Massoni, mafiosi e dintorni catanesi

massoneria-mafia-cataniaQuesto articolo, con il materiale allegato che è estremamente interessante (perchè sono documenti della Magistratura concernenti l’inchiesta «Belfagor» scoppiata nel 2002, in cui ci sono nomi di logge ed anche di massoni di Catania e dintorni), preso dal sito Sudpress.it, può servire ai fratelli in Cristo che temono Dio e osservano i suoi comandamenti – e quindi rifiutano di allearsi o fare compromessi con i massoni – che vivono a Catania e d’intorni. Questa è la ragione per cui lo pubblico.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggete il mio libro ‘La Massoneria Smascherata’

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MASSONI MAFIOSI E DINTORNI CATANESI

28/06/2013

A cavallo del nuovo millennio la Procura della Repubblica di Catania aveva messo mano ad una delle indagini più promettenti per approfondire i rapporti nella nostra provincia tra Mafia, massoneria ed uomini delle istituzioni.

Quell’inIziativa, coraggiosa puntuale e dettagliata, la si deve all’intuizione investigativa di due magistrati: il dott. Amedeo Bertone ed il dott. Sebastiano Mignemi.

Non dev’essere stata un’indagine facile visto il calibro dei personaggi coinvolti e la difficile demarcazione tra mondi in incoffessabile comunicazione tra loro, ma di sicuro in quelle carte c’è una guida sicura anche per capire che cosa accade oggi, chi si muove in quella terra di nessuno in cui tutto sembra possibile, in cui si scambiano favori ed informazioni che invece in una società sana sarebbero impossibili.

Merita d’essere subito precisato che tutto si è concluso con un’archiviazione e che dopo quest’indagine il dott. Bertone andò a Caltanissetta (solo da poco è tornato come Procuratore Aggiunto a Catania) ed il dott. Mignemi è passato alla Corte di Appello come giudice, e tuttavia i nomi che circolano in quella carte, gli intrecci, gli interessi e le dinamiche rappresentano uno straordinario contributo conoscitivo non solo per chi continua a svolgere indagini ma anche per il semplice cittadino che non ha notizia delle trame che si muovono sottotraccia a Catania, spesso condizionandone la convivenza.

Un conto, infatti, è dire che massoneria e mafia si incontrano, altro discorso è leggere, al di la del rilievo penale, i nomi e cognomi, chi quindi le persone, chi vestendo la coppola, o indossando la divisa, o la toga, o altre insegne, indossa un capo di abbigliamento comune: il grembiulino.

Nell’indagine denominata Belfagor ciò che infatti fa più impressione è leggere di persone rispettate, anche con ruoli pubblici, che però siedono come fosse normale allo stesso “tavolino” con mafiosi acclarati e riconosciuti. Perchè? Per fare cosa?

SUD si è ripetutamente occupato dell’intreccio ed ha biasimato che ancora nei giorni scorsi soggetti intercettati a conversare con mafiosi abbiano potuto condividere sedicenti premi alla legaltà con alti magistrati del Distretto, altresì si è espressa chiaramente ogni riserva verso tutte quelle società cosiddette segrete che si muovono in Sicilia, in una terra in cui cioè la società segreta per definizione è Cosa Nostra.

Ora, abbiamo deciso di mettere a disposzione dei lettori l’impareggiabile materiale informativo che ha prodotto la ricordata indagine della Magistratura, nel rispetto ovviamente delle decisioni definitive dell’Autorità giudiziaria che, ribadiamo, non ha ritenuto sussistente alcuna condotta di reato nei confronti delle persone sentite ed interrogate, e con l’unico intento perciò di offrire una sorta di Guida alla città segreta.

Certo, rimangono senza risposte alcune domande: quali sono gli interessi oggi dell’intreccio mafia-massoneria? Chi i nuovi referenti? O sono sempri gli stessi? Quali relazioni intrattengono con gli uomini delle istituzioni oggi? Capita di incontrarli nei salotti cosiddetti bene della città?

Conoscere serve anche ad evitare, ma soprattutto a farsi un’idea di quanto Catania sia al centro degli intrecci più sporchi, oggi assai più di Palermo – dove molto si è scoperto – e con una impunità che vorremmo venisse finalmente affrontata.

Una voce dell’informazione libera serve anche a questo, a far conoscere.

Nessun commento quindi, ma – com’è nel costume e nella stessa ragion d’essere di SUD – solo documenti che ciascuno potrà leggere per farsi un’idea.

La redazione

Fonte: http://www.sudpress.it/sud/massoni-mafiosi-e-dintorni-catanesi

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