Secondo ‘papa’ Francesco anche gli atei vanno in paradiso

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Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana ha affermato che anche gli atei vanno in paradiso. Pochi giorni fa infatti, ha raccontato la storia di un parrocchiano Cattolico che chiese ad un prete se anche gli atei erano stati salvati da Gesù, ed ha detto:‘Il Signore ci ha creati a Sua immagine e somiglianza, e noi siamo l’immagine del Signore, ed Egli fa del bene e tutti noi abbiamo questo comandamento nel cuore: fai il bene e non fare il male. Tutti noi. ‘Ma, Padre, questo non è Cattolico! Non può fare il bene’. Sì, può farlo …. ‘Il Signore ha redento tutti noi, tutti noi, con il Sangue di Cristo: tutti noi, non solo Cattolici. Tutti! ‘Padre, e gli atei?’ Anche gli atei. Tutti!’ …. Dobbiamo incontrarci facendo il bene. ‘Ma, Padre, io non credo, sono un ateo!’ Ma fai il bene: noi ci incontreremo là’ [in paradiso].Ecco le parole in inglese così come sono state pubblicate dall’Huffington Post:

“The Lord created us in His image and likeness, and we are the image of the Lord, and He does good and all of us have this commandment at heart: do good and do not do evil. All of us. ‘But, Father, this is not Catholic! He cannot do good.’ Yes, he can… “The Lord has redeemed all of us, all of us, with the Blood of Christ: all of us, not just Catholics. Everyone! ‘Father, the atheists?’ Even the atheists. Everyone!”.. We must meet one another doing good. ‘But I don’t believe, Father, I am an atheist!’ But do good: we will meet one another there.”

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Fonte: http://www.huffingtonpost.com/2013/05/22/pope-francis-good-atheists_n_3320757.html

Quello che ha detto Francesco è una menzogna generata dal diavolo, in quanto gli atei non credono in Gesù Cristo e la Sacra Scrittura afferma che solo coloro che credono in Gesù Cristo hanno la vita eterna (e quindi hanno la certezza di andare in Paradiso), e difatti è scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui” (Giovanni 3:36), e questo perchè non c’è salvezza all’infuori di Gesù Cristo secondo che disse l’apostolo Pietro: “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12). Dove vanno gli atei quindi quando muoiono? Nel fuoco del soggiorno dei morti (inferno), in attesa del giorno del giudizio quando risorgeranno e saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo (o fuoco eterno) perchè la loro parte sarà là secondo che è scritto: “… quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8).

Peraltro, va detto che quello che ha detto Francesco non sorprende perchè lui è un Gesuita, e in seno ai Gesuiti è piuttosto diffusa questa menzogna, e difatti in un articolo apparso il 17 giugno 1997 sul Corriere della Sera (pag. 17) dal titolo ‘Il teologo: “Anche gli atei possono andare in Paradiso” viene recensito il libro del noto teologo gesuita Giovanni Marchesi (prestigiosa firma della rivista dei Gesuiti Civiltà Cattolica, morto nel 2007) in cui è esposta proprio questa tesi della salvezza anche per gli atei. Ecco tutto l’articolo:

‘MILANO – Anche gli atei possono andare in Paradiso, purche’ vivano “secondo una coscienza retta”. Ne e’ convinto il gesuita Giovanni Marchesi, teologo di Civilta’ Cattolica e docente di Filosofia all’Universita’ Gregoriana di Roma. L’ipotesi da lui esposta e’ parte di una corrente della teologia moderna che afferma la “speranza per tutti nella salvezza eterna”, e che definisce gli atei “coloro che credono di non credere”. E il Paradiso e’ aperto anche a musulmani, ebrei, non cristiani perche’, secondo questi teologi, “tutte le religioni sono vie straordinarie di salvezza”. Padre Marchesi e’ autore di un lungo saggio sulla Cristologia trinitaria di Hans Urs von Balthasar, il teologo svizzero (morto nel 1988) che sottolineo’ che la “salvezza di tutti gli uomini sia la finalita’ principale di Dio”, e che fu considerato dai mass media il teorico dell’”Inferno vuoto”. Pur affermando che quella definizione e’ “semplicistica”, padre Marchesi precisa che “sul destino ultraterreno nessuno puo’ emettere un giudizio di verita’, specie per quanto riguarda la dannazione. Anche la Chiesa, pur impegnandosi sul carisma dei beati e dei santi, non si e’ mai pronunciata sul numero dei dannati o sulle loro identita’. La dottrina cristiana afferma l’esistenza dell’Inferno e di Satana. Ma li’ si ferma. Anche la presenza agli inferi di Giuda, il traditore di Gesu’, e’ nel dubbio, come ammette lo stesso Giovanni Paolo II nel suo libro Varcare la soglia della speranza. Nulla ha mai detto la Chiesa sulla sorte di grandi ed efferati peccatori come Hitler o Stalin”. Aggiunge il gesuita: “E se per Sant’Agostino la maggior parte dell’umanita’ era destinata ad andare all’Inferno, la teologia moderna sembra piu’ attirata da Origene, il quale riteneva che, alla fine del mondo, Dio avrebbe redento tutti gli uomini e anche il diavolo. La visione positiva e non pessimistica del dato cristiano non e’ teoria o speculazione astratta. Anche ad avviso di San Paolo, Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati”. Nel suo libro, dedicato a Balthasar, padre Marchesi analizza come l’essere e l’operare di Gesu’ costituiscano sia la rivelazione visibile dell’invisibile Dio sia l’azione efficace per la salvezza del mondo. Il volume e’ stato pubblicato in queste settimane dalla prestigiosa collana di “teologia contemporanea” delle edizioni “Queriniana”, anche in coincidenza con l’anno dedicato a Cristo, il 1997, voluto dal Papa in preparazione del Giubileo del Duemila. La “speranza di salvezza per tutti gli uomini”, riproposta dalla teologia moderna, si basa su numerosi passi del Vangelo e delle Sacre scritture. Per esempio, nella prima lettera a Timoteo, San Paolo afferma: “Gesu’ Cristo e’ venuto nel mondo perche’ Dio, nostro Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verita”. I tre evangelisti Matteo, Marco e Luca parlano poi di Gesu’, venuto sulla terra “non per essere servito ma per servire e per dare la propria vita in riscatto per i molti”.

Fonte:http://archiviostorico.corriere.it/1997/giugno/17/teologo_Anche_gli_atei_possono_co_0_97061717248.shtml

Altra cosa da dire è che quello che ha affermato Francesco è in pieno accordo con quello che lui ha affermato il 16 Marzo 2013 nel corso della sua udienza ai rappresentanti dei media, e cioè che tutti gli uomini – quindi anche gli atei – sono figli di Dio:

‘Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica.’

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Fonte: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/march/documents/papa-francesco_20130316_rappresentanti-media_it.html

Perciò se secondo lui anche i non credenti sono figli di Dio è ovvio che anche loro vanno in paradiso.

Questa eresia di perdizione di Francesco conferma pienamente che questo uomo è schiavo del peccato e sulla via della perdizione come lo sono gli atei. E dunque va esortato, al pari di tutti gli altri cattolici romani, a ravvedersi e a credere nel Vangelo della grazia di Dio, e ad uscire e separarsi immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana.

Nessuno si illuda: anche questo ‘papa’ è un lupo rapace vestito da pecora.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/05/26/secondo-papa-francesco-anche-gli-atei-vanno-in-paradiso/

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