI del Lazio un giorno un credente fece pubblicamente al pastore questa domanda, cioè dove erano nella Chiesa gli apostoli, i profeti, gli evangelisti e i dottori, e la risposta che gli fu data dal pastore fu che lui era sia apostolo che profeta, che evangelista e dottore, in altre parole che aveva tutti questi altri ministeri!!! Presso un’altra Chiesa ADI, questa volta in Sardegna, anche qui alla domanda di un credente sui doni di ministerio, il pastore ha risposto di avere tutti i ministeri!

Il luogo di culto viene considerato sacro come il tempio massonico

Sul sito della Loggia San Giovanni n. 1246 di Milano, appartenente al GOI, si legge alla voce ‘Abbigliamento in Loggia’ nella sezione del regolamento della loggia: ‘In Loggia si presenzia sempre in abito scuro uniforme e preferibilmente di colore nero, camicia bianca, cravatta, calze e scarpe nere, con i paramenti del Grado, guanti bianchi, la Medaglia di Loggia ed il Gioiello dell’Arco Reale per chi ne abbia diritto. È data facoltà al M.V. [Maestro Venerabile] in carica, secondo gli Antichi Usi e Consolidati Costumi della Libera Muratoria Universale, di non ammettere allo svolgimento dei Lavori di Loggia i Fratelli che si presentino con un abbigliamento non decoroso e non consono alla sacralità del Tempio Massonico’ (http://www.loggiasangiovanni.it/).

Quello che qui vorrei sottolineare non è il mettersi la cravatta o l’andare vestiti in maniera decorosa al tempio massonico, ma il fatto che il tempio massonico è considerato un luogo sacro e quindi bisogna andarci vestiti in maniera consona, poi fuori dal tempio naturalmente i massoni possono a seconda delle occasioni andare vestiti come gli pare. Non solo, nella vita di tutti i giorni essi possono divorziare e risposarsi (quindi commettere adulterio), darsi all’omosessualità, incitare la propria moglie ad abortire, come se niente fosse, perchè la Massoneria non detta legge in queste cose, ognuno è libero di fare quello che vuole della sua propria vita. Non esistono dogmi a riguardo di queste cose: coloro che creano dogmi sono solo dei fanatici religiosi, dei settari!

Non ci vedete forse la stessa cosa nelle Chiese ADI? Al locale di culto i membri ci devono andare in giacca e cravatta (se uomini), vestiti in maniera decorosa e consona alla sacralità del luogo che è considerato erroneamente la casa di Dio o il tempio di Dio, ma poi una volta fuori da questo cosiddetto luogo sacro si vestono come quelli del mondo, e quindi in maniera indegna dei santi, e oltre a ciò molti di loro si comportano come se non peggio di quelli del mondo e così via, come se niente fosse, perchè secondo loro Dio li ha fatti liberi, hanno il libero arbitrio che gli permette di fare quello che essi vogliono. Nessuno si deve ingerire nella loro vita privata, queste sono cose che riguardano solo i diretti interessati: niente dogmi, niente ordini provenienti da nessuno! Lo spirito massonico mi pare evidente anche in questo caso.

La sontuosità del locale di culto per ‘onorare’ Dio

Nella Massoneria c’è la ricerca della sontuosità del tempio massonico, in quanto è un luogo sacro per loro, che rappresenta peraltro il Tempio di Salomone.

Albert Pike ha affermato: ‘Le magnificenze del culto sono la vita della religione, e se Cristo desidera poveri ministri, La Sua Sovrana Divinità non desidera altari meschini. Alcuni Protestanti non hanno compreso che il culto è un insegnamento, e che noi non dobbiamo creare nell’immaginazione della moltitudine un Dio mediocre o miserabile. Quegli oratori che assomigliano ad uffici o taverne poveramente arredati, e quei rispettabili ministri vestiti come impiegati presso notai o avvocati, non fanno forse necessariamente considerare la religione come una mera formalità puritana, e Dio come un Giudice di Pace?’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 102 – 3° Maestro Libero Muratore – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md04.htm. Nessuno si lasci ingannare dal fatto che Pike parli di Sovrana Divinità di Cristo perchè Pike spesso usava un parlare doppio e ambiguo – come fanno peraltro altri autorevoli massoni – per confondere le menti: la Massoneria nega infatti che Gesù Cristo è Dio benedetto in eterno).

Nelle ADI c’è il medesimo sentimento che c’è nella Massoneria, infatti c’è una ricerca del locale di culto sontuoso, per creare nelle anime l’idea di un Dio grande e ricco che largisce benedizioni al suo popolo, e quindi attirare in questa maniera le persone al locale di culto; come anche da parte dei pastori un modo di vestire ‘magnifico’ che dia all’occhio, e d’altronde in un locale di culto lussuoso poi il pastore non può andarci vestito umilmente. E questa ricerca dell’abito magnifico si estende ovviamente anche ai membri, i quali devono anche loro adeguare il loro guardaroba alla magnificenza del luogo di culto! Tutto questo, ovviamente viene presentato come una maniera per onorare Dio!

La Scrittura invece ci comanda di farci attirare dalle cose umili e di non avere l’animo alle cose alte (Romani 12:16), perchè la superbia non è dal Padre ma dal mondo (1 Giovanni 2:16).

Affermano che gli accusatori sono tutti diffamatori e maldicenti

Il massone Albert Pike, che vi ricordo oltre ad essere un 33° era anche un praticante di magia, nel suo libro Morals and Dogma, nel capitolo dedicato al 21° che è quello di Noachita (o Cavaliere Prussiano), ad un certo punto fa un discorso sul giornalismo e parla contro quei giornalisti che rendono pubblici, disapprovandoli, i vizi e gli errori altrui, definendoli calunnie e maldicenze. Voglio proporvi alcune di queste sue parole contro quella che lui chiama ‘questa nuova Inquisizione’: ‘….. il giornalista non ha nessuna patente che ne faccia il censore dei costumi. Non c’è alcun obbligo per noi di strombazzare la nostra disapprovazione per ogni atto errato o malaccorto o indebito che altri commette. Ci si dovrebbe vergognare di stare all’angolo della strada e di renderli noti per denaro. Non si dovrebbe, in verità, scrivere o parlare contro nessuno a questo mondo. Ognuno ha già abbastanza da fare per osservare e controllare se stesso. [….] In generale la censura, fatta sugli atti degli uomini da coloro che si sono nominati da soli censori della pubblica moralità, è infondata. Quando non è infondata, è sempre al di fuori di ogni regola, e perciò ingiusta. Un Massone si chiederà da quale spirito siano animati costoro per diffamare un proprio simile che abbia commesso un errore. Se avessero una qualche nobiltà d’animo, si sentirebbero coinvolti nei suoi disastri e verserebbero qualche lacrima sul suo errore e sulla sua follia. […]. Quando un Massone sente di qualcuno caduto in pubblica disgrazia, dovrebbe avere animo per consolare la sua miseria, e non farla più desolata. [….] Non esiste arroganza così grande come il proclamare errori e colpe di un altro da parte di chi vede solo il lato peggiore delle azioni umane e ha per mestiere quello di insozzare fedi immacolate. La pubblica censura è come colpire un cervo nel branco: non solo lo si ferisce e lo si sfinisce con la perdita di sangue, ma lo si consegna alla muta di cani, sua nemica. […] Pongono in alto i vizi degli altri uomini, perchè il mondo li guardi, ma sotterrano le altrui virtù, cosicché nessuno le possa notare. […] Ed è il più degradante peccato che un uomo possa compiere, quello di usare la propria lingua per diffamare la reputazione di un uomo intemerato. C’è una sola regola per un Massone su questo punto: se vi sono delle virtù, ed egli è chiamato a parlare di chi le possiede, le esponga imparzialmente. Ma se esistono vizi mescolati con tali virtù, si contenti di esporre i pregi, e lasci ad altri l’opera di informare il mondo sull’esistenza dei vizi stessi’. (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3. pag. 37-38, 39, 40).

Che dire? Nel leggere queste parole di questo ministro del diavolo, mi sono venute in mente le tante lettere o commenti di membri delle ADI (ma anche di altre denominazioni evangeliche) scritti contro di me in questi anni, perchè nella sostanza dicono le medesime cose che diceva questo satanista. Questo conferma la presenza di uno spirito di menzogna nelle ADI, che si prefigge di mettere a tacere quelle voci che pubblicamente riprovano e condannano gli scandali e gli insegnamenti falsi che fanno e trasmettono soprattutto i pastori, e che sono di dominio pubblico o confermati da prove inconfutabili.

Nella pratica quindi questo significa che un pastore può essere un fornicatore, o un adultero, o un ladro, o un amante del denaro e delle concupiscenze mondane, o uno che manipola i libri degli altri, o uno che insegna cose storte e perverse – sto parlando ovviamente di fatti provati, che sono risaputi dai membri di Chiesa – ma nessun cristiano si deve permettere di levare la sua voce pubblicamente contro di lui, e chi lo fa è un calunniatore e maldicente, un censore dei costumi altrui che non ha nessuna licenza per esserlo, uno arrogante che si sente più santo degli altri, un inquisitore, uno che prende piacere a mettere in risalto gli errori altrui ma a nascondere le sue virtù, uno che getta fango sulle persone che hanno dei ‘difetti’ o delle ‘debolezze’, già perchè i peccati che ho citati sopra sono considerati al massimo così, anzi, in molti casi vengono definiti ‘pagliuzze’. Che devono fare quindi i membri di chiesa e dell’organizzazione? Stare in silenzio, assoluto silenzio, coprire ogni cosa, e simpatizzare con questo ‘caro servitore di Dio nell’opera’, mostrandogli tutto il proprio appoggio, dato che è caduto vittima di un attacco da parte del diavolo, che consiste appunto nelle accuse che gli rivolgono taluni che non hanno amore, che sono diventati gli accusatori dei fratelli, quelli che fanno la volontà del diavolo. Il pastore che prende piacere nel peccato e nelle menzogne, quindi deve essere oggetto della massima stima e comprensione, e appoggiato strenuamente, per non permettere al diavolo di averla vinta! Mentre gli accusatori devono essere tenuti d’occhio, non bisogna avere niente a che fare con essi perchè trasmettono un virus pericoloso, e se sono membri di quella chiesa che lui cura vanno messi in un angolo, quello più vicino alla porta, in attesa di ‘dargli un calcio’ e mandarli via dalla Chiesa, perchè indegni di rimanere in quella Chiesa. Poi, certo, le persone del mondo verranno a sapere queste cose, ma di quello che dicono quelli del mondo, cioè della cattiva testimonianza che essi danno di quel pastore in base ai suoi comportamenti iniqui, non importa proprio niente all’organizzazione. In altre parole, la regola è quella di tenersi e difendere l’operatore di scandali e invece biasimare e cacciare via quelli che lo riprendono e mettono in guardia i santi disapprovando la sua empia condotta. Sì, fratelli, le cose stanno proprio così. In queste Chiese lo Spirito di Dio è contrastato e contristato in maniera evidente, perchè la Parola di Dio è stata rigettata. Ecco perchè esse si trovano in mano a pastori che si sentono autorizzati a comportarsi come vogliono e insegnare quello che vogliono, con grave discredito della via della verità, perchè queste Chiese sono condotte da uno spirito massonico.

La manipolazione delle Sacre Scritture

La Massoneria nutre un forte disprezzo verso la Scrittura, e per farvi capire ciò voglio citarvi alcune parole di Albert Pike, quindi non di un massone qualsiasi, ma di un Sovrano Gran Commendatore del 33° del Rito Scozzese Antico ed Accettato, che è considerato Sommo Pontefice della Massoneria Universale, e queste parole sono tratte dal suo libro Morals and Dogma, che vi ricordo è considerato ‘la Bibbia dei massoni’. Ascoltate come Pike manipola le Scritture.

‘Nel 18° capitolo degli Atti degli Apostoli, leggiamo: “Ed un certo Ebreo di nome Apollo, Alessandrino per nascita, uomo eloquente, che conosceva la via del Signore, essendo un fervido spirito, parlò e insegnò diligentemente delle cose del Signore, conoscendo solo il Battesimo di Giovanni e cominciò a parlare arditamente nella sinagoga. Così Aquilla e Priscilla, quando l’ebbero udito, lo presero con loro e gli esposero con più precisione la via di Dio”. Tutto ciò nel testo originale greco, privo di simboli e allegorie, diventa: “Ed un certo Ebreo, di nome Apollo, uomo eloquente e di vasta cultura, venne ad Efeso. Aveva appreso dai misteri la vera dottrina concernente Dio ed essendo zelante ed entusiasta cultore di teologia la insegnò diligentemente, avendo ricevuto solo il battesimo di Giovanni. Non sapeva nulla del Cristianesimo, perchè aveva abitato ad Alessandria ed era proprio allora giunto ad Efeso. Era probabilmente un discepolo di Filone, e un Terapeuta’ (Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 232).

Ora, le parole bibliche manipolate dal satanista Pike sono scritte così nella Bibbia: “Or un certo Giudeo, per nome Apollo, oriundo d’Alessandria, uomo eloquente e potente nelle Scritture, arrivò ad Efeso. Egli era stato ammaestrato nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli cominciò pure a parlar francamente nella sinagoga. Ma Priscilla ed Aquila, uditolo, lo presero seco e gli esposero più appieno la via di Dio” (Atti 18:24-26).

Qualcuno si domanderà: ‘Perchè Pike le ha manipolate?’ Perchè lui vuole dimostrare tramite la Bibbia, una sua diabolica tesi, che è questa: ‘…. quella che ora è chiamata religione Cristiana era già conosciuta agli Antichi, nè fu mai necessario insegnarla dall’inizio della storia dell’uomo fino all’incarnazione di Cristo; solo da allora la vera religione, che era prima esistita, cominciò ad essere chiamata Cristiana come ai nostri tempi, ma non perchè fosse mancata in tempi precedenti, ma perchè in tempi posteriori aveva ricevuto questo nome’ (Ibid., pag. 232). E badate che Pike per religione Cristiana intende un miscuglio di menzogne, che lui ha attinto soprattutto dalla Kabala! Ma di esempi simili in cui dei massoni prendono delle parole della Bibbia e le manipolano per fargli dire quello che vogliono se ne potrebbero citare altri.

Nelle ADI c’è lo stesso spirito che indusse Pike a manipolare le Scritture, perchè anche loro fanno dire alla Bibbia cose che la Bibbia non dice, e questo per provare le loro menzogne che inculcano ai credenti. Ecco alcuni esempi di manipolazioni bibliche, cioè del pensiero biblico, che le ADI fanno per supportare il cosiddetto libero arbitrio:

Gesù fece di tutto fino alla fine per impedire a Giuda di tradirlo

Tutto quello che il popolo d’Israele e i Gentili fecero a Gesù avvenne affinchè si adempisse la Scrittura, e difatti viene detto che essi si radunarono contro Gesù per far tutte le cose che la mano di Dio e il Suo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero (cfr. Atti 4:28). E’ evidente quindi che anche Giuda tradì il Maestro perché così Dio aveva innanzi determinato (non è forse scritto: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me” Salmo 41:9 e che Gesù disse: “Io non parlo di voi tutti; io so quelli che ho scelti; ma, perché sia adempita la Scrittura, colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno” Giovanni 13:18?), e andò in perdizione sempre perché così Dio aveva innanzi determinato perché Gesù disse al Padre: “Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta” (Giovanni 17:12).

Ma le ADI arrivano a dire: ‘Qualcuno dirà: non era stato già deciso il suo tradimento e il suo suicidio? Come si può dar credito a questa teoria, conseguenza di una lettura superficiale della Scrittura, senza mettere in dubbio l’amore e l’imparzialità di Dio? Egli è l’Eterno, conosce ogni cosa, conosce la fine dal principio e ha permesso che i profeti descrivessero i particolari riguardanti Giuda, ma Dio non lo ha predestinato ad una fine così tragica. Se leggiamo attentamente i Vangeli, vediamo piuttosto come il Maestro divino abbia fatto di tutto per scuotere Giuda e dissuaderlo dall’atto tremendo che stava compiendo’ (‘Un solenne avvertimento’, del 21 Giugno, in ‘La Parola giorno per giorno’, Vol. II). Ma – diciamo noi -come avrebbe potuto Gesù cercare di distogliere Giuda dal fare quello che fece, senza in questo modo andare contro il determinato consiglio di Dio? Gesù sapeva che quelle cose dovevano accadere, perché così Dio aveva innanzi determinato, non poteva quindi cercare di evitare che accadessero. Come dunque Gesù non cercò di evitare il suo arresto, così non cercò di evitare neppure che Giuda lo tradisse e andasse in perdizione, affinchè la Scrittura fosse adempiuta.

Lidia aprì il proprio cuore al Signore

Luca ci dice molto chiaramente: “Perciò, salpando da Troas, tirammo diritto, verso Samotracia, e il giorno seguente verso Neapoli; e di là ci recammo a Filippi, che è città primaria di quella parte della Macedonia, ed è colonia romana; e dimorammo in quella città alcuni giorni. E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d’orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch’eran quivi radunate. E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo” (Atti 16:11-14).

Come potete vedere, queste parole scritte nel libro degli Atti fanno dipendere l’attenzione che un uomo mostra verso le cose relative al Regno di Dio e l’accettazione di esse, dalla volontà di Dio e non dalla volontà dell’uomo. E poi esse mostrano anche che non a tutti coloro che ascoltano il Vangelo viene dato di prestare attenzione ad esso e di accettarlo. Ma che hanno fatto le volpi? Hanno capovolto le cose. E difatti affermano: ‘Lidia aprì il proprio cuore al Signore’ (Risveglio Pentecostale, Settembre 2008, Numero 9 – Anno LXII, pag. 3). E così i credenti delle ADI leggono su Risveglio Pentecostale che fu Lidia ad aprire il suo cuore, e non il Signore ad aprire il cuore di Lidia!! Ma grazie a Dio i credenti possono leggere nella loro Bibbia la verità intorno alla conversione di Lidia, e quindi smascherare questa menzogna delle ADI.

Zaccheo invitò Gesù a casa sua

E’ scritto: “E Gesù essendo entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse innanzi, e montò sopra un sicomoro, per vederlo, perch’egli avea da passar per quella via. E come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua. Ed egli s’affrettò a scendere e l’accolse con allegrezza. E veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo: È andato ad albergare da un peccatore! Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de’ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo: poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” (Luca 19:1-10). Non è abbastanza chiaro che Gesù si autoinvitò? Eppure le ADI hanno annullato anche questo, e tutto ciò naturalmente sempre per nascondere alla fratellanza che è il Signore che prende l’iniziativa e non l’uomo, che è il Signore che sceglie l’uomo e non viceversa. Le ADI infatti affermano che fu Zaccheo ad invitare Gesù; sul loro calendario del 2010 ‘La Parola Giorno per Giorno’ si legge alla data 17 Gennaio 2010 nella meditazione dal titolo ‘Gioiosi in Cristo’: ‘Quando Zaccheo il capo dei pubblicani di Gerico, uomo conosciuto per la sua avidità e disonestà, invitò Gesù a casa sua, sperimentando la grazia della giustificazione divina, provò una grande gioia: egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia’. Quello che è vero dunque è che Zaccheo accolse Gesù con allegrezza, ma non che Zaccheo invitò Gesù a casa sua.

A noi pare evidente che nelle ADI la verità viene manipolata volontariamente e con premeditazione, per far dire alla Bibbia quello che si vuole. Non si può parlare qui di persone che capiscono o interpretano male un passaggio della Bibbia, perchè i passi sono chiarissimi in questi casi, e quindi c’è proprio la volontà di manipolare il pensiero di Dio. E che ci sia questo spirito diabolico nelle ADI che tende a manipolare le parole e il pensiero altrui per un proprio vantaggio personale, lo abbiamo ampiamente dimostrato a suo tempo nel caso dei libri di Charles Spurgeon, del libro Dottrine della Bibbia di Myer Pearlman, e del Nuovo Commentario Biblico Illustrato di Merrill F. Unger, tutti libri pubblicati da ADI-Media, e tutti MANIPOLATI, per cui il pensiero degli autori di questi libri è stato stravolto.

La segretezza: una necessità come nella Massoneria

Come abbiamo visto prima, la segretezza è l’essenza della Massoneria, in quanto necessaria per la sua stessa esistenza. Albert Pike infatti ha affermato: ‘La segretezza è indispensabile in un Massone di qualsivoglia grado’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 109 – 4° Maestro Segreto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md05.htm). Ecco perchè nella Massoneria si respira un’aria misteriosa, e si avverte che essa nasconde delle cose che essa ritiene molto importanti che altri – e spesso finanche membri massoni – non sappiano. Come ha detto l’ex massone J. Marquès Rivière: ‘In tutta la Massoneria c’è uno strano profumo. E’ un’atmosfera di silenzio inquieto, segreto, esoterico …. una sensazione di mistero che regna nella setta, che ne forma lo spirito, che ne alimenta la vita spirituale’ (citato in Léon de Poncins, Christianisme et Franc-Maçonnerie, pag. 128).

Anche nelle ADI vige questa atmosfera di silenzio inquieto e segreto, una sensazione di mistero che ne costituisce lo spirito, in quanto ci sono cose che neppure i membri delle Chiese ADI devono sapere.

Vi faccio due esempi pratici.

Il primo è quello dello Statuto ADI. Nelle ADI infatti esiste uno statuto e un regolamento interno, ma che praticamente è sconosciuto ai membri delle ADI, tranne che ai pastori che ne hanno una copia (lo Statuto infatti è stato stampato ma non pubblicato). Noi stessi all’inizio non sapevamo che esistesse tale statuto e regolamento, ma abbiamo scoperto la sua esistenza nel corso delle nostre ricerche sulle Chiese, le sètte e le religioni, e siamo venuti in possesso di esso in una maniera meravigliosa che fa capire che è stato proprio Dio a farcelo pervenire, perchè ce lo ha portato un credente che apparteneva alla Chiesa dei Fratelli. Non vi pare strano che gli stessi membri di una organizzazione siano tenuti dai loro dirigenti all’oscuro di un documento così importante che peraltro le altre denominazioni rendono disponibile ai loro membri?

Il secondo esempio è quello che hanno fatto le ADI nel dopoguerra per ottenere la libertà religiosa e la fine della persecuzione. E’ stato tenuto segreto ai fratelli che le ADI hanno cercato l’aiuto dei massoni per ottenere la fine della persecuzione contro di loro, e che Henry H. Ness si recò da Pio XII per chiedergli la fine della persecuzione contro i Pentecostali stipulando di fatto un’alleanza con il Vaticano. Queste sono cose molto importanti, come voi stessi potete giudicare da persone intelligenti, eppure le ADI le hanno occultate affinchè nessuno le sapesse. Provate dunque ad immaginare quante cose simili i dirigenti delle ADI hanno nel tempo tenute nascoste.

Ma di esempi pratici che confermano che nelle ADI esiste l’obbligo alla segretezza ne potrei fare tanti altri, come per esempio quello di dover tenere segreti casi di fornicazione, omosessualità e così via, per cui la Chiesa non deve sapere. Magari il pastore sa, ma tiene segreta la cosa magari anche manipolando la realtà delle cose.

Tutti questi elementi confermano la medesima cosa: nelle ADI si respira un’aria ‘misteriosa’ come nella Massoneria.

GIACINTO BUTINDARO, La Massoneria Smascherata, Roma 2012, pag. 709-782

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